Skip to content

Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Tag Archives: #venezia

Locandina FB pitti.JPG

Nel post precedente inerente il workshop di fotografia tenuto dal maestro Rinaldo Serra scrivevo: “Come lo ringrazio del dono di uno scatto di cui vi parlerò nel prossimo post”.

Ecco lo scatto è la fotografia che campeggia nella locandina realizzata da Silvia Barucci.

Utilizzando dei fiori di Solanum ho cercato di creare un semplice ikebana vaporoso e leggero come un profumo circondato da alcuni degli elegantissimi flaconi de I Profumi del Forte.

Tutto questo perché il prossimo fine settimana saremo presenti all’interno della prestigiosa cornice di Pitti Fragranze, la grande mostra inerente il mondo dei profumi d’autore, le eccellenze del mondo dedicato al più fine, antico, misterico mondo sensoriale capace di trasportarci in mondi e sensazioni.

Tutto nasce grazie a Dario Torre e Isella Marzocchi che ci hanno supportato in questa nuova grandiosa ed importante esperienza per il nostro gruppo di ikebana Sogetsu.

Venerdì (il sottoscritto) e sabato (il maestro Lucio Farinelli) terremo una dimostrazione di ikebana ispirati ad alcuni dei profumi di questa prestigiosa Casa comprese due nuove fragranze che saranno presentate proprio durante la tre giorni fiorentina.

Avere l’onore di sentire in anteprima questi nuovi particolarissimi sentori ed immaginarli trasformati in ikebana è davvero una bella sfida ed emozione e siamo felici di rappresentare la scuola Sogetsu a così alti, ed impegnativi, livelli.

Saremo affiancati dalla maestra Anne Justo, dalle allieve Ilaria Mibelli, Nicoletta Barbieri, Silvia Barucci e Rumiana Uzunova che ringrazio fin da ora.

Concentus Study Group

Annunci

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

03092017-_MG_2163.jpg

Inizio questo articolo con il titolo che è una citazione di John Berger e con una foto che non è un ikebana (come non lo saranno le successive) per parlare del workshop di fotografia tenuto in Versilia dal maestro Rinaldo Serra.

Il workshop intensivo era su due fine settimana che per me sono diventati quattro giorni di seguito dato che nel primo weekend ero impegnato con la regia de “La Traviata” presso il Festival Puccini di cui pubblico una fotografia scattata alla prova generale proprio da Rinaldo Serra.

21198440_1124487994317732_1514353597_o.jpg

Come sanno chi segue questo mio blog e le mie allieve per me non si può diventare maestri di ikebana se non si sa ben fotografare il proprio lavoro. E’ una condizione indispensabile. Non chiedo di diventare fotografi professionisti, nemmeno io lo sono ovviamente, ma di mettere cura nello scattare sì. Probabilmente questa mia “fissa” è dovuta al fatto che quando ero io studente nessuna maestra si curava della foto degli ikebana per cui non ho traccia del mio percorso di studio (se non per foto con muri gialli, quadri, mobili con suppellettili e luci basse per cui inguardabili), ma è anche vero che viviamo in un mondo fatto di immagini per cui non si può vedere ikebana con rami fuori all’inquadratura o dietro il ritratto della nonna estinta o un conchino di fiori o il centrino della zia Belarda. Come non si possono vedere inquadrati male, foto mosse oppure costantemente effettate con luci sparate e post produzione per renderle abbaglianti come se gli ikebana fossero stati lavati col Dash.

Come ovviare a tutto ciò? Studiando. Come oltre l’ikebana si deve studiare anche fotografia? Diciamo che se si vuole diventare maestri con me si deve anche avere l’idea chiara di come si fotografa un ikebana. Per cui ho apprezzato particolarmente Anne, Daniela e Silvia che han fatto una due giorni a Viterbo con il Maestro Giuseppe Cesareo e Ilaria, Nicoletta (più il marito Fabio) e Silvia che hanno fatto questo percorso con me in questi giorni.

Cosa si impara in quattro giorni? Di sicuro la consapevolezza che si apre una piccola porta su un mondo infinito di cui sappiamo ben poco, ma avremo in mano un apparecchio fotografico che conosceremo meglio, sapremo cosa sono i tempi, i diaframmi, come fare l’inquadratura, come mettere a fuoco il soggetto per non andare a perdere la profondità di campo o quel dono immenso che è la luce e sapere come questa incide sul nostro lavoro e quanto ci possa aiutare a volizzarlo sia per definizione sia per colori e luminosità e come muti col passare dei minuti.

Metto qui alcuni esempi della stessa composizione che apre l’articolo e che vi assicuro nessuno di essi è stato rielaborato al pc per cui prendetele per quel che sono, non foto artistiche, ma esempi di studio.

Come si vede la scena è la stessa (mi si perdoni per la penultima foto che vado fuori sfondo bianco, ma non c’era altra possibilità), ma cambia continuamente per forme, volumi, sensazioni e.. colori!

Il set è fatto con del semplice cartoncino bristol e… alcune malizie (come dice lui) che ci ha insegnato il maestro Serra.

So socraticamente di non sapere, ma grazie al maestro Serra ho maggiore consapevolezza del mio strumento e so che devo guardare il mondo che mi circonda con occhi diversi anche se tutto il workshop era, ovviamente, finalizzato al mondo dell’ikebana.

Nessuno nasce imparato e non si può avere l’arroganza di pensare di fare belle fotografie senza i consigli o le lezioni di un maestro  (come tutti sanno per me fu illuminante l’incontro con Ben Huybrechts) e anzi ringrazio il maestro Serra per i (bonevoli) rimbrotti fattimi in questi giorni perché ogni critica è un passo in avanti e permette di migliorarsi. Come lo ringrazio del dono di uno scatto di cui vi parlerò nel prossimo post.

Avere la fortuna di incontrare questi personaggi che donano con passione e generosità la loro sapienza è un dono immenso.

Per cui ringrazio, anche a nome delle mie spossate, ma felici allieve, il maestro Serra per la sua bravura, chiarezza, pazienza e per la professionale passione che mette nella sua arte.

Concentus Study Group

 

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

20082017-IMG_1612.jpg

Inizio questo post con una citazione di Paul Claudel per titolo perché credo si addica molto a questa esperienza.

Come scritto in altre pagine di questo mio blog quando sono all’estero per lavoro approfitto di contattare anche gli Study Group o i Branch della scuola Sogetsu quando non son stato proprio io il primo in una nazione a far conoscere l’ikebana in generale o della mia scuola.

Questa volta mi recavo a Mosca per preparare la messa in scena de La Traviata presso il Novaia Opera e quindi ho contattato le persone che conoscevo su Facebook e i due Branch di Mosca (non quello di San Pietroburgo sapendo quanto fossero distanti da Mosca).

Al mio appello ha risposto con molta gioia ed entusiasmo la bravissima ikebanista Elena Karetko mentre il Maestro Farinelli (di ritorno dall’Argentina) decideva di unirsi a noi.

Dopo vari scambi di messaggi, Elena ci ha prenotato una cena/gita sul battello che percorre il fiume Moscova costeggiando i più noti monumenti della città.

Alla comitiva si è unita anche l’ottima ikebanista Larissa Sarycheva che è stata una piacevolissima scoperta come persona.

Che dire di una serata delicata, cosparsa di una brezza leggera e piacevole (dopo il caldo del giorno), di ottimo cibo e di una compagnia così rilassata che pareva ci si conoscesse da anni.

Abbiamo regalato le magliette del nostro Study Group e le nostre nuove amiche simpaticamente han voluto anche farsi una foto ricordo.

21017470_1937765986502513_1746166928_o.jpg

Abbiamo passato il tempo parlando del mondo dell’ikebana, delle caratteristiche della nostra scuola, di come noi vediamo questa arte e di come si stia evolvendo, progetti e possibilità.

L’atmosfera era così delicata che ho voluto fare un piccolo video (si vede sulla nostra pagina di Facebook Concentus Study Group) senza dirlo ai diretti interessati proprio per mostrare come ci si stesse divertendo superando i problemi linguistici tra italiano, russo, francese ed inglese. Perché quando vogliamo comunicare realmente le barriere non esistono.

