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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

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Tag Archives: Roma

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(Ikebana realizzato nel 2011 da Luca Ramacciotti su Con-Tatto, ink su carta velina, cm 100 x 150, 2011 di Gioni David Parra)

Nella scuola Sogetsu ci sono due temi che amo molto. Il primo del “vecchio” corso di studio è: Specific Scenes, Occasion or Spaces e l’altro (presentato nel nuovo libro di testo per il livello V di studio) Complementing an Art Work.

La differenza tra i due è piuttosto notevole e non si possono confondere.

Nel primo caso, ripreso dal sottoscritto più volte anche a lezione con le allieve, dobbiamo pensare un ikebana che sia per un evento, una commissione e quindi visualizzarlo nello spazio dove andremo a porlo. E se dietro o vicino c’è una foto? Un quadro? Una scultura? Siamo alla cassa di un negozio? Nella hall di un albergo? Come ad esempio per la mostra che si fece presso Campomarzio70.

In quel caso il nostro ikebana dovrà essere perfettamente integrato con lo spazio circostante. E con la luce che su di esso cadrà (naturale? Neon? Elettrica? etc.).

Nel secondo caso, come dice il libro di testo, dovremo incorporare il nostro ikebana nello spazio dell’opera d’arte che andremo ad utilizzare.

Quindi non posto di lato o sopra o sotto, ma proprio integrato. Sennò saremo fuori tema. Avremo fatto quello precedentemente descritto.

E qui sta la difficoltà. Dobbiamo creare un’unità con qualcosa che ha una sua anima personale. Può essere un quadro, una fotografia, una cartolina, un poster, una scultura, una calligrafia, un oggetto di design. L’importante è l’inglobarsi a vicenda.

Può essere facile se scegliamo noi un oggetto che abbiamo già e ci piace, può essere interessante, ma meno facile, andare a lavorare con un artista vivente che ha una sua personalità spiccata come ho fatto io durante la mia dimostrazione alla Galleria degli Uffizi. E’ vero che con Parra ci legano anni (ho appositamente messo in apertura la foto di una nostra prima collaborazione e devo dire che lo stile di entrambi è molto cambiato da allora) di amicizia e stima, ma siamo due persone con idee e gusti precisi e l’incontro è sempre stimolante.

Ringrazio ancora una volta il collega Alexandre Evans che mi ha permesso di utilizzare un suo lavoro per il mio blog.

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Lo pubblico perché davvero è un esempio perfetto di questo tema. Con il nostro ikebana non dobbiamo ricalcare l’opera d’arte, ma assecondarla, seguirla pur dandone la nostra interpretazione e personalità. E soprattutto, dato i canoni della scuola, creare non un ikebana frontale, piatto, ma tridimensionale.

Concentus Study Group

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(locandina realizzata dalla scuola Sogetsu e pubblicata sul sito ufficiale per il lancio della nuova edizione del contest)

da sinistra in alto alcuni dei vincitori dei precedenti Contest:

Lue, fang-yun(Taiwan)-  Golden Moon Prize – VI Edizione

Luca Ramacciotti (Italia) –  Golden Moon Prize – IV Edizione

Hiraiwa Hisae (Giappone)  –  Golden Moon Prize – V Edizione

Amanai Chiko(Kanagawa)-  Golden Moon Prize – III Edizione

Anne-Riet Vugts (Paesi Bassi) –  Golden Moon Prize – I Edizione

Randa Muammar kawar(Jordan)-  Golden Moon Prize – II Edizione

Honda Kanako(11 years old)Best Ikeru-chan Prize VI Edizione

Noriko Hirose(Chiba) – Silver Moon Prize – II Edizione

Fa sempre una certa impressione vedere il mio piccolo ikebana spuntare tra le foto dei vincitori del contest che la Scuola Sogetsu ogni anno bandisce. Fa effetto sia per l’aver portato per la prima volta un premio in Italia (gli altri soli premi italiani, fino ad ora, l’anno successivo al mio a due mie allieve: Anne Justo e Silvia Barucci) sia perché son circondato da nomi di maestri di altissimo livello e preparazione per cui, come sempre ho detto, vedo quella vittoria come un incitamento a fare meglio e studiare con sempre maggior impegno lungo la via dei fiori. Come sanno le mie allieve il motto con cui si partecipava sempre era: “tanto non si vince”. Questo proprio per l’alto livello dei partecipanti, la consapevolezza che abbiamo ancora tanti passi da fare.

Ho sempre spinto le mie allieve a parteciparvi perché era bello essere presenti, vedere cosa gli ikebanisti di tutto il mondo realizzano, era entusiasmante far parte del coro.

Questo però ci spingeva ugualmente a cercare un’idea che ci rappresentasse, a realizzare buone foto e ringrazio tutte le allieve che vi hanno sempre partecipato in numero massiccio. Siamo stati sempre una bella rappresentanza per la bandiera italiana anche prima di diventare Study Group (ed eravamo sempre i soli). Anzi la mia vittoria è stata proprio antecedente al nostro gruppo ufficiale. Non eravamo nessuno e il nostro livello di maestro non è di alto grado per cui proprio non ce lo saremmo mai sognato un simile traguardo.

Forse sono stati apprezzati l’impegno, la serietà con cui abbiamo affrontato tutto da sempre e quindi ho sempre contestualizzato i nostri tre premi come premi cumulativi dove confluivano tutte le allieve, Lucio Farinelli che ha sempre cogestito ogni iniziativa nostra, i fotografi che continuamente ci danno consigli,  Lina Alicino Sensei che ci ha diplomato maestri e che ha creduto in noi, le varie maestre da cui ho preso lezione a giro per il mondo.

Ed ora si riparte, per cui Lucio ed io chiederemo nuovamente alle nostre allieve di scendere in campo con la gioia e la voglia che han sempre contraddistinto il loro cammino. Perché nonostante la vittoria ho continuato a partecipare proprio perché il mio fine era la condivisione.

E per parafrasare lo chef Mauro Colagreco: Tre, due, uno… giù le hasami!

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(Ikebana di Ilse Beunen – foto di Ben Huybrechts)

Oggi doppio post sul mio blog (tranquilli poi parto per Salisburgo e per un poco non posterò), ma stamani ci sono state due fatti stimolanti che voglio condividere tra di voi.

Il primo è la foto che vedete e che illustra l’ultimo video realizzato da Ilse Beunen nel suo corso online. Ilse Beunen sensei recentemente ha trattato i seguenti temi nel suo corso: Colore delle stesse tonalità di sfumature, Colori in contrasto tra di loro, Colore del vaso. Ora affronta uno dei temi, per me, più difficili ovvero Molti colori differenti mescolati tra di loro.

Al IV livello di studio della scuola Sogetsu si impara uno stile (Maze-zashi) che prevede l’uso di almeno cinque materiali differenti proprio per comprendere come approcciarli tra di loro per forma e cromia, se sono in armonia, se si abbinano perfettamente al colore (e anche alla texture) del contenitore, ogni colore può essere l’accento che viene posto sull’insieme. Ci devono essere colori che danno luce, movimento, equilibrio. Non può essere tutto spento e buio. Da questo stile si parte appunto per imparare come miscelare i colori ed ovviamente non basta farlo una volta solo per saperlo fare.

Questo esempio di Ilse è bellissimo perché abbiamo colore, luce, movimento, armonia ed equilibrio. A vederlo sembra molto facile. Sembra. Ricordo una mia allieva al I livello che smise di frequentare il corso dopo una mia correzione ad un ikebana che aveva eseguito a casa. Il vaso da lei usato era celeste e i ranuncoli erano rossi, gialli, bianchi, arancioni tutti messi senza equilibrio e su una base marrone. Ripeto era al I livello per cui aveva eseguito i primi due stili liberi della scuola e stava ancora imparando le basi (ovvero le mancava anche il II livello per avere almeno un minimo di cognizione). Quando le feci le correzioni mi rispose che anche Rothko mescolava i colori. Se la scuola prevede che solo al IV anno si usino cinque materiali e diversi colori vuol dire che prima non abbiamo abbastanza esperienza per farlo. E dovremmo avere l’umiltà di comprenderlo. Stamani quando io ho visto il lavoro di Ilse mi sono chiesto quando anche io avrei potuto concepire e realizzare un simile ikebana di così perfetto impatto estetico ed emotivo.

Mentre riflettevo su ciò ho letto su Facebook un pensiero di Lorenzo Casadei che mi ha permesso di riportare:

Commentando un post dell’amico e sempai Fabrizio Ruta circa la funzione del maestro, dove molto giustamente avvertiva del pericolo di credersi maestri di se stessi, ho svolto queste riflessioni che vorrei qui riprendere.

Circa l’essere maestri di sé stessi la confusione è dovuta al fatto che il vero guru è e non può essere altro che una proiezione esteriore del guru interiore. E il suo compito dev’essere proprio mettere il discepolo nelle condizioni di entrare in contatto con questo centro, che ovviamente è una sola cosa con il vero Sé. Di qui la necessita di “uccidere l’ego” per “rinascere nel Sé”. La confusione quindi in definitiva è sempre tra l’io e il Sé. Confusione del resto inestricabile rimanendo in una prospettiva direi profana, che non sappia ergersi oltre la sfera psichica e “psicologica” dei molteplici stati dell’essere, in ogni essere. “Il Regno dei cieli è dentro di voi” diceva qualcuno. E pure O Sensei ne parla in molte conferenze. Sul come riconoscere i veri e i falsi maestri poi è ancora un’altra storia. La nostra epoca è caratterizzata da una grande molteplicità di false vie, dove immancabilmente regna sovrana proprio la confusione tra psichico e spirituale. E a volte l’abbandono (e la disintegrazione progressiva dell’io) è a favore di un caos profondo molto diverso dal vero Sé, il suo riflesso invertito nello stagno dei bassifondi psichici. Occorre vigilare.

Aggiungerei che una precondizione inequivocabile per riconoscere un maestro è che questi appartenga ad una tradizione ben definita, che si ricolleghi ad una catena di maestri reale, e che non stravolga la tradizione a cui appartiene. Affidarsi ad un maestro è come mettere un seme nella terra, se si sbagliano tempi e terreni non potrà sbocciare una seconda volta.
Anche rimanendo all’ambito tecnico dell’arte che pratichiamo (l’aikido) sappiamo che i difetti presi all’inizio sono difficili da recuperare e correggere.

気をつけて

(ki o tsukete) ovvero “abbi cura del tuo ki”

Nello stesso giorno due importanti insegnamenti (anche se Lorenzo parla in merito alla disciplina che segue penso sia estendibile tranquillamente anche all’ikebana) e spunti di riflessione. L’ikebana, anche il più estremo e particolare, deve sempre dare un senso di poesia, di naturalezza, non deve “vedersi” la mano dell’uomo, il materiale deve sembrare nato assieme in modo spontaneo. Questo anche (o forse soprattutto) nelle grandi installazioni. Deve sembrare facile da farsi. Ovviamente non lo è. Ma se ben fatto saprà comunicare al nostro cuore.

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Dal 1985 al 2012 per la signora Lina Alicino, divenuta insegnante con il nome d’arte Ran son ed in seguito Chairperson dello Study Group, a lei affidato personalmente dal grande Iemoto Hiroshi Teshigahara, è stato tutto un susseguirsi di successi a seguito di importanti avvenimenti, meeting internazionali, studi, viaggi, corsi di aggiornamento, conferenze, dimostrazioni, esposizioni, collaborazioni con l’Ambasciata del Giappone in Italia ed altre ambasciate, con l’Istituto Giapponese di Cultura in Roma, musei, varie Università Orti Botanici, articoli per la stampa, apparizioni televisive sia in varie regioni d’Italia che in altri paesi europei ed extraeuropei.

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Questo immenso lavoro ed il grande entusiasmo profuso hanno portato ad una grande affermazione della Sogetsu in Italia e di stima dai vari insegnanti nel mondo ed in particolare della Head Quarter di Tokyo.

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Dal 2012, anno dei festeggiamenti per il 25 anniversario del Ranson Study Group, alcuni allievi abilitati maestri proseguono l’opera avviata.

Attraverso i vari gruppi di studio formatisi la Sogetsu School continua ad espandersi in Italia ed a collaborare con i colleghi presenti in altre parti del mondo.

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Nell’aprile 2017 le è stato conferito l’A.W personalmente in Tokyo dalla attuale Iemoto Akane Teshigahara quale riconoscimento dei meriti relativi all’appassionato impegno dimostrato nell’insegnamento e la diffusione dell’arte Ikebana in Italia nel lungo arco di tempo dalla fondazione del Ranson Study Group.

Attualmente continua ad occuparsi attivamente con immutata passione all’arte Ikebana ed a partecipare agli eventi organizzati dagli Study Group in Italia diretti dai suoi ex allievi divenuti Capi Gruppo.

Ringrazio personalmente la signora Alicino per queste tre puntate di ricordi sul mio blog. Con lei ci sarà modo di incontrarsi durante il workshop internazionale tenuto da Lucio Farinelli e dal sottoscritto che fortunatamente è già quasi tutto esaurito. La signora Alicino terrà una conferenza (vedasi locandina sotto) aperta a tutti non solo alle nostre allieve e alle rappresentanze che vengono dall’estero per questa occasione, ma anche per chi è interessato al mondo dell’ikebana o appartiene ad altre scuole. Sarà sicuramente un momento di cultura, storia ed emozione.

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Concentus Study Group

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Per chi segue, legge o fa gli screenshot del mio blog di sicuro non è passata inosservata la mia passione per Van Gogh a cui ho dedicato un ikebana anni fa durante una mostra e di cui parlo spesso nelle mie conferenze ienerenti l’ikebana, come al MAXXI, alle Gallerie degli Uffizi o pochi giorni fa a Merano.

Potrebbe sembrare una forzatura parlare di Van Gogh in una conferenza sull’ikebana se non si trattasse della Sogetsu e gli stretti rapporti che, da sempre, essa ha con l’arte dal  Surrealismo alla Land Art agli Happening (come fece lo Iemoto Hiroshi Teshigahara a Milano) per non parlare di temi “comuni” con la Bauhaus.

Quindi con molto piacere mi sono recato alla conferenza organizzata dalla Galleria Contatto che vedeva la presenza della dott.ssa Claudia Bianconi e che aveva per titolo: L’ARTE GIAPPONESE E PRIMITIVA VISTA DA VAN GOGH, GAUGUIN E PICASSO.

Gentilmente accolto dalle organizzatrici ho avuto il piacere, preconferenza, di scambiare alcune opinioni con la dott.ssa Bianconi circa alcuni miei presupposti su Van Gogh e temi del Giappone come il wabi-sabi, ma soprattutto argomentare a tutto tondo di arte e scambi tra Oriente e Giappone con una persona molto più esperta, ovviamente, di me e che ha un forte dono divulgativo. E’ stato interessante vedere assieme come ci siano dei rimandi tra l’arte moderna e l’ikebana Sogetsu. Un esempio su tutti (ne discutevamo a fine conferenza) la tipologia cromatica del quadro del Seminatore di Van Gogh (anche in base alle lettera del pittore al fratello Theo in cui spiega il perché di quei colori) e le cromie di base del maze-zashi della scuola Sogetsu.

Ma torniamo alla conferenza che è stata davvero suggestiva ed interessante (peccato per chi se l’è persa) grazie alla bravura della dott.ssa Bianconi che attraverso slide ha saputo ben sintetizzare e spiegare un argomento così ampio e complesso soffermandosi più sul rapporto tra Van Gogh e il Giappone che sull’arte primitiva (grazie!). Ovviamente la sua bravura è indicativa di come la Galleria Contatto organizzi al meglio queste conferenze (prossimo appuntamento il 5 giugno – spero di essere rientrato da Salisburgo per non perdermela – Surrealismo: viaggio nell’inconscio di Dalì e Magritte) e non si limita solo a questi eventi, ma prossimamente ha in programma un workshop giornaliero di Xilografia. Un’Associazione quindi da tenere d’occhio.

Concentus Study Group

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Al Merano Flower Festival, oltre alla mostra Sonne – Luna e alla conferenza/ dimostrazione c’è stato chiesto di realizzare un workshop per chi fosse interessato ad avvicinarsi a questa particolare arte.

Con Patrizia e Lucio, in perfetta sintonia, abbiamo deciso di fare le cose, come sempre devo dire, in maniera giusta e professionale fornendo, a tutti gli iscritti, appropriati contenitori. Se ci deve essere un avvicinamento a questa arte non può essere fatto in maniera grossolana; un investimento è necessario con la speranza, sempre, di rientrare nei costi. Quindi dal nostro fornitore romano Anthos Group s.a.s. abbiamo acquistato dei suiban di plastica (20) che poi abbiamo portato in treno fino a Firenze e quindi caricati sulla macchina di Silvia Barucci. Non è possibile usare altra tipologia di contenitore perché l’allievo non potrebbe capire bene le posizioni del kenzan che non deve nemmeno sporgere dal bordo del vaso come purtroppo ho visto in foto online dove si usavano dei vassoi di Ikea (!). Esempi che spero nessuno segua. L’arte ha una sua dignità e non va svenduta. Ringrazio Marco Zaza e la sua collega che pazientemente si sono messi a farci vedere tutte le tipologie di contenitore in loro possesso (il loro spazio al Mercato dei Fiori di Roma è meraviglioso per tutta l’attrezzatura che hanno!) e ci hanno ordinato quelli di cui necessitavamo.

I due workshop sono stati tenuti dal Maestro Lucio Farinelli con l’assistenza grafica della maestra Ilaria Mibelli andando a realizzare le prime due lezioni della scuolate Sogetsu. Mentre Lucio realizzava, come in dimostrazione l’ikebana, Ilaria alla lavagna disegnava lo schema e scriveva tutte le indicazioni.

Al termine, assieme a loro, il sottoscritto e le maestre Lucia Coppola e Silvia Barucci ci siamo messi a correggere le allieve che si stavano approcciando a questa arte.

Ringrazio Angelika Mühlbauer che ha seguito e realizzato la seconda parte del secondo workshop perché, purtroppo, noi dovevamo iniziare il viaggio di ritorno.

È sempre emozionante condurre le persone lungo i primi passi sulla via dei fiori e fa piacere osservare la titubanza, il timore che hanno nel tagliare il materiale floreale indice di grande rispetto per la natura. Questo perché abbiamo deciso di far realizzare da loro l’ikebana senza alcun suggerimento da parte nostra, dopo le spiegazioni iniziali. Al termine si passava per le correzioni.

Allieve molto attente che hanno ben compreso l’importanza degli equilibri tra materiali e contenitore, di come l’ikebana debba sempre, anche nelle versioni più particolari, dare un senso di naturalezza e non di forzatura e che il kenzan, in quanto strumento, debba essere sempre occultato (al termine con sassolini o durante con il materiale vegetale) e l’acqua presente nel contenitore. Al termine a ognuna di loro ho spiegato come si fotografi l’ikebana avendo anche preparato un luogo atto a questo scopo. Ci ha fatto piacere che, dopo il primo workshop, alcune allieve si siano anche iscritte al secondo e tutte abbiano voluto fare più di un ikebana previsto. Per fortuna avevamo abbondanza di materiale!.

 

Ringrazio Chiara Giani che, oltre a dare una mano pratica assieme a Silvia Sordi, ha realizzato le foto che vedete in questo articolo e Patrizia Ferrari per le traduzioni in simultanea in lingua tedesca.

Primo Workshop

Secondo workshop

Concentus Study Group

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Come promesso ieri, oggi seguono foto della nostra esperienza meranese per ciò che concerne la mostra di ikebana Sogetsu da noi realizzata. Lo so la foto di copertina è un poco fuorviante, ma dopo un’intera giornata a realizzare ikebana vedendo dalle finestre la gente che si rilassava, bè due ore ce le siamo concesse pure noi.

Iniziamo con gli ikebana che, su idea di Patrizia Ferrari, erano ispirati a degli haiku da noi scelti.

Angelika Mühlbauer

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Fiume estivo
là un ponte, il cavallo
passa nell’acqua
Masaoka Shiki (1867-1902)

Lucio Farinelli

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Al profumo dei pruni,
d’improvviso, appare il sole,
sul sentiero montano
Matsuo Bashō (1644-1694)

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Il piccolo salice,
finalmente,
si è inverdito.
Sôseki (1867-1916)

Luca Ramacciotti

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Su un ramo secco
si posa un corvo,
crepuscolo autunnale
Matsuo Bashō (1644-1694)

Lucia Coppola

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La vasta noche
no es ahora otra cosa
que una fragancia.
Jorge Luis Borges (1899-1986)

Silvia Barucci

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All’ombra dei fiori
nessuno
è straniero
Kobayashi Issa (1763-1828)

Ilaria Mibelli

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Insoddisfatto,
ci riprova il tramonto
tutte le sere
Sandro Bajini

Patrizia Ferrari

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Solo l’erba estiva
ricorda i sogni degli
eroi d’un tempo
Yosa Buson (1715-1783)

Chiara Giani

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Fredda come giada bianca
inperla le infiorescenze delle orchidee,
puro come il raffinato
suono del koto
il vento sibila tra gli aghi dei pini
Minamoto no Fusaakira

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In questo mondo
contempliamo i fiori;
sotto, l’inferno
Kobayashi Issa (1763-1828)

Silvia Sordi

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Il labirinto nasconde la via
ma la luce dei fiori illumina
passi incerti.
(Silvia Sordi)

Rumiana Uzunova

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Sboccia un fiore
e li sullo stesso ramo
un altro muore
Nanita

Sono stati poi ideati tre ikebana di ambiente. Ovvero i primi due di Angelika Mühlbauer legati ai magnifici scroll di pittura giapponese che aveva con lei e uno mio ispirato alle decorazioni delle  Terme di Merano e al movimento dell’acqua.

Angelika Mühlbauer

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Luca Ramacciotti

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Ringrazio ancora Patrizia Ferrari per l’ottima organizzazione, l’Azienda del Turismo per averci invitato ed ospitato ed Ilaria Mibelli per tutte le fotografie.

Concentus Study Group

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