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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Tag Archives: Kenzan

Come scritto nel precedente post eccomi a parlare dei temi del workshop iniziando dal  “Materiale non convenzionale” affrontato nel primo dei tre workshop tenuti da Mika Otani sensei qui in Italia.

Però prima vorrei ringraziare le nostre allieve per il supporto pratico e logistico (oltre che per l’entusiasmo) e tutti coloro che hanno partecipato al workshop per la loro simpatia, passione e bravura soprattutto chi non apparteneva alla scuola Sogetsu (Wafu ed Ohara) perché han dimostrato che davvero nel linguaggio dei fiori al di là delle regole delle composizioni si parla tutti lo stesso linguaggio. Per me è stato un onore la loro presenza perché mai in Italia c’era stata questa comunione durante un workshop.

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Marie Andre
Silvia Barucci
Mariline Bodelet
Doriana Bonafede
Daniela Bongiorno
Giuseppina Borghini
Neicla Campi
Lucia Coppola
Vesna Curk
Cristina Dagestadt
Elin Dahlin
Veronique Della Vite
Nicole Dineur
Tatjana Feldberg
Patrizia Ferrari
Ingrid Galvagni
Vendrice Garvin
Chiara Giani
Deborah Gianola
Heidi Gierschewski
Els Goos
Jei Guevara
Hanna Hiukkanen
Tiina Janhunen
Gisela Jost
Elena Katreko
Anita Kavile
Nicole Kuimel
Rianne Machielse
Paola Mantovani
Tone Marthinussen
Ines Massin
Barbara Mattei
Ilaria Mibelli
Angelika Mühlbauer
Do-Quyen Phan
Jenneke Soejoko
Tatjana Sokolova
Silvia Sordi
Vesna Stojanovic-Birovljev
Inger Tribler
Rumiana Uzunova
Marielle Van Strijp
Anne Riet Vugts
Marion Wopereis
Nanae Yabuki

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Il designer Luca Gnizio, che ci ha tenuto compagnia tutto il giorno, ha realizzato una sua scultura ispirata al tema

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ed ecco il bellissimo esempio che Mika Otani ha realizzato durante la dimostrazione precedente l’inizio dei lavori.

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Il secondo workshop prevedeva l’abbinamento di due dei tre temi di Massa, Linea e Colore.

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e questi sono gli esempi che Mika Otani sensei ha fatto prima che noi affrontassimo il tema.

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Infine l’ultimo workshop riguardava il tema dell’utilizzo di sole foglie e la sensei ha spiegato anche la differenza con l’altro tema della Sogetsu di superficie di foglie.

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Ed ecco gli esempi che Mika Otani sensei ha realizzato prima che noi si affrontasse il tema proposto.

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Purtroppo le parole non possono comunicare tutte le emozioni provate in questa settimana. L’energia, la simpatia e la bravura di questa straordinaria insegnante che in Giappone è talmente famosa da non aver tempo per muoversi, ma che ha tenuto a venire da noi che l’avevamo invitata due anni fa. Un workshop che abbiamo costruito in questi due anni con innumerevoli messaggi (come ha ricordato lei stessa ieri alla fine dei lavori), proposte, scambi di idee e collaborazioni che hanno reso il tutto unico nel suo genere qui in Italia dove non si era mai visto collaborare tanti artisti ad un unico workshop.

Vorrei ringraziare i fornitori del nostro materiale da Quattroemme di Massimo D’Ortenzi a Nebbia Fiori ad Emilio ed Edoardo Middei.

Il pittore Massimo Alfaioli per la stupenda cartolina da lui realizzatain esclusiva che abbiamo regalato io e Lucio Farinelli ai partecipanti, il designer Luca Gnizio per le sue stupende opere che hanno reso particolare la dimostrazione pubblica presso l’Istituto Giapponese di Cultura, i maestri Sebastiano Allegrini ed Angelica Mariani per i meravigliosi vasi che hanno messo a disposizione per la dimostrazione all’Istituto Giapponese di cultura e al workshop. A proposito di questo vorrei ringraziare Vendrice Garvin (direttore del Branch di Londra) perché ha detto una frase che mi ha fatto capire la sintonia che abbiamo su questo punto. Spesso gli organizzatori dei workshop chiedono di portare i propri vasi. Oltre ad essere un peso in valigia sono una facilitazione perché se io conosco il tema e il mio vaso non c’è quella sfida e crescita come arrivare e trovarsi dei vasi sconosciuti. Grazie Vendrice perché hai capito la nostra idea come tutti gli altri partecipanti che hanno preso di assalto i lavori realizzati da Angelica e Sebastiano.

