Skip to content

Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Tag Archives: Flower

Inizio il post non con una fotografia, come spesso accade qui, ma con le parole perché vorrei che vi soffermaste poi sulla foto e rifletteste su di essa, sull’haiku che l’accompagna in silenzio, come dice la citazione di Lao Tzu che dà il titolo al mio post.

Lo studio dell’ikebana mi ha portato anche a conoscere persone impegnate in altre discipline, anime ricche di suggestioni, che non fanno grandiosi proclami, ma che le loro opere, i loro sentieri parlano da soli. Purtroppo non ho la fortuna di vederli spesso, o almeno quanto vorrei, ma il contatto c’è come la stima.

Oggi voglio ringraziare due persone che ho conosciuto grazie al mondo bonsaistico e che qui si presentano con altra veste. Spesso nei miei incontri pubblici sull’ikebana spiego come in questa arte ne confluiscano tante altre, come l’occhio nostro (esteriore ed interiore) muti seguendo queste discipline. Il nostro animo dall’arte scelta poi si propaga in altre discipline apparentemente solo distanti tra di loro, ma che in realtà fan parte di un unico percorso dove le nozioni apprese si ritrovano costantemente.

Con questo post voglio ringraziare Carlo Scafuri, persona entusiasta, competente e sempre generosa e Tiberio Gracco (talmente poliedrico che potrei presentarlo anche come  ceramista e/o musicista). Sono persone che lavorano in “silenzio” che portano avanti con passione il loro percorso  e che oggi presento in un’altra veste ancora dal loro essere legati al mondo dei bonsai: Carlo come fotografo e Tiberio come poeta.

Una fotografia ed un haiku. Fotografie spoglie di un colore che potrebbe distogliere dalla loro essenzialità, come fossero una pittura di sumi-e.

Il probelma è stato scegliere solo un lavoro di quelli che ho avuto l’onore di vedere perché si comprende che dietro c’è un progetto, concetti, studi (seri!), sguardi e animo. Per cui ora smetto di fare rumore. Perdiamoci in queta immagine che da Carlo e Tiberio arriva a noi, il loro mondo si unisce al nostro. In silenzio. Assoluto silenzio mentale e fisico. Grazie. Buona visione.

24829122_1186875324745485_659444986_n

Concentus Study Group

Annunci

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Grazie a Cosimo Cappagli è possibile visionare il mio intervento presso le  Gallerie degli Uffizi dello scorso 25 novembre sia su Youtube nel canale del Concentus Study Group sia sulla nostra pagina di Facebook.

Il mio personale grazie per il suo lavoro bellissimo e altamente professionale.

ConcentStudy Group

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Sia nella mia conferenza lo scorso anno al MAXXI sia quest’anno presso la Galleria degli Uffizi ho posto l’accento sul legame tra ikebana Sogetsu e l’arte moderna e contemporanea. L’ho fatto toccando tre temi specifici di cui uno è la Land Art (uno l’ho già toccato nel post Loving Vincent dell’altro ne parlerò in un post successivo). Non so quanto Sofu Teshigahara pensasse a questa arte quando creava le sue grandi installazioni o sculture in legno, ma molte di esse si possono inquadrare in questo settore artistico per le modalità che le caratterizza.

Già in un mio post precedente avevo riportato questa frase di Sofu tratta dal Kadensho: “Somebody once asked me what I would do if I lived in a place like Manchuria where there are no flowers or plants, to which I replies that I should probably arrange the earth. … While naturally I consider it fortunate if one has flowers which one can arrange, I do not say that if one lives in a place where there are no flowers it is necessary to grow them at all costs in order to produce ikebana. It should be remembered that the term ikebana is made up of two words; ikeru, which means to arrange or create, and hana, meaning flowers, and that if the two, ikeru is the more important.” – e questo senza molte forzature richiamerebbe proprio questa tipologia di arte considerando come da sempre la Sogetsu abbia tenuto saldo il passo con l’arte mondiale o frequentazioni di artisti quali Isamu Noguchi amico di Sofu e celebre architetto di paesaggi o artisti stessi della Sogetsu come Hinata Yoichi o Tetsunori Kawana che spesso hanno sconfinato in qualcosa paragonabile alla Land Art.

Di Ikebana e Land Art se ne parla anche nel libro edito dalla Stichting Kunstboek: Contemporary Ikebana

book contemporary ikebana.jpg

la cui curatrice, Mit Ingelaere-Brandt, scrive così nell’introduzione: “The book Contemporary Ikebana can roughly be divided in large–scale Land art compositions and smaller installations. It contents 200 photographs of nearly sixty Ikebana groups of thirteen nationalities.”

Di recente anche Ilse Beunen ha affrontato sulla sua piattaforma online il tema della Land Art

-IMG_7957-bewerkt-bewerkt

descrivendone sia le caratteristiche sia facendo vedere la realizzazione attraverso video esplicativi (ve ne consiglio la visione).

Ma torniamo a Sofu con due esempi di cui parlo sempre nelle mie conferenze.

13.jpg

Questo primo esempio ha un impatto piuttosto naturalistico, potrebbero essere anche dei tronchi colpiti dagli Elementi. Si vede in esso come i concetti dell’ikebana (dal movimento, all’asimmetria, al vuoto etc) siano perfettamente rispettati ed inseriti nell’ambiente circostante.

In questo altro esempio vediamo la scultura Orochi.

14

E’ incredibile come si naturalizzi perfettamente con il contesto il lungo legno dipinto e come tutta la struttura sia in completa armonizzazione con la terra, l’acqua, lo sfondo.

Per non parlare dell’ultimo esempio che è un connubio artistico tra Sofu e il celebre fotografo giapponese Domon Ken

15

Lo scorso anno a Nebbiù anche con Silvia Barucci ed Ilaria Mibelli abbiamo realizzato, in piccolo, strutture simili dopo che noi anni fa si fecero, in grande, per l’esposizione Il Linguaggio Muto della Natura presso l’Orto Botanico La Sapienza a Roma.

E’ davvero un mondo affascinante e credo che le interconnessioni tra ikebana Sogetsu e l’arte siano ancora tutte da scoprire e ricche di suggestioni e nuove possibilità ed idee.

Concentus Study Group

 

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

001a

La citazione completa (di Shunryu Suzuki) che da il titolo a questo mio post è: Il vero segreto dell’apprendimento è avere sempre una mente da principiante perché nella mente di un principiante ci sono molte possibilità, nella mente di un esperto, poche.

Questa frase mi rimbalzava in mente in questi giorni dove ho dovuto pensare e creare 9 diversi ikebana per le due dimostrazioni che mi hanno visto impegnato a Firenze  e a San Marino. La difficoltà non è stato tanto idearle, quanto cercare di comprendere come potessi far arrivare al pubblico il messaggio di cosa fosse l’arte dell’ikebana e soprattutto le caratteristiche della Sogetsu. Fare una “cosa strana” può sì colpire l’immaginario del pubblico, ma io volevo che, seppur velocemente, si addentrasse nello spirito dell’ikebana.

001c.jpg

Mi sono chiesto se io spettatore ignaro, probabile interessato al Giappone o alle arti orientali avrei trovato ciò che esponevo chiaro per comprendere un’arte spesso stravolta da gente che si improvvisa senza aver mai preso una lezione o articoli inesatti che si leggono online o sui giornali. Per questo ho introdotto, utilizzando proiezioni di foto come le due qui riportate, anche termini come wabi-sabi o hananokokoro proprio per spiegare le peculiarità di una cultura e il perché l’ikebana si sia sviluppato proprio in quella nazione.

Dopo i 5 livelli effettuati per diventare maestro ho continuato a prendere lezioni, quando vado all’estero per lavoro se c’è un insegnante della Sogetsu chiedo sempre di avere una lezione perché amo davvero molto quest’arte, cerco di impararne il più possibile, voglio diversi imput e poi sento la responsabilità verso chi viene a lezione da me. Non posso insegnare cose inesatte o non saper rispondere a domande teoriche o pratiche degli allievi.

