Skip to content

Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Tag Archives: Lensball

IMG_4841

(Ikebana e foto di Ilaria Mibelli)

Di recente in un manuale di Bob Cassidy ho letto la seguente asserzione: “Semplicità significa pulizia ed impatto. Non ha nulla a che vedere con le difficoltà del metodo impiegato. Rileggete le ultime due frasi cinquanta volte e non dimenticatevene mai.”

Cassidy non si occupava affatto di ikebana, ma credo che la sua affermazione in questione sia perfetto per il nostro percorso dei fiori e per questo ho preso ad esempio l’ikebana della maestra sogetsu che sta a Livorno Ilaria Mibelli.

Se, come asserisce Sofu Teshigahara nel principio n. 1 della Sogetsu, un bel materiale non fa di conseguenza un bell’ikebana è vero che se andiamo ad utilizzare materiale particolare agli occhi di chi vede, soprattutto se è profano, sembra che si sia fatto chissà che cosa quando magari abbiamo solo appallottolato del materiale e infilato in un vaso in maniera carina.

E’ ovviamente più semplice infilare dei fiori in un vaso  e appoggiare ad esso un ramo per fare una cosa di impatto che scegliere un nageire base come ha fatto Ilaria.

Mi chiederete il perché.

Nello stile libero (anche se in realtà si dovrebbero andare ad applicare liberamente le regole apprese nei khion e non dimenticarle) uno può sostenere che quella è la sua idea, che ha volutamente sproporzionato il tutto (anche se ci si dovrebbe sempre attenere alle 3 misurazioni della scuola) etc mentre nei khion base hai quelle regole prefissate, le posizioni dei 3 Shushi, l’angolazione etc. Se nello stile libero puoi ingannare inzeppando l’imboccatura del vaso con dei fiori a fare da tappo, nel nageire base devi per forza utilizzare (e bene) le tecniche apprese a scuola.

Quindi niente trucco e niente inganno.  La pura maestria da maestra (scusate il gioco di parole) non è nel fare un ikebana velocemente (anche se un maestro per via delle dimostrazioni pubbliche deve poter contare su questa dote), ma farlo bene, alla perfezione.

A partire dalla scelta del materiale. Una volta un’allieva, che si riteneva pronta per essere maestra, mi portò dei finisismi rami di pitosforo e delle brassiche più grandi dei cavoli sotto cui nascono i bambini. tutto sproporzionatissimo.

Ilaria avrebbe voluto abbinare il lauro con la rosa, ma in questo periodo (San Valentino) anche le rose più brutte hanno prezzi proibitivi.  E’ quindi ricorsa a dei fiori similari alle rose per forma ovvero le brassiche, ma, a differenza della persona sopra nominata, le ha scelte piccole facendo sì che per dimensione e forma si abbinassero, senza sopravaricare, ai rami. Un maestro lo è anche nell’abbinare bene i materiali (anzi direi che è il 96% dell’essere maestro).

E nella pulizia visiva del nageire Ilaria lo ha fotografato così senza alcun effetto che potesse celare le mancanze tecniche perché l’ikebana va visto nella sua interezza, non ha un lato nascosto come la Luna.

Spesso, se a lezione avanzano i materiali (dopo averne dati alle allieve anche per portarseli a casa ed esercitarsi oltre a quelli usati durante la lezione), con il maestro Farinelli facciamo dei nageire per mantenerci esercitati. E’ impossibile esercitare un’arte senza mai allenarsi costantemente nelle tecniche perché la perdità della manualità sarebbe immediata.

Non è il saper realizzare un buon soegi-dome che fa un bel nageire, ma è quello che ce lo sorregge. E non è un compito da poco.

Concentus Study Group

 

Annunci

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

20190210_131359a.jpg

Chi mi segue sui vari social sa che ultimamente mi sto divertendo con l’utilizzo della lensball in fotografia.

Ma di cosa si tratta? Sono sfere di cristallo K9 ovvero lo stesso cristallo che viene utilizzato per le lenti della fotocamera e di altre ottiche per le sue caratteristiche di elevata trasmissione luminosa e rifrazione della luce. Ricorda un poco la versione tascabile delle sfere divinatorie dei chiromanti ed è ultra trasparente, un cristallo lucido e temperato, per una superficie perfetta e senza graffi. Con la lensball ci possono “giocare” tanto i principianti che i fotografi professionisti essendo ideata non solo per le  fotocamere professionali ma è anche per qualsiasi fotocamera degli smartphone.

Perché usarle?

Una mia amica mi diceva che non le piace vedere un’immagine “chiusa” in una bolla, invece per me è focalizzare un punto di vista diverso. Non tutte le foto sono belle con una lensball e nemmeno tutti i soggetti sono adatti ovviamente.

49948211_2027552637291673_436726336380207104_n

Però a volte può essere che nel cercare un soggetto adatto noti qualcosa che distrattamente ti era sfuggito.

Ieri ad esempio ero ad un ristorante dove mi sono recato più volte percorrendo il giardino di ingresso, dove ho sempre notato le varie piante (anzi più volte li ho “minacciati” di arborizzamenti), ma non ero mai sceso nei dettagli. Ho osservato il muschio sulla panchina, sul terreno, sul muro.

Era come se in mano avessi una lente di ingrandimento.

Ma non è solo questo. Se si osservano le meravigliose foto di Stefen Lanz, autore anche di una breve, ma intensa guida sull’argomento, si evince che possiamo creare dei nuovi mondi dove la sfera è nelle nostre mani o diviene il soggetto/oggetto/sguardo della nostra foto.

Se prendiamo la foto di apertura di questo articolo e la ribaltiamo (chi ce lo vieta? Anzi su instagram l’ho proprio pubblicata così.)

20190210_131359

avremo, ovviamente un effetto più naturalistico e meno estraniante.

Un gioco? Forse. Per me è uno stimolo verso un altro punto di vista, una nuova ricerca.

Vi chiederete cosa ci incastra tutto ciò in un blog sull’ikebana.

Con la seguente motivazione.

Il cammino dei fiori deve avere sempre occhi nuovi, cercare idee (che comunichino non esibizioni di egocentrismi dobbiamo parlare agli altri non a noi), osservare la natura non solo con i nostri occhi, vedere se delle immagini di una natura “diversa” ci suggeriscono nuove interpretazioni dei temi proposti dalla nostra scuola, osservare come le linee si curvano nella lensball, comprendere come i colori possano mescolarsi o risaltare, vedere un riflesso che ci cambia la prospettiva,

non

fossilizzarsi

MAI

sulle stesse cose

diventando ripetitivi

RIMBALZANDO

sui soliti temi

Se pensiamo (per me cosa molto utopica) di essere bravi su un tema, che questi non abbia più nessun sviluppo per noi, passiamo un altro.

Non dobbiamo diventare fotocopie di noi stessi.

Perché nessun fiore, ramo o foglia è uguale all’altro.

Concentus Study Group

 

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: