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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

jenny-e-sofu(Jenny Banti Pereira e Sofu Teshigahara)

Inizio questo mio post con una citazione di Karl Popper per parlare di un’emozionante pomeriggio svoltosi all’Istituto Giapponese di Cultura per onorare la maestra Ohara Jenny Banti Pereira ad un anno dalla sua scomparsa (Jenny Banti Pereira Grandmaster. Una vita per l’Ikebana).

Ideato da Silvana Mattei, allieva della signora Banti e direttrice dello Study Group Ohara Alto Lazio e Umbria, la giornata è stata più che all’insegna della nostalgia al raccontare chi fosse l’insegnante, la donna che tanto ha fatto per la divulgazione dell’ikebana in Italia e in Europa.

Dopo l’introduzione alla serata da parte dell’Ambasciatore del Giappone in Italia (Kazuyoshi Umemoto) e della Direttrice dell’Istituto (Naomi Takasu), il figlio Giorgio Banti e i nipoti Giacomo, Francesca e Caterina hanno letto i messaggi giunti dall’HeadMaster Hiroiki Ohara, di Geneviève Ausenda (Presidente Onorario Chapter di Milano) e le testimonianze di maestri provenienti dalla Francia (Annik Gendrot), dalla Grecia (Joanna Barczyc), dal Belgio (Greta Vervoort), ancora dalla Francia (Marcel Vrignaud), dal Giappone (Atsuko Maruyama) e dalla Germania (Inge Lehenert).

La signora Leda Violante (Presidente Studio Arti Floreali) ha ricordato di quando la signora Banti si recava presso di loro per incontri, dimostrazioni e workshop mentre al sottoscritto è toccato l’onore e l’onere di parlare in quanto Presidente del Chapter Roma di Ikebana International e rappresentante della Sogetsu a Roma (Concentus Study Group). Come tutti sanno io mi emoziono molto a parlare in pubblico e stavolta per me l’emozione era davvero molta. La signora Banti io la vidi durante una dimostrazione dell’evento del 2005 presso l’Istituto dove è cominicato il mio percorso dell’ikebana, ho cercato e studiato tutti i suoi libri, l’ho incontrata ad una conferenza tenuta da Mauro Graf (Ritratto di famiglia) e soprattutto ricordo l’applauso del pubblico che in piedi l’accolse quando entrò nella sala del Museo di Arte Orientale per la presentazione del Chapter Roma di Ikebana International (S’impasta l’argilla per fare un vaso | e nel suo non-essere si ha l’utilità del vaso).

Anche se io ho studiato un’altra scuola un personaggio come la Banti è di interesse per tutti coloro che seguono la via dei fiori e i suoi libri van conosciuti, letti ed imparati. E ringrazio Silvana Mattei per avermi fatto presenziare a questo evento che è proseguito con le dimostrazioni tenute dal Chapter Milano (Maria Masera assistita da Lucia Circo), dal Chapter Roma (Anna Maria Ratto assistita da Rosangela Piantini), dal Bologna Study Group (Fiorella Falavigna assistita da Elisabetta) e al termine la stessa Silvana Mattei (assistita da Paolo Biagini).

Un incontro istruttivo, una sala strapiena, dove più di una volta si è parlato di come la Banti fosse stata non solo una grande artista, una sperimentatrice, un’innovatrice, ma anche una persona molto puntigliosa, severa. Questi due atteggiamenti non erano detti come critica, ma con estremo rispetto (per questo quella citazione per titolo del mio post) perché tutte le persone che erano lì a ricordare la signora Banti, le testimonianze da parte dei rappresentanti europei hanno dimostrato che aveva lei ragione e loro tutti lo sapevano. Il “pretendere” porta alla professionalità, alla perfezione; se un allievo è intelligente si sente stimolato da un maestro che ogni volta alza l’asticella e chiede un maggiore impegno. Questo ha portato la signora Banti e i suoi allievi ad esporre sempre in Musei prestigiosi non solo europei e non in circoletti qualsiasi in un momento storico dove non si sapeva, come oggi, cosa fosse l’ikebana.

Ringrazio Silvana anche per la foto che apre il post.

Concentus Study Group

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