Devo dire che in questo Lucio Farinelli (che insegna con me a Roma ed organizza il nostro corso) la pensa esattamente come il sottoscritto ed è per questo che abbiamo sempre studiato e compiuto ogni passo assieme.

Una volta parlando con un’insegnante discutevo perché per lei era importante il talento in quest’arte ed io invece sostenevo che era importante la sicurezza tecnica. E’ ovvio che ci volgiono entrambi gli aspetti, ma senza una sicurezza tecnica si va poco avanti. Su questo insisto con le mie allieve fino allo sfinimento (loro lo so 🙂 ), ma se un giorno faranno mostre, dimostrazioni, corsi non voglio che si trovino davanti problemi che non sanno gestire. Infatti non mi ha sorpreso minimamente che nel nuovo libro del V livello della scuola (e relativo dvd di aggiornamento) si punti molto e si ripassi le tecniche di ancoraggio dei materiali nei vasi, ci siano proprio lezioni tecniche che abbiamo studiato fin dai primi passi e che  qui si rielaborano con maggior consapevolezza e anche in vasi particolari.

E qui si torna su un altro punto per me fondamentale. I vasi. Per Firenze avevo a disposizione dei vasi portati dall’Ambasciata del Giappone (mai usati, visti solo in foto per cui ho ideato degli ikebana virtualmente e solo mentre li eseguivo vedevo se le mie intuizioni erano giuste), per San Marino con Lucio abbiamo pensato quali vasi potessero dare una maggiore idea di ciò che era la nostra scuola per cui siamo andati da vasi per nageire allo tsubo, a due vasi da me ideati e realizzati allo stand.  Con Silvia Barucci abbiamo costruito ciò di cui necessitavamo per l’ancoraggio del materiale nei vasi e anche improvvisato quando abbiamo scoperto che il fornitore non aveva l’equiseto richiesto. Per cui velocemente devi riflettere, pensare cosa puoi fare, riconcatenare il materiale vegetale, i vasi, fare i giusti abbinamenti e per questo ci vuole talento, ma soprattutto tecnica ed esperienza.

Lina Alicino, la maestra che mi ha diplomato maestro, durante i cinque anni di corso richiedeva che si partecipasse a dieci eventi ed aveva perfettamente ragione. Fare solo le lezioni non basta, è importante vedere come il maestro organizza mostre, dimostrazioni, fargli da assistente, rubare con gli occhi ogni singolo movimento e gesto.

Ed io continuo a farlo con i maestri che incontro sulla mia strada. Chiedo, provo, riprovo ogni passaggio perché non mi so accontentare,  non mi voglio accontentare. Non voglio dire che più di quello non posso o non so fare.

Ogni step raggiunto l’ho visto come una partenza non un traguardo ed ogni cosa che realizzo la vedo con gli occhi del principiante, chiedendomi come il pubblico potrebbe interpretare il mio lavoro. Nel saluto finale del dvd di aggiornamento (già citato), la Iemoto appunto dice di vedere come i nostri lavori collimino con le persone che non conoscono quest’arte, cosa comunichiamo loro.

E la comunicazione, per me, è la base dell’essere sociale sia che sia verso la natura (hananokokoro) sia verso altre persone.

Concentus Study Group

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

30112017-24324054_10215063913299597_993901309_o

Il titolo di questo post è il “motto” dell’Associazione Ikebana International di cui io ideai, poi coaudiuvato nella fondazione da Lucio Farinelli e Silvana Mattei, la fondazione del Chapter di Roma. E proprio come esponenti di questa associazione delle scuole da noi rappresentate il sottoscritto e Romilda Iovacchini siamo stati invitati dall’Ambasciata del Giappone in Italia e dall’Associazione San Marino – Giappone a illustrare il mondo dell’ikebana nella Sala Congressi del Grand Hotel San Marino.

Lavorare, collaborare, con Romilda è sempre un piacere perché davvero c’è amicizia e rispetto attraverso l’arte dei fiori pur essendo lei maestra da più tempo di me e con, quindi, maggiore esperienza. Però lavoriamo “pari grado” scegliendo la linea di conduzione della conferenza, le tipologie di ikebana da fare ed altro. Pura armonia e rispetto reciproco.

30112017-24271128_10215063932220070_1797907038_o

(da sinistra Romilda Iovacchini, Luca Ramacciotti e il Dott. Nishida Daisuke dell’Ambasciata del Giappone in Italia – foto di Lucia Urbini)

30112017-24259458_10215063932660081_124186652_o

(da sinistra Romilda Iovacchini, Luca Ramacciotti e il Dott. Leo Achilli Console Generale Onorario del Giappone presso la Repubblica di San Marino – foto di Lucia Urbini)

Romilda in entrambi gli appuntamenti della giornata ha fatto una bella introduzione storica dell’arte dell’ikebana e della sua scuola Ohara e tre composizioni, poi la palla passava al sottoscritto che spiegava le peculiarità della scuola Sogetsu, il suo rapporto con l’arte moderna e contemporanea e poi eseguivo anche io tre composizioni.

In realtà a volte, anche per le domande del pubblico presente molto interessanti e particolari, si interveniva entrambi anche per sottolineare dei concetti che sono comuni ad entrambe le scuole (dal vuoto, al movimento, al rispetto dell’elemento naturale, alle stagioni, al kenzan che non può mai essere a vista). Abbiamo parlato delle tipologie di contenitori, di cosa sia l’ikebana odierno e il suo rapporto con gli spazi in cui viene collocato.

Ed abbiamo ben specificato, al di là di comporre gli ikebana al contrario in dimostrazione affinché il pubblico veda la parte frontale durante la lavorazione, che l’ikebana viene svolto con più calma, meditazione, rilassatezza, ma che abbiamo cercato di dare una panorama dei dettami delle nostre rispettive scuole.

(foto di Silvia Barucci e Lucia Urbini)

(Foto di Silvia Barucci e Romilda Iovacchini)

Ikebana di Romilda Iovacchini (Ohara) – assistente Lucia Urbini

29112017-_MG_3290

(foto di Luca Ramacciotti)

29112017-_MG_3292

(foto di Luca Ramacciotti)

29112017-_MG_3294

(foto di Luca Ramacciotti)

29112017-_MG_3311.jpg

(foto di Luca Ramacciotti)

29112017-_MG_3309.jpg

(foto di Luca Ramacciotti)

29112017-_MG_3313

(foto di Luca Ramacciotti)

Ikebana di Luca Ramacciotti – Assistente Silvia Barucci

29112017-_MG_3289

(vaso di Sebastiano Allegrini – foto di Luca Ramacciotti)

29112017-_MG_3286

(vaso e foto di Luca Ramacciotti)

29112017-_MG_3296

(foto di Luca Ramacciotti)

29112017-_MG_3305

(vaso di Sebastiano Allegrini – foto di Luca Ramacciotti)

29112017-_MG_3303

(vaso e foto di Luca Ramacciotti)

29112017-_MG_3307

(foto di Luca Ramacciotti)

Un’indimenticabile esperienza in un luogo incantato, fuori dal tempo che ha visto un pubblico partecipe ed interessato.

Al termine una squisita cena giapponese.

Concentus Study Group

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

SanMarino.jpg

Domani il Concentus Study Group rappresenterà la Sogetsu italiana… all’estero! 🙂

Infatti seppur si sia nel “cuore” dell’Italia la Serenissima Repubblica di San Marino è uno stato nello stato (cambia persino il roaming).

Sotto l’egida di Ikebana International si svolgeranno due conferenze e dimostrazioni che vedranno esplorare l’ikebana della scuola Ohara e della Sogetsu.

Layout 1

Ringrazio l’Ambasciata del Giappone in Italia che ancora una volta si è rivolta a noi e sono lieto che continui questo sodalizio tra scuole di ikebana dove portiamo avanti assieme la divulgazione di questa arte.

Concentus Study Group

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

IMG_3127.JPG

(da sinistra Gioni David Parra e Luca Ramacciotti – foto di SImona Gasperini)

Nell’ambito della dimostrazione presso la Galleria degli Uffizi ho cercato, nel breve tempo a disposizione quando si toccano certi argomenti così vasti, di presentare tutte le peculiarità della scuola Sogetsu.

IMG_3210

(foto di Simona Gesperini)

Ho potuto attraverso slide cercare di definire la complessità dei lavori della mia scuola, di definirne la modernità pur essendo molto legata ai principi tradizionalisti di questa arte, le possibilità  infinite che la Sogetsu offre ai propri studenti.

Anche perché fare tre veloci dimostrazioni di ikebana può, alle volte, far fraintendere l’essenza calma, studiata, ponderata di questa arte.

IMG_3223

(foto di Simona Gesperini)

E per fortuna ho avuto persone che hanno fatto le foto al tutto (grazie!) dato che io non ho potuto né durante, ovviamente, né dopo perché sono stato letteralmente, e piacevolmente, assalito dal pubblico molto interessato ad approfondire il discorso. Alcune persone mi hanno persino chiesto come si fotografa un ikebana.

Ho iniziato parlando della stagionalità degli ikebana grazie al maze-zashi

IMG_2000.JPG

(foto di Fabio Uggeri)

e di come vada anche rappresentata a volte in maniera “drammatica” per sottolineare ad esempio la stagione in corso

IMG_1998.JPG

(foto di Fabio Uggeri)

per finire ad uno stile libero ideato in base al contenitore in dotazione.

IMG_1994

(foto di Fabio Uggeri)

Ringrazio l’Ambasciata del Giappone per i tre meravigliosi vasi messi a disposizione (di cui due di preziosissima lacca che non avevo mai sperimentato prima), l’Associazione Piante e Fiori d’Italia per avermi sponsorizzato il materiale floreale, Silvia Barucci per avermi fatto da assistente e avermi procurato rami perfetti.

Al termine della dimostrazione ho spostato l’attenzione su un progetto a cui tenevo moltissimo e che ho potuto presentare grazie allo scultore Gioni David Parra.

L’ikebana Sogetsu non è “solo” l’ikebana in vaso a cui siamo abituati a rapportarci, ma anche un ulteriore passo (al di là di installazioni come fatto un anno fa al MAXXI o ancor prima all’Orto Botanico La Sapienza) verso un’essenzialità ed un legame strettissimo con l’arte contemporanea.

IMG_3229

(foto di Simona Gesperini)

Grazie allo scultore Parra ho presentato (per la prima volta in Italia e soprattutto all’interno di un museo d’arte così prestigioso) il tema “Completing an Art Work” dove l’ikebana si va a fondere con un’opera d’arte (in questo caso Nocube e Blade Lights) divenendo un’unica, nuova opera artistica (e per questo ho utilizzato una citazione di Balzac come titolo del mio pezzo) e in questo caso la parte di ikebana era costituita da IMG_3230

(foto di Simona Gesperini)

una grande corteccia di sughero lavorata che collegava, si univa, si fondeva col tutto.

IMG_3146.JPG

(foto di Simona Gesperini)

Ho così provato in un luogo dove l’arte scorre da secoli di portare una forma artistica complessa ed articolata come quella dell’Ikebana Sogetsu cercando in un lasso di tempo tiranno di mostrarne le varie sfaccettature.

IMG_1984.JPG

(da sinistra Minoru Watada, Eike Schmidt, Silvia Barucci, Luca Ramacciotti, Nicoletta Barbieri, Alessandro Canino, Rosaria Malito Lenti, Gioni David – foto di Fabio Uggeri)

Concentus Study Group

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: