Skip to content

Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Tag Archives: “San Valentino”

In attesa dell’edizione in ebook del libro di Koka Fukushima sensei relativo a 48 capitoli che spiegano fiori e rami da utilizzarsi in ikebana, ho iniziato il corso di approccio alla lingua giapponese con l’esperto Luigi Gatti perché durante le tre conferenze relative alla semantica degli ideogrammi in ikebana spesso abbiamo toccato l’argomento Hanakotoba (花言葉).

In passato mi ero dedicato allo studio del “linguaggio dei fiori” accorgendomi però che a seconda del sito consultato o del paese a cui faceva riferimento i fiori cambiavano completamente di significato arrivando anche ad essere l’esatto opposto! Quindi la mia conclusione è stata che se proprio avessi dovuto seguire in ikebana il significato dei fiori l’unica soluzione sarebbe stata adottare quello della sua patria natale ovvero il Giappone. Basta riflettere su come cambi il significato del Crisantemo in Occidente e in Giappone per comprendere come tutto ciò sia solo un divertissement legato a mitologia, credenze o storie locali.

Approfitto per ingraziare Luigi Gatti che oltre alle tre conferenze sulla semantica degli ikebana ha accettato di proseguire il cammino con altre due conferenze che, essendo incentrate sugli Haiku, hanno per tema la stagionalità e la natura (Kigo 季語) per cui continua il nostro studio sul signficato che hanno gli ideogrammi che compongono il nome dei fiori e delle stagioni.

E la prossima conferenza sarà il 14 p.v. giorno di San Valentino. Quale modo migliore di festeggiarlo imparando, stando tra amici e parlando di bei concetti?

E a proposito di San Valentino… in passato non mi pare di aver mai fatto ikebana per questa festività, ma quest’anno ne sentivo il bisogno. Non per la festa commerciale degli innamorati, ma per eliminare tutto questo sentore di morte e negatività che abbiamo (e speriamo definitivamente) alle spalle. Un anno di sofferenze sociali, di lavoro, di paura.

Non volevo però fare una cosa banale, o fozata o commerciale. Doveva essere qualcosa molto personale. Che avesse significato per me, ma che potesse comunicare qualcosa anche agli altri. Però non avevo un’idea precisa.

Quando ho seguito il workshop che Mika Otani sensei ha tenuto per il Chapter di Ikebana International di Singapore per un attimo l’insegnante, nel mostrare una tecnica, ha intrecciato due rami di Salix Caprea in una maniera che mi ha acceso la lampadina in testa.

Agli auguri si unisce il maestro Lucio Farinelli che anche lui quest’anno ha deciso di mandare un messaggio di speranza e amore a tutti quanti.

Ikebana e foto di Luca Ramacciotti – vaso di Susy Pugliese
Ikebana di Lucio Farinelli- vaso di Luca Pedone – foto di Luca Ramacciotti

Concentus Study Group

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Ikebana(Sterlizia)

In altri post (Materiale non convenzionale) ho parlato di questa tipologia di ikebana della Scuola Sogetsu che si studia al IV livello. La difficoltà è di non scadere nel banale, nel ridicolo, nel flower design (L’ikebana… con le palle). Ciò che noi andiamo ad aggiungere al materiale “fresco”  dovrà sembrare naturale (come già spiegato nei citati post) che si trovi lì, che faccia parte della natura. Pensiamo ad un prato dove si veda che so della plastica, delle lamine di ferro, dei fili, ecco immediatamente tutto ciò ci appare fuori posto, inquinante, viceversa in questo tema della Sogetsu dovrà sembrare un’unica cosa con il fiore, la foglia o il ramo utilizzato. E’ uno dei miei temi preferiti perchè si presta molto allo scenografico, ma è anche uno di quelli che va studiato maggiormente a tavolino perchè non dobbiamo fare la “cosa figa”, ma tutto deve sempre partire dal nostro interno, svilupparsi attraverso la nostra creatività.

Pensando ad un ikebana che inneggiasse all’amore, alla fratellanza mi sono venute in mente tre sterlizie “allacciate” tra di loro a differenti altezze. Forse una riminescenza del lavoro compiuto lo scorso anno (Amo come l’amore ama), non so, ma l’immagine era molto chiara in me anche se palesemente incompleta. Come sviluppare questo abbraccio? Come esaltarlo? In una delle mie varie visite al Brico Io di Viareggio (reparto colori sempre) sotto gli occhi mi capita una bomboletta spray arancione. Lo stesso colore delle sterlizie. Ovviamente lo prendo subito anche se ancora non ho ben in mente come utilizzarlo.

Voglio parlare di amore, di unione, di fratellanza, ho questo abbraccio trino che in teoria va verso l’infinito… e una bomboletta spray!

Continuando a pensare al tema mi viene spontaneo riflettere che la natura rifiorendo in primavera (lo so siamo distanti, ma un proverbio recita: Per san Valentino la primavera sta vicino) “spacca” il ghiaccio sovrastante, il gelo, come l’amore, l’unità, la fratellanza “lacerano” il manto di egoismo, razzismo, malvagità. E allora ecco l’idea. Le tre sterlizie usciranno da un cumulo di detriti. Che genere? Cosa può fare un fiore, un albero (le sterlizie è come fossero un unico tronco) crescendo? Invadere lo spazio circostante con le radici? E se fossero in un vaso? Spaccarlo? Complice un vaso di terracotta (già parzialmente rotto) ho realizzato il tutto prima colorandone l’esterno, poi l’interno del vaso con lo spray ed una volta asciutto… giù di martello. La difficoltà è stata nel cercare di realizzare i pezzi della forma che avevo deciso.

Avevo tutto o quasi. Decido di utilizzare come “contenitore” la mia prediletta tavola nera (che ormai ha girato per tuta l’Italia tra mostre e dimostrazioni), un piccolo vasetto di vetro (per contenere fiori ed acqua), un kenzan di colore nero (per meglio ottenere un camuffamento con il nero della tavola) e… il risultato è quello che apre questo mio post.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Ikebana

(Strelizia, Bancsia)

Amo come l’amore ama.
Non conosco altra ragione di amarti che amarti. 
Cosa vuoi che ti dica oltre a dirti che ti amo,
se ciò che ti voglio dire è che ti amo?
(Fernando Pessoa)

Recentemente ci sono stati momenti importanti nella mia vita che hanno ruotato attorno al concetto di amore. Domani ci saranno regali e promesse, ma l’amore in qualsiasi forma e di qualsiasi genere ci deve essere per 365 giorni all’anno in noi. L’amore è un sentimento che non si concretizza solo in un rapporto a due, ma  anche nel voler bene ad un’amico/a, aiutare chi è nell’indigenza, accudire un animale. E’ un provare un moto che dal cuore si  propaga nel mondo.

Può essere l’amore per una città, per un film che ci ha suscitato emozioni. Alcuni giorni fa su Facebook un mio contatto ha postato un video di un film del 1984 (Electric dreams) che io avevo amato molto dove si ipotizzava che, attraverso la musica, un pc provasse amore per una musicista.

E che dire del recente Cloud Atlas dove l’amore è esplorato in tutte le epoche e forme? “Tutti i confini sono convenzioni, in attesa di essere superate; si può superare qualunque convenzione, solo se prima si può concepire di poterlo fare. In momenti come questi, sento chiaramente battere il tuo cuore come sento il mio, e so che la separazione è un’illusione.”

Da qui l’idea di festeggiare l’amore, e San Valentino, con un ikebana che fosse un po’ futuristico, con piante tipo la bancsia che potrebbero ricordare la flora che compariva negli episodi di Star Trek o Spazio 1999. Il tutto come uno slancio verso l’alto perché l’amore non ci fa mai rimanere coi piedi per terra.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: