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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

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Stamani presso l’Orto Botanico La Sapienza di Roma si è tenuta un’interessante conferenza il cui titolo dà il nome a questo mio breve articolo. Dico breve perché gli argomenti sviscerati durante l’incontro dovrebbero portar via pagine e pagine di scritto e solo i relatori presenti potevano riuscire così bene a condensare il tutto.

Il professore Giangiorgio Pasqualotto (autore di un libro che indico sempre alle mie allieve di ikebana ovvero Estetica del Vuoto) ha dissertato sul concetto di malinconia inteso come impermanenza in Giappone e di “bile nera” in Occidente (Dal lat. melancholia, dal gr. melankholía, comp. di mélas ‘nero’ e kholḗ ‘bile). Se ammiriamo l’aprirsi di un fiore non dobbiamo dispiacerci della sua morte, per dirla alla latina tutto scorre. Ha toccato concetti bellissimi e trasversali dal Buddismo a Baudelaire connotando come per un giapponese il passare del tempo  sia un elemento da mettere in risalto.

indexHa portato come esempio la foto di questo  tokobashira dove in occidente il tronco di sinistra “rovinato” dal tempo, con i segni di tarmature sarebbe stato immediatamente gettato mentre per i giapponesi ne indica il vissuto, il trascorrere del tempo, il wabi-sabi. La bellezza dei colori autunnali, l’accartocciarsi di una foglia, i giardini di muschio, elemento che in occidente fa pensare ad un muro rovinato, all’umidità, alla “vecchiaia”.

Sul suo intervento si è innestato quello del professore Aldo Tollini che ha legato il tutto all’estetica bonsaista  e al concetto di arte dal punto di vista del Giappone. Un’arte che nasce dall’osservazione, dal proprio interiore a contatto con la natura.

A loro, nella parte finale dell’incontro, si è unita la professoressa Loretta Gratani (Direttrice dell’Orto Botanico) che non solo ha spiegato l’architettura e l’adattabilità delle piante, ma i danni colossali che le potature sbagliate fanno alle piante con molti (purtroppo) esempi fotografici di varie zone di Roma. E di come alcune piante sopravvivano pur avendo una parte di fusto secco che va a proteggere la parte fresca ed esteticamente sembra un bonsai lavorato.

Una mattinata spettacolare, di crescita culturale ed emotiva (anche per tutti gli amici artisti del bonsai e dei suiseki che incontro in queste occasioni) e ringrazio Lucio Farinelli per la foto che mi vede con il professor Pasqualotto.

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“Quando uno percepisce con saggezza che tutte le cose condizionate sono impermanenti,
allora si allontana dalla sofferenza. Questo è il sentiero della purificazione.”
(Dhammapada)

 

Concentus Study Group

 

 

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