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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

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Tag Archives: sogetsuitalia

Nell’ambito della bellissima mostra “KIMONO ovvero l’arte d’indossar storie” presso l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma ci è stato concesso ancora una volta l’onore (ed onere) di rappresentare la scuola Sogetsu.

Come evento collaterale alla mostra, sotto l’egidia di Ikebana International, in rigoroso ordine cronologico hanno esposto le scuole Ikenobo, Ohara ed ora Sogetsu fino al 18 p.v. giorno della chiusura della mostra e dimostrazione pubblica delle  tre scuole.

Dovendo tenere le composizioni in mostra due settimane abbiamo deciso, con il Maestro Lucio Farinelli, di coinvolgere le nostre allieve romane o almeno quelle che potevano.

Abbiamo delineato ogni cosa dai vasi, agli stili, ai fiori da usare (oggi riapriva il Mercato dei Fiori di Roma dopo le vacanze di inizio anno ed era praticamente deserto) tranne che una delle partecipanti si ammalasse! E purtroppo della sua disdetta lo abbiamo saputo stamani mentre mi recavo appunto al Mercato dei Fiori dove mi attendevano le altre due partecipanti alla prima parte di esposizione: Lucia Coppola e Silvia Sordi.

Quindi ho cercato di focalizzare al volo un ikebana da realizzare per un’importante luogo come quello che mi accingevo a raggiungere. Un ikebana con del materiale non scelto da me, un altro stile (non usando lo stesso vaso) e soprattutto degno della scuola che rappresento. Sarà che per il mio lavoro prima di andare in scena si prova molto,  ma non ho mai amato il bello della diretta ^_^

Nella testa mi frullavano mille possibilità di incroci, di realizzazioni. L’unico dato certo era che avrei utilizzato il vaso (pezzo unico) che la Sogetsu realizzò per il primo premio del concorso da me vinto. Era l’occasione e il luogo ideale.

Raggiunto l’Istituto con Lucia e Silvia ci siamo messi subito al lavoro e, come sempre mi accade, man mano che osservo il materiale vegetale, lo sistemo, lo ridefinisco la tensione scompare, il mondo e i suoi problemi si attenuano e resto solo io e i fiori e cerco di capire come vogliano essere sistemati per dar loro il maggior risalto.

Il silenzio assoluto, circondati da meravigliosi kimono è stato emozionante e bellissimo come ogni volta che varco le porte dell’istituto Giapponese di Cultura memore anche che tutto nacque qui sotto l’egidia di Lina Ranson Sensei che teneva un workshop.

Per me esporre in quel lugo è sempre un’emozione unica, e se mi agito mi basta volgere lo sguardo verso la scultura realizzata da Sofu Teshigahara per sentirmi protetto.

Ringrazio Lucia e Silvia per il loro supporto e come sempre lascio la parola alle foto.

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(Ikebana di Luca Ramacciotti – Vaso Sogetsu Ceramic Kiln)

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(Ikebana di Lucia Coppola – Vaso di Sabine Turpeine)

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(Ikebana e Vaso di Silvia Sordi)

Concentus Study Group

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Il 2019, per me, si è apperto con la scoperta e l’uso della Lensball con cui mi sto esercitando anche per avere visioni differenti della natura che mi circonda e poi ogni novità per me è fonte di studio, di divertimento e di interesse. E ci fa piacere essere stati i primi, nel mondo dell’ikebana, ad utilizzarla.

Ed è importante avere la mente aperta e curiosa, gli occhi attenti a ciò che ci circonda.

Infatti oggi voglio proporvi gli ikebana di fine/inizio anno realizzati rispettivamente dal sottoscritto e dal Maestro Farinelli perché sono due modi di vedere, di affrontare, di realizzare un ikebana.

Se io mi sono avvalso di rami che già di loro erano spettacolari, il maestro Farinelli ha preso tutto in natura sia vedendo dei rami lungo la strada sia dei giardinieri che tagliavano rami di pino. Lui quindi è partito dall’osservazione di ciò che la natura proponeva, ha via via ideato, assimilato i materiali tra di loro andando solo a comperare i tulipani. Un ikebana quasi a costo zero (e quasi a km 0) dove ha voluto simboleggiare lo scaturire della primavera dal freddo dell’inverno.

Di contro io ho comperato tutto al Mercato dei Fiori. Sono partito dai rami che avevano attirato la mia attenzione per poi scegliere il resto del materiale e il vaso che avrei utilizzato. Nel mio caso ho tenuto a mente il I dei 50 principi della Sogetsu (“Beautiful flowers do not always make beautiful ikebana) e soprattutto un consiglio che Sofu Teshigahara scrive nel Kadensho a proposito dei fiori tropicali e di come utilizzarli. Per me un ikebanista dovrebbe rileggersi spesso i due libri di Sofua sia il Kadensho sia The Fifty Principles of Sogetsu perché ogni volta vi si trovano sfumature di pensiero differenti e soprattutto si eviterebbero errori grossolani come non considerare l’importanza di Stili Base (e Variazioni), giusti contenitori, acqua o rami che paiono cadere giù dal vaso perché l’ikebana (Sogetsu) è un’espressione di vitalità del materiale che non deve parere inerme.

Quindi mi son messo al lavoro non senza difficoltà perché i miei bellissimi rami erano pieni anche di tante robuste spine.

A lavoro ultimato, come facciamo sempre, ci siamo scambiati opinioni con il maestro Farinelli perché un occhio esterno ha una diversa consapevolezza del proprio lavoro.

Qui i risultati, ma prima vi lascio con un principio della Sogetsu (31) in cui si dice che: “Ikebana may be comparable to painting, music o sculpture”. Il colore, la forma, il ritmo sono importanti nei nostri lavori, lasciamo che i fiori risuonino in noi, rapportiamoci direttamente con essi che non sono solo del materiale da mettere in un vaso. E soprattutto non suoniamo sempre la solita musica, cerchiamo di crearne di nuova.

(Ikebana di Lucio Farinelli – vaso di Luca Ramacciotti

Ikebana di Luca Ramacciotti – vaso di Sebastiano Allegrini)

Concentus Study Group

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Come da prassi nell’avvicinarci alla conclusione di un anno facciamo il riassunto degli eventi che hanno visto presenti i rappresentanti del Concentus Study Group. Ringrazi(am)o come sempre tutti coloro che ci hanno coinvolto in iniziative, le nostre meravigliose allieve che con fatti concreti portano avanti lo studio e la diffusione dell’ikebana Sogetsu.

GENNAIO

 

 

Antonio Alessandria viene a tenere un workshop sul mondo dei profumi regalandoci la sua sapienza e professionalità. Una giornata di studio ed approfondimento che resteranno per sempre nella memoria di chi ha partecipato.

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La rivista “Casa Naturale” dovendo parlare di ikebana… scrive di noi!

FEBBRAIO

 

 

Realizziamo degli ikebana ispirati alla celebre Casa di Profumi giapponese Di Ser. Sinceramente non avrei mai immaginato che a settembre il suo creatore e naso Yasuyuki Shinohara sarebbe venuto appositamente a Nagoya per incontrarmi donandomi un campione del suo ultimo profumo!

 

 

Grazie a Roberto Cavallo ho la possibilità di realizzare il tema “Miniature Ikebana” (che prevede, perché il tema sia corretto, un minimo di cinque contenitori vicini che vadano a formare una piccola scenografia) con i manici dei pennelli da barba da lui realizzati artigianalmente.

APRILE

 

 

Se marzo ci vede in pausa (causa mia tournée in Nicaragua dove fotograferò un quadro che ci ispirerà la lezione Specific Scenes, Occasions or Spaces), aprile ci vede scendere in campo con la dimostrazione pubblica tenuta da Silvia Barucci ed Ilaria Mibelli, presso il il Tepidarium Del Roster a Firenze, in occasione del loro conferimento del diploma di maestre d’ikebana. Un bel traguardo per le mie due allieve toscane.

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Teniamo una piccola mostra di ikebana dove abbiamo la possibilità di spiegare alle persone cosa sia questa particolare forma d’arte.

MAGGIO

 

 

Ai primi di maggio sono in Giappone per lavoro e la televisione TV Tokyo Corporation mi intervista e mi segue per tutta la lezione a cui parteciperò al Sogetsu Headquarter.

 

 

Trasferta a Merano nell’ambito della Primavera Meranese dove teniamo mostra e dimostrazioni assieme all’amica Angelika Mühlbauer. Ancora una volta chiamati a rappresentare in Italia la Sogetsu.

GIUGNO

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Realizziamo degli ikebana ispirati ai lavori (selezionati personalmente da lui) di Hanayuishi Takaya da me incontrato durante il mio viaggio in Giappone.

LUGLIO

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Prima della consueta pausa estiva sono invitato ad una stupenda e suggestiva (guardate il panorama alle nostre spalle!) cena con importanti personaggi della cultura e società giapponese tra cui il Presidente dell’Istituto Giapponese di Cultura e l’Ambasciatore del Giappone in Italia. Ero l’unico… occidentale.

SETTEMBRE

 

 

Appena tornato dal Giappone (Tosca a Nagoya, lezione di ikebana ed importanti incontri alla Sogetsu) si scende in campo per il workshop tenuto dal sottoscritto e da Lucio Farinelli (anzi interamente organizzato da lui essendo io all’estero) che inaspettatatamente si trasforma in internazionale visto la presenza di Angelika Mühlbauer e Jaana Pirhonen.

 

 

 

Il titolo What Ikebana can do today prevede tre sessioni: Aloe arborescens, Composition Using Unconventional Materials e Ikebana comes out of the closet preceduti da un’importante ed interessante conferenza sulla storia della scuola Sogetsu in Italia tenuta da colei che tale scuola ha fatto conoscere nel nostro Paese: Lina Ranson Alicino sensei. Per l’occasione il fotografo Lorenzo Palombini ha scattato foto del backstage e delle composizioni perché, per noi del Concentus, è impensabile che i partecipanti dei workshop non abbiano foto professionali dei loro lavori come ricordo.

OTTOBRE

 

 

Su sprone di Antonio Alessandria realizzo un ikebana ed un morimono per interpretare la complessità del suo nuovo profumo Fara.

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Ancora una volta siamo chiamati a rappresentare la Sogetsu in Italia in una mostra evento che per la prima volta vede sul suolo italiano tante scuole di ikebana presenti. Le giornate ad Ivrea credo nessuno le scorderà mai sia per la forza, la simpatia, la professionalità di Ingrid Galvagni sensei, sia per il meraviglioso gruppo della Wafu sia per tutti gli amici vecchi e nuovi che hanno presenziato a questa collettiva. Qui un momento dell’inaugurazione della mostra.

NOVEMBRE

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Viene a trovarci durante una nostra lezione Akihiro Mashimo sensei che ringraziamo per il calore, l’affetto e le lodi che ci ha riservato anche attraverso i suoi social media.

 

 

Intanto iniziano ad affacciarsi già gli impegni del 2019. Una mostra (dal 7 al 18 gennaio p.v.) all‘Istituto Giapponese di Cultura e una dimostrazione il 18 sera con le scuole Ikenobo, Ohara e noi a rappresentare la Sogetsu.

DICEMBRE

 

 

Due importanti collaborazioni artistiche: il designer Marco Rubini e la mosaicista Caterina Vitellozzi. Fa sempre piacere quando rinomati professionisti ti chiedono di collaborare con loro. E questo è da sempre stato un segno distintivo solo del nostro gruppo in Italia.

 

 

Come il fotografo Lorenzo Montanelli che ci propone alcuni suoi scatti per esplorare il tema Composition Expressing a Movement.

Devo dire un anno ricco di passione, professionalità e soddisfazioni che ci fa comprendere come il nostro impegno sia apprezzato ovunque e di questo ringrazio ancora una volta, come ho fatto ad inizio, chi ci stimola a crescere passo dopo passo.

E nel farvi gli auguri di uno splendido 2019 vi lascio con una piccola anticipazione…..

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Concentus Study Group

 

 

 

 

 

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Per la scuola Sogetsu è molto importante che un allievo sappia realizzare i propri vasi di ikebana. Per tale motivo il nostro gruppo si è distinto fin da subito nell’affiancare allo studio dell’ikebana quello della ceramica.

Non potendo tutti seguire questa disciplina abbiamo realizzato dei workshop con il maestro Sebastiano Allegrini sia di ceramica con l’uso di tecniche come il colombino (che abbiamo affrontato in due sessioni), la lastra o con cotture come il raku e ringrazio le allieve che hanno sempre partecipato a tutte queste iniziative.

E’ importante avere consapevolezza di ciò che può essere utile per fare un ikebana e ciò che invece non è adatto anche se la nostra creatività ci porterà ad esplorare varie vie ed affrontare le sfide che il cammino ci propone.

Personalmente sono lieto di poter crescere nello studio della ceramica perché questo mi completa nella mia formazione di maestro di ikebana. L’importante, come in ogni campo, è trovare il giusto maestro e non cercare scorciatoie o affrontare la disciplina con presunzione.

Ma se vicini non abbiamo laboratori di ceramica? Se nelle nostre intenzioni c’è di fare un vaso particolare e ci vien fuori un comignolo storto?

Nel mio corso di studio c’era una lezione che si intitolava “Free Style arrangement using student’s hand-made containers” dove appunto si invogliava uno studente a trasformare oggetti di uso comune in possibili contenitori.

Nemmeno sotto tortura vi rivelerò cosa io, e il maestro Farinelli, facemmo per quella lezione e spero non ci siano tracce fotografiche  🙂

Però è un esercizio utile che negli anni abbiamo sempre fatto fare alle allieve andando anche a dover “abbellire” contenitori di fortuna.

Quest’anno il maestro Farinelli ha ideato che per questa lezione il contenitore venisse fatto con il… Lego. Quindi alla difficoltà di ideare un contenitore anche quella di trasformare mattoncini squadrati in qualcosa di creativo, funzionale ed estetico.

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Come per ogni volta che alle allieve proponiamo un nuovo tema lo sperimentiamo prima personalmente e questo era lo studio preparatorio fatto dal maestro Farinelli con i materiali avanzati dalla lezione con le allieve.

Domenica scorsa durante un workshop con le nostre due maestre toscane abbiamo proposto loro il tema e lo stesso Farinelli ne ha eseguita una sua versione.

Devo dire che è stato impegnativo e stimolante come esercizio e il risultato interessante anche perché io avevo proposto di utilizzare un fiore (le mie amate gloriose) che faceva un forte contrasto con i mattonicini della Lego per forma, stelo, colore e d apparente delicatezza.

Ed ecco i risultati.

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(Ikebana e contenitore di Lucio Farinelli)

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(Ikebana e contenitore di Silvia Barucci)

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(Ikebana e contenitore di Ilaria Mibelli)

Dopo il bellisismo workshop da noi realizzato lo scorso anno con Anne-Riet Vugts sensei abbiamo trovato una nuova via per esplorare questo tema non volendo ripeterci ed utilizzare dei tubi per fare il nostro contenitore.

Come sempre grazie alle allieve che accettano queste sfide lungo la via dei fiori ed applicano al massimo le loro esperienza di tecnica, regole ed arte.

Concentus Study Group

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Nel corso della mia vita ho avuto la fortuna di conoscere grandi personaggi in vari campi di lavoro tra cui da anni mi onoro dell’amicizia con Andrea Bocelli con cui ho avuto anche il piacere di lavorare assieme come si evince da questa stupenda referenza che mi fece e che venne a visitare la mostra che alcuni anni fa tenni presso il Gran Teatro Giacomo Puccini oltre a ricevermi più volte a casa sua.

Ma perché in un post dedicato all’ikebana parlare di questo grande cantante? Perché tramite lui ho conosciuto un altro grande artista (in questo caso nell’ambito della fotografia) e persona meravigliosa che si chiama Lorenzo Montanelli e lascio a lui la presentazione:

Nato a Massa 44 anni fa ho sempre avuto una attrazione per la fotografia e l’arte in generale.
Tuttavia i miei studi si sono indirizzati verso l’area scientifica, fino alla laurea in Ingegneria Elettronica.
Da tanti anni ormai mi occupo di produzione nell’industria manifatturiera e coltivo la fotografia nel mio tempo libero.
Ho frequentato workshop di approfondimento con il collettivo Terra Project, l’artista Gabriele Croppi, il fotoreporter Stefano De Luigi.
Negli ultimi anni ho poi avuto la fortuna di entrare in contatto con Andrea Bocelli e il suo staff e grazie alle opportunità che mi hanno dato ho avuto modo di approfondire la mia passione nel mondo dell’opera e sviluppare uno stile di fotografia che accomuna il reportage, la fotografia di scena e di backstage e il ritratto degli artisti.
Tra i teatri in cui ho avuto il privilegio di scattare ci sono:
Arena di Verona
Carlo Felice di Genova
Teatro Verdi di Pisa
Teatro del Giglio di Lucca
Festival Pucciniano
Le mie foto di Andrea Bocelli sono state pubblicate, oltre che sui social ufficiali dell’artista anche su riviste come:
Rolling Stones Italia
Billboard Italia
Panorama
TV Sorrisi e Canzoni”
Di recente Lorenzo (a cui devo la stupenda foto che fa da copertina a questo post) ha realizzato una serie di fotografie alla ballerina Jessica Mugnai di cui mi sono immediatamente innamorato perchè Lorenzo oltre, ovviamente, ad una solida preparazione tecnica mette talmente poesia e cuore nei suoi scatti che non si può rimanere insensibili innanzi ad essi (basti vedere le foto che realizzò per la mia regia de La Traviata).
Ancora vi sfugge il nesso di tutto ciò con l’ikebana?
Nel corso del curriculim del V livello della scuola Sogetsu c’è una lezione che si intitola “Composition Expressing a Movement ” e per non rimbalzare sui soliti movimenti o presentare le medesime idee cercando di non arrivare mai secondi o terzi nelle cose per proporre alle nostre allieve idee nuove e stimolanti e “sfide” questa volta, con il maestro Lucio Farinelli, abbiamo deciso di ideare la lezione del movimento partendo proprio dalle foto di Lorenzo Montanelli. Quindi le nostre allieve (più la guest star Cristina Dagestad) hanno ricevuto le foto di Montanelli tra cui potevano scegliere quella a cui ispirarsi.
Ecco i risultati e spero Lorenzo ne sia soddisfatto.
Le foto proposte da Lorenzo Montanelli

(Ikebana di Luca Ramacciotti – Vaso di Sebastiano Allegrini)

(Ikebana di Cristina Dagestad – Vaso di Luca Ramacciotti)

(Ikebana di Anne Justo – Vaso di Luca Ramacciotti)

(Ikebana di Silvia Barucci – Vaso di Susy Pugliese)

(Ikebana di Ilaria Mibelli)

(Ikebana di Patrizia Ferrari)

(Ikebana di Chiara Giani – Vaso di Luca Ramacciotti)

Ringrazio ancora una volta le mie allieve per tutto ciò che ci donano partendo dal loro entusiasmo.

Concentus Study Group

 

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L’ultima lezione del I livello della scuola Sogetsu (Special Materials and Arrangements  for Festive Occasion) prevede un primo studio di ikebana che possono essere “adattati” per via del materiale, della tipologia di composizione a determinate festività tanto religiose, quanto culturali o laiche. Un’approfondimento di questa lezione è l’ultima del II livello (Special Materials and Arrangements  for Festive Occasion) e la diciannovesima lezione del IV livello (Specific Scenes, Occasions or Spaces) dove torniamo sul tema rivedendolo con due livelli di esperienza alle spalle. Nel corso da maestro (V livello) si amplia il tema (Arrangements for Celebrations) per sottolinearne l’importanza.

Perchè?

Prima di tutto ci insegna la stagionalità e la sua importanza e valore, la possibilità di collocazione in un preciso ambito o spazio, la gioia che può dare il nostro lavoro in chi lo vede o lo riceve. Dobbiamo considerare i colori di vasi o materiali (una nascità può avere delle rose per le femmine o dell’ortensia blu per un bambino, fiori rossi per una laurea etc). Non è un semplice stile libero o qualcosa di “strano per forza”. Deve comunicare empatia con la festa che celebriamo (ad  esempio l’iris per la festa dei bambini che viene celebrata in Giappone il 5 maggio o i fiori di pesco il 3 marzo per la festa delle bambine etc), può essere l’espressione di un personale pensiero verso quella ricorrenza quanto un’esplosione di gioia. L’importante è, ovviamente, far comprendere a chi guarda il senso della festa.

Oggi al corso di Roma era in programma di celebrare il Natale anche perché avevamo una graditissima ospite che era venuta a fare lezione da e con noi: Cristina Dagestad in visita in Italia dalla Norvegia.

Per festeggiarci degnamente Deborah aveva portato dei torroncini ricoperti di cioccolato, Ilaria i Brigidini, Chiara la Focaccia Veneziana e noi abbiamo offerto a pranzo a tutti la nostra versione (anzi la versione di Uovo a Pois la nostra pasticceria di fiducia) di Panettone. Ovviamente con i colori del logo Concentus a fare da cornice alla base.

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Ma torniamo ai nostri ikebana dedicati al Natale.

Personalmente io ne avevo fatto uno ieri, utilizzando uno degli ultimi vasi realizzato a lezione da Pots, avendo trovato al mercato dei fiori delle splendide gloriose bianche

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mentre oggi a lezione siamo andati di materiali e colori tipici della festività natalizia lasciando scegliere l’allievo liberamente tra tutto ciò che era a disposizione.

Ed ecco i vari ikebana realizzati.

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(Ikebana di Cristina Dagestad  – vaso di Luca Ramacciotti)

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(Ikebana di Silvia Barucci)

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(Ikebana di Lucia Coppola – vaso di Luca Ramacciotti)

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(Ikebana di Ilaria Mibelli – vaso di Susy Pugliese)

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(Ikebana di Patrizia Ferrari – vaso di Sebastiano Allegrini)

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(Ikebana di Chiara Giani)

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(Ikebana di Nanae Yabuki)

Ringraziando di cuore Cristina Dagestad per l’entusiasmo, la bravura, la compagnia e la gioia che ha portato tra di noi non ci resta altro che augurarvi buone feste…. e ci sentiamo… domani sempre qui per un’altra iniziativa che abbiamo realizzato oggi a lezione.

Concentus Study Group

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In questo mio post (mi perdonerà il mio maestro di ceramica Sebastiano Allegrini) voglio segnalare un ceramista raku di cui ho sempre ammirato l’opera.

Elio Cristiani si presenta così:

“Mi chiamoElio Cristiani, sono nato a Milano e ho 48 anni. La mia passione per la ceramica è iniziata nell’inverno del 2007, scoprendo i lavori di Mara Funghi, straordinaria artista, nonchè donna dal forte temperamento e grande generosità. Partecipando ai suoi corsi mi sono addentrato nell’affascinante mondo della ceramica Raku, e negli anni ho approfondito le mie conoscenze e sperimentato nuove tecniche con artisti di caratura internazionale come David Roberts, riferimento del Raku moderno occidentale.

Naturale conseguenza di questa vera e propria folgorazione è stata la decisione di dare una svolta alla mia vita. Nel 2012 ho dunque interrotto il mio percorso professionale, dove, partendo da una laurea in Economia Aziendale conseguita alla Bocconi di Milano, sono arrivato a ricoprire il ruolo di Responsabile Marketing di importanti aziende nazionali, e ho dato il via al mio personale progetto artistico, che prevede una mia produzione e l’organizzazione di corsi aperti a tutti coloro che vogliono dare spazio alla propria creatività attraverso una tecnica magica e affascinante come quella della ceramica Raku.

Ma non solo, nel 2015 i miei corsi si arricchiscono di una nuova tecnica, la paper clay, che dopo un workshop con il grandissimo Luca Tripaldi, mi ha affascinato e voglio insegnare per condividerne le grandi potenziali espressive.

Nel 2016 e nel 2017 ho rispettivamente aggiunto il corso di Kintsugi eTornio.”

La mia allieva Patrizia Ferrari ha partecipato a dei workshop di Cristiani e non solo ha confermato le mie idee (purtroppo la nostra conoscenza è ancora virtuale) sulla persona e l’artista, ma ha sottolineato la disponibilità e passione.

A me fa molto piacere sapere che, quando possono, le mie allieve affiancano l’arte ceramica allo studio dell’ikebana perché è importante, interessante e stimolante cercare di unire le due discipline.

Concentus Study Group

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