E ringrazio davvero le rappresentanti di Wafu e Ohara che sono stati gli unici italiani presenti al nostro workshop (oltre ovviamente alle nostre fantastiche allieve) facendo ben capire che loro hanno uno spirito di crescita pari al nostro perché come ho scritto prima ogni scuola ha le sue regole, ma la passione e il cuore sono i medesimi. Grazie mi avete commosso con la vostra presenza. E avete davvero dato un significato reale al nome del nostro study group: Concentus = Armonia di suoni.

Tutte le foto sono di Lorenzo Palombini

Concentus Study Group

 

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Oggi primo workshop con Mika Otani sensei e l’argomento era “Unconventional material” un tema molto spesso sbagliato perché assistiamo ad ikebana con attaccate sopra delle cose (stile albero di Natale) quando il materiale non vegetale deve essere l’ossatura del nostro lavoro e “fondersi” assieme a quello vegetale.

Domani pubblicherò tutte le foto effettuate da Lorenzo Palombini agli ikebana dei partecipanti e farò un apposito blog, ma stasera vorrei dedicare un pensiero a due artisti particolari… anzi tre.

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Quella che vedete in foto è un’opera che l’artista Massimo Alfaioli ha realizzato appositamente per questo workshop e solo per i partecipanti con tiratura a numero limitata, dono personale mio e del Maestro Lucio Farinelli per l’insegnante e i partecipanti. Ringraziamo questo bravissimo artista che ha creato questa suggestiva e realistica opera d’arte.

Se per caso invece vi state chiedendo perché in copertina di questoo blog c’è un carro del carnevale di Viareggio ve lo spiego subito.

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“Alta Marea” era un carro realizzato da Roberto Vannucci che denunciava il degrado ambientale dei nostri fondali marini. Vedere questa balena troneggiare sulla folla, sentirne il lamento ferito mentre la plastica la stava soffocando mi ha da subito colpito profondamente. E non credo solo me dato il gradimento di pubblico e i riconoscimenti ottenuti dall’artista anche al di fuori dell’ambito carnevalesco.

Per chi non sapesse il backstage di queste impressionanti sculture posso solo dire che finito un carnevale gli artisti iniziano a pensare a quello successivo, mesi e mesi di duro lavoro che poi si stemperano in un mese di corso dopodiché il carro viene distrutto. Al di là del tema che a me davvero stava a cuore l’idea dell’impermanenza di questi lavori mi ha sempre ricordato la flebile durata di un ikebana.

Così quando Mika Otani sensei ci propose il tema del primo workshop chiesi a Vannucci e alla sua dolce metà (e altrettanto incredibile artista) Alessandra Reggiannini se avessi potuto avere dei frammenti del loro lavoro. Nessuno mai al mondo aveva tentato in ikebana questo connubio e la sfida mi incuriosiva.

 

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Ritirato il pacco accuratamente preparato da Alessandra ho portato un pezzo della mia Viareggio ad un workshop internazionale, e ho spiegato di cosa si trattasse.

Moltissimi i partecipanti (e la stessa insegnante) sono rimasti colpiti dalla mia storia e dall’immagine della balena e qui metto solo i lavori realizzati (tra cui il mio) con questo particolare materiale.

Domani pubblicherò tutte le foto del workshop, ma intanto volevo solo dire grazie a Roberto ed Alessandra per il prezioso dono fattoci.

A domani con tutte le opere realizzate ed ovviamente i nomi degli entusiasti partecipanti.

Concentus Study Group

 

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Felice, in questo istante sono molto felice. E molto stanco, ma ho talmente tanta adrenalina in corpo che potrei rimanere sveglio per ore, ma andiamo per ordine.

Questa mattina alle sei ero già desto pensando alla giornata che mi stava aspettando. Con il maestro Lucio Farinelli stamani siamo andati a prendere la maestra Mika Otani all’albergo dove alloggia per recarci all’Istituto Giapponese di Cultura dove ci attendevano già le nostre allieve (e lo staff dell’Istituto che ringrazio per tutto il loro supporto) che avrebbero fatto da assistenti a Otani sensei nelle dimostrazione del pomeriggio.

Lì ci ha raggiunto il designer Luca Gnizio che per l’occasione ci aveva imprestato due delle sue opere.

Già per la dimostrazione di Otani sensei oltre ai vasi in ceramica del maestro Sebastiano Allegrini avevamo anche l’opera di Luca Gnizio, uno dei nuovi vasi in ferro battuto della Sogetsu (siamo i primi ad usarli in Italia) e domani per il workshop l’insegnante userà il vaso del designer Marco Rubini perché a noi piace coinvolgere i meravigliosi artisti che abbiamo la fortuna di conoscere.

La sala dell’Istituto, nonostante il diluvio su Roma, era per fortuna strapiena e dopo i saluti del Direttore dell’Istituto Giapponese di Cultura e della signora Lina Alicino è toccato a me parlare (per fortuna brevemente) e al Maestro Farinelli.

E poi è salita sul palco la nostra ospite in elegantissimo kimono e ha subito incantato il pubblico con la sua eleganza, la sua passione, la sua velocità e bravura, doti da noi già riscontrate nei giorni precedenti di preparazione.

Come ho avuto modo di dire prima della conferenza, Otani sensei, come tutte le persone davvero di grande livello non usa l’ikebana per mettersi in luce, ma è lei al servizio dell’arte. Niente titoli, niente clamori, ha lasciato che il suo lavoro comunicasse per lei da cuore a cuore.

Riccchissima di spiegazioni durante la dimostrazione ha persino permesso che le persone facessero foto e video. In questo modo anche gli assenti potranno gustare i suoi lavori due dei quali sono rimasti in esposizione presso l’Istituto.

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Noi non possiamo che ringraziarla di questa bellisisma esperienza, come ringraziamo le 47 persone tra i partecipanti del workshop che poi son venute con noi a cena e a passeggio in Rome by night.

Le foto dell’articolo sono di Lorenzo Palombini.

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Prendo a prestito una frase di Henry de Montherlant per il titolo di questo blog in cui spero di non fare errori di battitura o sintassi data l’ora tarda, ma ci tenevo davvero ad esprimere a caldo le mie emozioni.

Tornare a Campomarzio70 è sempre un onore ed un piacere soprattutto quando si tratta di coniugare l’arte dell’ikebana a dei profumi che per la prima volta al mondo sono stati creati appositamente pensando all’arte che mi onore di divulgare.

Come scritto nel precedente post eravamo stati chiamati a realizzare degli ikebana ispirati ad alcuni profumi della maison Floraïku da sistemare nella vetrina e lungo il percorso del negozio.

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Il Maestro Lucio Farinelli ha utilizzato uno dei nuovi vasi in ferro battuto ideati dalla nostra Scuola (e mai utilizzati in Italia per un evento) per illustrare il profumo “I see the clouds go by” (accompagnato dall’haiku I SEE THE CLOUDS GO BY/INDIFFERENT
/TO THE TEA PICKER’S SONG) dove le note erano cassis (assoluta),  fiori di ciliegio e muschio bianco.

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Il sottoscritto, Luca Ramacciotti, invece aveva il profumo “First Dream of the year” (accompagnato dall’haiku FIRST DREAM OF THE YEAR/FIRST WISH/THE MILKY WAY ABOVE) caratterizzato da note di iris concreta assoluta, olio di pompelmo e olio di fiori di arancio. Vaso di Pots.

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La maestra Lucia Coppola invece aveva scelto il profumo “Cricket Song” (haiku WALKING IN THE DARKNESS/A CRICKET SONG/HOW TORRID THE HEAT IS!) i cui sentori erano  olio di Bergamotto, magnolia e olio di vetiver. Vaso di Pots.

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Daniela Bongiorno aveva scelto “Just a Rose” (haiku abbinato Against all odds/All thorns/ Just a rose) i cui sentori principali erano olio di bergamotto, assoluta di rosa e olio di legno di Guaiac. Vaso di Pots.

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Silvia Sordi aveva realizzato l’ikebana ispirato al profumo “Flowers turn purple” (haiku abbinato HOW HIGH IS THE MOUNTAIN/WHILE I CLIMB UP/FLOWERS TURN PURPLE) i cui sentori principali erano olio di basilico,  olio di lavanda e olio di legno di ambra.

Al nostro piccolo omaggio si è unito quello grandioso che Mika Otani sensei ha realizzato durante una dimostrazione che ha  tenuto per il numeroso pubblico convenuto.

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Mika Otani sensei ha conquistato tutti con la sua bravura, eleganza ed entusiasmo regalando agli astanti il suo ikebana (per cui aveva portato anche alcuni elementi dal Giappone) ispirato al profumo “Ao” (haiku abbinato AO INDIGO/FIG INCENSE/SAPPHIRES TURN GREEN)

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Complimenti, sorrisi, entusiasmo, gioia di condivisione per due arti raffinate che hanno visto scendere in campo la professionalità assoluta. Vaso di Lucio Farinelli.

Con piacere abbiamo rivisto anche l’amico Antonio Alessandria anche se si è potuto trattenere poco.

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 (Foto di Luca Ramacciotti)

E’ stato bello ancora una volta questo scambio di energie e di passioni. grazie a tutti.

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Le foto sono di Lorenzo Palombini (salvo dove specificato).

Concentus Study Group

 

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Mercoledì 6 novembre p.v. presso l’essential store di Campomarzio70 si terrà un evento in esclusiva che ci vedrà presenti assieme a Mika Otani sensei.

La maison Floraïku ha editato una serie di profumi di alta classe dedicati all’ikebana (ognuno di loro accompagnato da un haiku appositamente ideato) e l’essential store Campomarzio70 ha deciso di coinvolgerci nella presentazione ufficiale di questa linea di profumi davvero spettacolari. Ci fa paicere ancora una volta rappresentare a Roma in uno spazio così prestigioso l’ikebana Sogetsu.

Da martedì 5 nell’essential store saranno presenti alcuni ikebana nostri ispirati a questa linea di profumi mentre il 6 sera gli ospiti che vorranno intervenire saranno accolti anche da un ikebana che la maestra Otani realizzerà per l’occasione.

Dopo la bellissima esperienza di Essenza torniamo di nuovo in questo particolare paradiso dei profumi a due passi di distanza da Piazza di Spagna per parlare dell’unico sentiero che unisce ikebana al mondo dei profumi (e mai così in maniera evidente oserei dire).

Per chiunque vorrà saremo a disposizione, pronti ad accogliervi, dalle ore 19.15 in poi.

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Concentus Study Group

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Mancano 9 giorni all’evento Sogetsu internazionale dell’anno.

No non ho sbagliato i conti perché prima della dimostrazione presso l’Istituto Giapponese di Cultura Mika Otani sensei parteciperà ad un evento esclusivo nell’essential store di Campomarzio70 dove il Concentus S.G. sarà presente con una mostra a partire da lunedì 4 novembre.

Per l’occasione saranno presentati i profumi della Floraiku maison che ha linee dedicate alla Cerimonia del Tè, Alla cerimonia degli incensi e all’Ikebana. Il 7 sera Mika Otani sensei parlerà ai presenti di cosa sia il mondo dell’ikebana. Siamo felici di rappresentare la scuola Sogetsu in un contesto di così alto livello ed eleganza.

Dato che quest’anno ricorre il centenario della Bauhaus il maestro Lucio Farinelli ha ideato un logo che caratterizzerà l’evento.

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Partendo dall’idea della bandiera Giapponese Lucio è andato a creare un motivo con i colori del logo del Concentus S.G. che richiamasse stilisticamente le opere di Kandinskij di cui ricordiamo il saggio “Punto, linea, superficie” dato che uno dei temi del workshop di domenica 10 novembre tenuto da Otani sensei sarà proprio (Linea, massa e colore).

Pubblicamente ringrazio il maestro Farinelli perchè questa estate tra le mie tournée in Belgio e in Giappone si è sobbarcato tutta l’organizzazione e coordinazione (comprese le cene post giornate per stare tutti assieme) come ringrazio la nostra grafica Silvia Barucci per aver realizzato le due stupende, eleganti e professionali locandine (dimostrazione e workshop).

Quindi per noi inizia il conto alla rovescia e si stanno finalizzando e limando le ultime necessarie cose (nel frattempo io farò anche un salto in Montenegro sempre per lavoro).

Credo che ci aspetterà una settimana piuttosto impegnativa e stancante, ma ricca di accrescimento, di cammino lungo la via dei fiori e ringrazio tutti i membri europei della Sogetsu che saranno in questo cammino con noi.

Concentus Study Group

 

 

 

 

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Spesso sui social si vedono foto tipo questa

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magari con l’aggiunta di un rametto storto grazioso. Ecco sappiate che non sono ikebana “veri”. Sono fiori messi con più o meno grazia in un vaso.

Sempre più si ha l’assioma che fiori storti in un vaso (magari con l’imboccatura stretta che aiuta a inzeppare meglio il materiale) o messi strani in automatico sia un ikebana.

Recentemente il sottoscritto e il maestro Farinelli abbiamo preso lezione in Giappone dalla maestra Kosa Nishiyama e, soprattutto, abbiamo chiamato Mika Otani sensei a tenere un workshop in Italia, proprio per la raffinatezza e l’apparente “semplicità” dei loro ikebana (anche quando fanno grandi installazioni). Ogni elemento al proprio giusto in un equlibrio di forme, colori, movimento. Perché più l’ikebana è impapocchiato e più è palese che si cerca di nascondere magagne tecniche.

L’ikebana deve dare idea di movimento, vita, di liberarsi leggero dal contenitore in apparenza tenuto dal “nulla”.

Nella scuola Sogetsu ci sono due tecniche principali di ancoraggio, talmente importanti che sono tema di ripasso nell’anno in cui si studia da maestri:

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Sono due tecniche che all’allievo, inizialmente, pongono davvero delle difficoltà, ma la soluzione per sconfiggerle è semplicemente allenarsi di continuo.

E non come faceva una mia ex allieva che se li preparava tutti prima e li usava senza mai prepararli di volta in volta perché prima di tutto il legno secca e perde l’eleasticità necessaria e poi perché se non ci si allena… bè le conseguenze sono ovvie.

So che a lezione io sono molto insistente su questo argomento e mi irrito con quell’allievo che sopravvaluta la cosa, ma è un po’ come pensare di costruire un palazzo senza sapere le nozioni necessarie.

Questo perché, e mi ricollego al discorso iniziale e alla foto da me fatta nel vaso bianco in maniera volutamente esagerata, appunto spesso si crede che fare ikebana sia solo mettere in modo carino dei fiori in un vaso e possibilmente inclinati (più inclini più pare ikebana?).

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(Ikebana di Rumiana Uzunova – foto e vaso di Luca Ramacciotti)

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(Ikebana di Deborah Gianola – foto e vaso di Luca Ramacciotti)

Porto come esempio di queste tecniche di ancoraggio del materiale due ikebana che hanno eseguito ieri a lezione due allieve (IV e III livello) per spiegare meglio il concetto.

In entrambi gli ikebana prima di tutto si vede parte dell’imboccatura del vaso vuota e questo dà spazio e slancio vero (senza dove inclinare il materiale per suggerirlo) al lavoro.

Inoltre il materiale pare sgorgare tutto assieme da un unico punto e si “collega” senza sembrare un vicino con poco spazio perché inficcato nel vaso assieme ad altri rami/fiori/foglie.

Quindi con uno stesso vaso a seconda del tema e la forma che daremo al nostro lavoro useremo una delle due tecniche.

Questo se vogliamo fare veramente ikebana.

Concentus Study Group

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