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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

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Tag Archives: profumo

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Ricevo l’invito, dalla Fondazione Italia Giappone, per l’inaugurazione per questa mostra (a cui purtroppo per impegni pregressi non potrò presenziare) che vi notifico molto volentieri e che andrò ad ammirare appena possibile.

Cito dal loro comunicato:

Apparizioni. Immagini fluttuanti eppure incisive, oniriche e allo stesso tempo reali, evocative, toccanti. Il Giappone di Massimo Berretta è descritto in tre delle sue caratteristiche essenziali: il pudore, la spiritualità, l’armonia.

Un viaggio tra sogni che intarsiano, con la memoria,  immagini di vita quotidiana. Un cammino, quello di Berretta, dove le foto assumono la forma dell’epifania: rievocazione di colori che, attraverso il fascino del disvelamento, riecheggiano  il respiro dello spirito dei luoghi visitati, all’interno di uno scatto sottratto alla realtà. Un velo colorato è difatti quello che copre tenuamente le immagini, svelate poi di colpo da un lampo temporaneo, un volto si staglia dal caos colorato di un presente che diventa sfondo (Claudio Romanelli).

Concentus Study Group

 

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Di recente su questo blog lasciato spazio ad un’altra scuola di ikebana presente in Italia (la Wafu) ed oggi mi occupo della Scuola Ohara parlandone attraverso un libro di cui ho avuto la fortuna di visualizzare un’anteprima e che credo sia uno strumento molto importante per chi studia questa arte ed un libro piacevole per chi vuol conoscere maggiormente il mondo dell’oriente in tutte le sue molteplici sfumature: “Piante e fiori dell’ikebana” di Roberta Santagostino.

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Roberta Santagostino, nata a Milano nel 1961,e si è occupata professionalmente di grafica. Attratta da tutto ciò che è bello ha sempre amato i fiori, questa passione unita alla predilezione per un’estetica essenziale e pulita l’ha avvicinata al gusto giapponese. Da qui è nato l’interesse per la cultura di questo paese e per l’ikebana, arte tradizionale nella quale linee, forme e colori sono ricercati con cura e messi in luce nelle composizioni vegetali. Dal 2007 frequenta la Scuola Ikebana Ohara presso il Chapter Milano dove ha ottenuto il diploma di IV Master e dove oggi insegna.

Roberta, che ho avuto l’onore e il piacere di averla conosciuta di persona e seguo costantemente la sua attività su Facebook,  ha raccolto una mole impressionante di notizie, curiosità, immagini inerenti la natura e quindi (essendo strettamente legata ad essa) la vita sociale giapponese.

Attraverso i capitoli ci mostra la peculiarità di piante, fiori, il loro impiego nelle composizioni della scuola Ohara, nelle feste giapponesi, nella pittura, nella cucina, nei miti.

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Era dai tempi dei libri scritti da Jenny Banti Pereira che non si aveva un libro così interessante sull’arte dell’ikebana in Italia e che desse informazioni a 360° su tutto ciò che da questa arte defluisce e in essa invece confluisce. Veniamo condotti per mano in un giardino virtuale dove i capitoli si suddividono in base alle piante, ai dettagli sulle stagioni, al loro siginificato tradizionale, all’eventuale impiego nella cucina, nei dipinti, nelle stoffe. Un saggio che va letto e riletto.

Ringrazio Roberta e il sig. Davide Rosti per il materiale fornitomi.

Per informazioni e prenotazioni: Jouvence tel: 02.24861657 / 02.24416383 info@jouvence.it, il libro sarà in vendita anche su tutti gli e-store da Amazon a Ibs a Libreriauniversitaria a Hoepli.

Concentus Study Group

 

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Prendo spunto per il titolo di questo mio blog da un famoso aforisma di Oscar Wilde per parlare del vaso che vedete in foto.

E’ dal 2015 che frequento (ahimè saltuariamente) il laboratorio di ceramica Pots. La ceramica per me è una sfida dato che manualmente non sono mai stato bravissimo e purtroppo non potendo, per impegni, frequentare assiduamente o esercitarmi a casa i progressi sono minimi e lenti. Il maestro Sebastiano Allegrini (ora coaudiuvato dalla maestra Angelica Mariani) è fonte costante di suggerimenti, consigli, aiuti pratici. In questi due anni (in realtà se metto assieme tutte le lezioni forse si tratta di un anno e qualche mese) non mi sono mai voluto avvicinare al tornio esercitandomi nella tecnica del colombino e della lastra. Non è facile tradurre concretamente un’idea in una forma, e ancor meno dare il giusto quantitativo di smalto affinchè durante la cottura non si spacchi oppure dosare smalti che si “muovono” in fase di cottura affincheé non colino troppo.

Ed io non sono mai soddisfatto dei miei lavori, forse non avevo nemmeno la pazienza per lavorare un materiale così tanto duttile che al minimo movimento sbagliato si può rovinare ogni cosa. Il mio Maestro, che ha ovviamente anche un occhio migliore del mio, mi ha sempre incoraggiato, mi ha fatto notare i pregi (se ce ne erano) nei miei lavori.

Uno di essi è anche nella foto pubblicata sul libro “Ikebana inspired by Emotions” e forse è stato proprio il primo di cui son stato un po’ soddisfatto.

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Poi ieri a lezione ho ritirato quello che vedete in foto in alto e per la prima volta mi son sentito davvero entusiasta del mio lavoro. Certo il maestro mi aveva aiutato a realizzarlo, mi aveva consigliato gli smalti da utilizzare e come darli, in fin dei conti son sempre uno studente alle prime armi, ma ero molto felice di ciò che ero riuscito a realizzare.

E non mi capita spesso, riconosco di essere ipercritico nei miei confronti, di pretendere sempre, di non accontantarmi mai dei risultati raggiunti, ma, appunto come dice Oscar Wilde, se ci sentiamo arrivati, è la fine del nostro progredire sia lungo l’arte dei fiori sia verso qualsiasi arte. In questi anni ho visto il maestro Sebastiano (ed ora anche Angelica) sperimentare forme, smalti, impasti, materiali vari, ideare texture, tecniche. Non stanno lì fermi a vantare il loro sapere, lo mettono continuamente in discussione andando appunto sempre a sperimentare nuove vie. E di questo posso solo che ringraziarli.

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Questo è l’invito ufficiale alla dimostrazione di ikebana che verrà realizzata in collaborazione con il museo più famoso al mondo ovvero: La Galleria degli Uffizi.

Per l’occasione utilizzerò dei preziosi vasi di lacca forniti dall’Ambasciata del Giappone.

E’ per me un onore ed un onere che il Concentus Study Group sia chiamato ancora una volta in un museo di prestigio internazionale (dopo il MAXXI e l’Ara Pacis) a rappresentare la Sogetsu nel nostro paese e soprattutto si sia i primi a parlare di ikebana Sogetsu in questo luogo così ricco di storia e di arte.

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A segutio di informazioni inesatte circolate online durante la recente visita di Kawana Sensei in Europa per lo “Special Training Session – Textbook 5” (per primo a farlo in Europa è stata la Francia il 2 ottobre) attraverso il mio blog vorrei fornire la documentazione che attesta che Kawana Sensei venne grazie a Sensei Lina Alicino la prima volta in Italia ben venti anni fa e non di recente come affermato online su Facebook, notizia scritta forse da persone che non conoscono la storia della Sogetsu in Italia e la figura di rilievo che ha avuto Alicino Sensei nel diffondere questa scuola. Dispiace che le persone prima di affermare non si documentino correttamente perché poi le notizie vengono condivise creando una comunicazione errata.

Segue documentazione.

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Sì è inaugurata ieri presso lo studio Arti Floreali e la galleria Frammenti d’arte la personale della pittrice Shoko Okumura.

La Sogetsu, nel suo regolamento per insegnanti, invita a promuovere presso gli studenti l’interesse per ogni tipologia artistica e per questo motivo sollecito sempre e notifico informazioni alle mie alunne in merito mostre da visitarsi perché ogni cosa può essere un imput per la nostra arte soprattutto in un caso come questo dove la natura è la protagonista.

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Per prima cosa mi scuso con l’autrice, ma non avevo con me la reflex e le foto fatte con lo smartphone non rendono minimaente la bravura di questa grande artista, ma le pubblico semplicemente per invogliare le persone che stanno a Roma ad andare questa poetica e suggestiva mostra.

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Molti quadri sono stati realizzati utilizzando, oltre ai pigmenti di colore, anche il gofun che la pittrice mi ha insegnato essere una pasta bianca usata dagli artisti giapponesi come base per i loro dipinti; ottenuta da carbonato di calcio e conchiglie bruciate, veniva spesso mescolata ad altri colori o impiegata da sola come colore bianco.

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La natura, nell’evolversi delle sue stagioni, è la protagonista in ogni singolo quadro come elementi quali l’acqua o il vento. Sono suggetsioni da osservare a lungo e sperdersi in esse.

Ringrazio l’autrice per questa bellisisma esperienza.

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(da sinistra Romilda Iovacchini, Shoko Okumura, il sottoscritto e Daniela Schifano)

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(da sinistra Antonio Alessandria, Luca Ramacciotti – foto di Silvia Barucci)

“Ogni cosa avviene a tempo debito. Se vuoi qualcosa dal profondo del cuore, non demordere, ma allo stesso tempo non accelerare i tempi.
Se vuoi correre il rischio di cogliere un frutto acerbo… accetterai anche la possibilità di perderne il giusto sapore…”
(A.  Alessandria)

Per quanto io da buon toscano sia molto legato alla mia regione (anche con un po’ di “superbia” tipica toscana verso la nostra terra ricca di paesaggi, storia, cultura ed arte) ho sempre subito il fascino della Sicilia e del suo popolo (che forse speculiarmente per certi aspetti di orgoglio assomiglia a noi toscani).

La Sicilia è una terra ricca di arte, contrasti di paesaggi, di urbanizzazione, di costumi. Tradizioni culturali come feste, i miei amati Pupi (a casa ne ho ben 5), misteri che si perdono nella mitologia delle notti dei tempi tra profumi di zagare, gelsomini e mandrole.

Nei miei due (e speriamo secondo il detto tre) viaggi in questa terra incantata ho assaporato la sua varietà artistica (ogni popolo che vi è passato ha lasciato la sua impronta), culturale e… gastronomica.

E se ho letto molti romanzi di autori siciliani (da Verga a Camilleri passando per Pirandello, Quasimodo, Vittorini e Sciascia) o ambientati in Sicilia credo di aver letto almeno 5 volte (la prima fu alle medie) “Il Gattopardo” come so a memoria il film di Visconti.

Dico ciò per introdurre un personaggio (e la sua ultima creazione, lanciata lo scorso settembre, di cui vedrete sotto l’immagine) che ci onorerà con la sua presenza a Roma per illustrarci il suo mondo di profumi e proporci un gioco molto simile al Kōdō.

Antonio Alessandria è il creatore della sua spettacolare linea di profumi che ho incontrato la prima volta due anni fa a Pitti grazie al suggerimento di Marika Vecchiattini.

Un uomo affascinante come i suoi profumi tutti estremamente diversi, ma nello stesso tempo molto siciliani e collegati tra di loro seppur internazionali come emozioni.

Antonio Alessandria nasce a Catania, in Sicilia, il 30 marzo del 1971. Da sempre rivela una passione per tutto ciò che riguarda i sensi. Cresce tra la fascinazione della moda nell’atelier di sartoria della madre e la seduzione della musica classica, grazie agli studi pianistici della sorella.
Tuttavia sceglie un percorso di studi scientifici e si laurea in Ingegneria elettronica. Subito dopo inizia a lavorare per una importante multinazionale nel settore dei semiconduttori. Ma, nonostante l’impegno, non trascura mai di coltivare le sue passioni. Spinto dalla sua formazione scientifica, continua ad approfondire con rigore tutto ciò che lo affascina. Incuriosito sin da piccolo dal mondo del profumo, la folgorazione avviene soprattutto quando si imbatte nel mondo della profumeria artistica. Da quel momento inizia un percorso formativo in Italia con Mouillettes and Co. e continua gli studi di composizione e formulazione presso Cinquième Sens a Parigi. Successivamente approfondisce la materia grazie al contatto con affermati profumieri indipendenti.
Nel contempo, la voglia di condividere la propria passione con gli altri lo spinge ad avviare una nuova avventura: la creazione e la gestione a Catania di un salotto della profumeria artistica, Boudoir 36. Il suo desiderio è quello di ricevere la gente in un luogo intimo, di raccontare la sua passione e di far conoscere le creazioni della più bella profumeria, in un ambiente che facesse dimenticare ogni riferimento geografico e temporale. Nella realizzazione di questo luogo non vuole l’aiuto di nessuno perché lo spazio deve parlare di lui, della sua voglia di “fare” e di raccontarsi. L’inaugurazione avviene il 31 ottobre del 2005. Nel giro di pochi anni Boudoir 36 fa parlare di sè, non solo in città, ma anche altrove e il savoir-faire e la competenza di Antonio Alessandria vengono ampiamente riconosciuti. Prestigiose testate giornalistiche (Financial Times, Repubblica, etc.) hanno parlato di Antonio Alessandria e di Boudoir 36 e le sue conoscenze tecniche sono al servizio dei comitati tecnici di fiere (Pitti Fragranze, Esxence Milano) e di associazioni di settore.
Inoltre Antonio Alessandria mette a disposizione il proprio know-how per la realizzazione di servizi legati all’olfatto ed al benessere (ricerca e scelta personalizzata del profumo, creazione di ambientazioni olfattive per location private o pubbliche, degustazioni olfattive per eventi) ed ha collaborato con attori e registi per “profumare” alcune pièce teatrali. Inoltre ha tenuto anche dei corsi di formazione nel settore del profumo.

Alla fine del suo percorso formativo, Antonio Alessandria sente il bisogno di
esprimere la sua idea di profumeria tramite delle composizioni originali di sua creazione.
Inizia così a pensare ad una prima fragranza che rappresenti il suo gusto e la sua
esperienza con Boudoir 36. Dopo aver abbozzato la struttura della prima formula,
l’immaginazione e la creatività di Antonio si mettono in moto e partoriscono l’idea di un
poema declinato in tre profumi, tomi olfattivi di un racconto dedicato alla luna. Nascono
così Hommage à la lune e il marchio Antonio Alessandria Parfums. Il lancio avviene a
Marzo 2014. Nel Settembre 2015 alla linea si è aggiunta la quarta fragranza, Fleurs et
Flammes, ispirata ad un ricordo di infanzia di Antonio. La quinta fragranza, Eperdument, viene lanciata a Settembre 2016 e parla di un ritorno, via mare, verso la Sicilia.
I profumi Antonio Alessandria Parfums sono disponibili nei migliori negozi di
profumeria selettiva in Italia, ma anche all’estero (Londra, Parigi, Berlino, Dubai, Riyad,
Los Angeles, etc).
Antonio collabora anche con altri marchi di profumeria. Il marchio italiano Nobile
1942 ha vinto nel 2015 il prestigioso premio FiFi Awards in Russia con Rudis, profumo
composto da Antonio.

Vivere è respirare.
Respirare è sentire.
Sentire è vivere una seconda volta.
In un breve istante, l’esperienza sensoriale olfattiva si trasforma in un fenomeno emozionale, astratto ed immateriale.
La percezione di un odore fissa nella memoria un istante in maniera indelebile.
Un profumo che evolve nel tempo, nel susseguirsi di fotogrammi olfattivi, è il racconto di una storia.
Questa è la mia idea di profumo: la narrazione di un ricordo, la descrizione di un’emozione, l’illustrazione di una visione onirica.
I miei profumi sono racconti di storie che riguardano il mio passato, la mia immaginazione e il mio mondo interiore.

(A. Alessandria)

per informazioni sul workshop: Concentus Study Group – Workshop Antonio Alessandria

Locandina FB alessandria

Concentus Study Group

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