Devo dire che Elena è stato il nostro angelo custode prenotandoci i taxi, seguendoci nel nostro muoverci a Mosca (io tra una prova e l’altra) e rivedendoci l’ultima sera moscovita con un’indimenticabile cena al Puskin Caffè dove ci ha, ancora una volta, fatto assaggiare piatti tipici della sua nazione.

Concentus Study Group

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

20785961_1397982150249147_2519922061262724637_o

In questo post, con cui vi auguro un buon 15 agosto vi riporto uno stralcio dell’ultima newsletter di Ilse Beunen che si riferisce all’ikebana che vedete in foto.

Quando io riesco ad avere tempo per studiare un poco ceramica presso il maestro Sebastiano Allegrini ovviamente mi dedico, con il suo aiuto (e di Angelica) a cercare nuove forme per vasi. A volte abbiamo anche fatto esperimenti (intrecciando colombini, usando forme preesistenti come calchi etc.) che poi ho cercato di adattare all’ikebana. Quando un’allieva compera un nuovo vaso (o lo ha realizzato) la invito sempre a provarlo o a portarlo a lezione perché può essere una sfida interessante per entrambi. Ovviamente è più facile per un insegnante usare il vaso che conosce o che ha già pensato per la lezione, ma per me è di vitale importanza soddisfare le aspettative dell’allievo e non mortificarne la gioia a favore dell’ego o mortificare l’entusiasmo che viene posto dall’allievo nello studio di quest’arte. E se un vaso non è adatto? Lì la sfida si fa più ardua ovviamente perché non possiamo esimerci dall’usare l’acqua che seguirà, naturalmente, la forma del contenitore..

Ciò che scrive la maestra Ilse Beunen è davvero importante perché ha un’esperienza che io ancora vedo molto lontana da me. La ringrazio per avermi permesso di riportare il suo scritto e la foto, faccio i complimenti anche alla sua allieva Viviane per aver scelto un contenitore non facile e soprattutto ringrazio Ilse per la sua costante attività con la sua piattaforma online (in fase di restyle, scrivetele per avere informazioni in merito) e la sua newsletter.

———

Working in a New or Unusual Container

It sometimes happens that students bring to class, an unusual vase to try out or to ask some advice about how to arrange in a vase.

My advanced students know that sometimes I can get very excited and enthusiastic when they bring a new container.

Lately, before they show the vase, students tell me that they want a bit of advice but that they want to try out first themselves and if they are stuck THEN I’m allowed to play or help with their unusual vase.

A few weeks ago, just before our holiday, Viviane brought a new vase she liked because of the texture and shape. I think the ceramist didn’t have a vase in mind when he made this object. But in Sogetsu Ikebana we say if the object can contain water and it appeals to you, you can use it to arrange. Most of the time the limitation is yourself. Arranging in an unusual object is often a challenge and sometimes needs some out of the box thinking. But most of all you need to study and experiment and find out what kind of green material will work best in your unique vase.

The vase Viviane brought to class was a bit delicate, and I had told her to try not to use a kenzan. After trying for a while, she asked me to help her, she had an idea but was stuck about how to execute it.
It was indeed a challenge and needed a balancing challenge with a lot of communication with the green material at hand. Together and with a lot of patience, two arrangements came to live.

———

Concentus Study Group

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

20770407_1879789349014765_2252969092531313737_n

Oltre al nostro ormai consueto corso presso l’Hotel dei Congressi quest’anno realizzeremo un altro corso a Roma per i soci del Dojo Roma e per tutti coloro che vorranno iniziare i primi passi nel mondo dell’ikebana Sogetsu in un contesto davvero interessante e gestito con professionalità.

Noi del Concentus Study Group li ringraziamo per l’invito.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Inizio questo post estivo con, per titolo, una citazione di Yukio Mishima che mi è venuta in mente oggi mentre percorrevo i viali della Fondazione Cerratelli (ero andato a visionare i costumi per La Traviata) e le cicale frinivano attorno a me. E’ un’estate calda, afosa e si sta incorrendo in gravi siccità causate dalla mancanza di pioggia.

Oggi per strada persino i girasoli avevano il capo chino e il gambo piegato ed io avrei voluto tanto con mei i miei preziosi ventagli giapponesi. Un’estate “densa” come l’ha descritta anche la Iemoto.

11888618_10153557190142509_2818957165696652563_o.jpg

Sul sito della scuola Sogetsu infatti il nuovo messaggio della Iemoto Akane Teshigahara dice:

“This summer, heavy rain has caused some serious damage in various regions in Japan.
I strongly sympathize with those who have been affected by the disasters and very much hope that they will quickly regain their normal life.

The scorching hot days continue.
Particularly at times like this, let’s keep cool by arranging summer plants.
Colors which are gentle and pleasing to both the eyes and the heart, such as whites, blues, violets; vibrant greens; and the transparency of glass and water.
You can create ikebana works filled with these cooling charms to counteract this extremely hot summer.”

A me allora è venuto in mente un ikebana che ho realizzato soprattutto per sperimentare, studiare le foglie di loto che fino ad oggi non avevo mai avuto la possibilità di lavorare.

In abbinamento ho usato un fiore che non amo (la protea) proprio perché volevo vedere come potevo andare a lavorare questi materiali.

La scelta del vaso è stata semplice, il mio ultimo fatto a lezione dal maestro Sebastiano Allegrini.

07072017-_MG_9748a.jpg

Tre dei colori menzionati dalla Iemoto ci sono e spero diano un senso di freschezza. Nel realizzarlo ho tenuto a mente ciò che Sofu scrive nel Kadensho in merito ai fiori tropicali che hanno il gambo grosso, poco bello esteticamente per cui o si riesce a nascondere o questi fiori vanno utilizzati corti. Questa era la prima difficoltà da affrontare. Il secondo erano appunto le foglie di loto mai usate prima e non avevo nessuno che me le potesse insegnare.

Su questo sono molto metodico. Non mi lancio mai nel fare qualcosa che non mi sia stato insegnato, magari riesco nell’intento, ma sicuramente con un insegnante alle spalle invece di fare una cosa carina ne faccio una ben eseguita. Come scrivevo nei post precedenti sono molto felice dei temi che veranno proposti al workshop di ottobre a Roma perché sono 4 temi molto importanti e difficili e ci vuole l’umiltà di capire che senza un maestro che già li conosce non ci caveremo le gambe in maniera perfetta al 100% perché nessuno nasce imparato.

Quindi ho provato a capire come usare queste foglie il cui raggio era circa 20 cm. Sono foglie dalla superficie rasposa come il velluto, se si tagliano pare di tagliare del cartoncino morbido, ma che si rompono facilmente se si prova a “piegarle” a fisarmonica.

Dopo tanto studiare, riprovare, il risultato lo vedete in foto. Non so se sia un ikebana estivo, rinfrescante, ma di sicuro per me è stato molto istruttivo, tanto che subito dopo pochi giorni ho di nuovo voluto usare lo stesso vaso e le stesse foglie, ma questa è un’altra storia 🙂

Buon ferragosto a tutti.

Concentus Study Group

 

 

 

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Per il sottoscritto, in partenza per il Teatro del Silenzio e successivamente per Mosca, inizia il conto alla rovescia per il workshop di ottobre con le ultime piccole cose da definire.

Ma vediamo chi sono le due insegnanti che verranno e che non solo ci hanno fatto raggiungere quota 33 presenze, ma abbiamo aperto una lista d’attesa e valicato i confini europei.

In rigoroso ordine alfabetico lascio che si presentino:

Ilse Beunen:

20561733_10210323448061979_1537942187_n.jpg

I’am a passionate Ikebana teacher for 20 years. My teaching degree is Ikkyu Shihan Somu. As a teacher, I love to guide people on their ikebana adventure and to get this beautiful art be better known. As an ikebana artist, ikebana is a way to express myself.  Creating with natural materials, alone or in combination, brings me closer to nature. Ikebana, as an art, allows me to keep on learning new things and to keep on growing, as an artist but also as a person.

20562821_10210323442141831_1193011432_n.jpg

20543083_10210323444021878_2147254120_o

Anne – Riet Vugts:

20217325_1377639245682473_2140892570_n

Anne-Riet Vugts “ Ikkyu Shihan” Somu started teaching Sogetsu ikebana 2003. Always looking for new opportunities for self-expression by new technics, materials and options.

20206443_1377641852348879_979605003_n

20217207_1377642532348811_1957779317_n

All photos were taken by Ben Huybrechts.

Concentus Study Group

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: