Skip to content

Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Tag Archives: Ka-bu-wa-ke

(Mandorlo ritorno, Crisantemi,  Tillandsia)

Quando mi chiamano per un’esposizione di ikebana inizia per me un lavoro certosino di ricerca.  Voglio che la mostra non presenti ikebana similari nè per contenitore, o per materiale e forma.

Quindi si deve fare un ben preciso progetto partendo dal visitare (o almeno vedere in foto se il luogo non è vicino a dove si abita) il posto dell’eposizione a dire agli organizzatori cosa serve (tavoli, alzate, tovaglie, possibilmente di stoffa etc).

Poi si passa a pensare a quali fiori/alberi/foglie si trovano in quel periodo e decidere stili, forme, alternare ikebana più elaborati ad altri (solo in apparenza) più semplici.

Se abbiamo del materiale disidratato o seccato o colorato come utilizzarlo.

Ascoltare idee di eventuali altri ikebanisti che espongono, dare soddisfazione medesima a tutti perchè le preferenze e gli atteggiamenti di altezzosità non fanno parte del mondo dell’ikebana. Ricordiamoci che dobbiamo sempre avvicinarci con spirito puro ad esso.

Scegliere materiale buono, non dobbiamo far perdere tempo a chi visiterà la mostra, ma comunicargli sentimenti positivi, far sì che si fermi innanzi al nostro lavoro per meditare, osservare, sentire.

Tra chi ha fatto l’ikebana e chi lo osserva ci deve essere uno scambio di percezioni e questo no va dimenticato mai. Non facciamo una mostra per darci importanza, ma perchè vogliamo che agli altri arrivi tutto ciò che l’ikebana ha donato a noi.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

(Papaveri, Edgeworthia – Mitsumata)

Ogni volta che mi viene commissionata una dimostrazione o un ikebana mi accorgo sempre che, nonostante le mie premesse, le mie spiegazioni, non si afferra un concetto fondamentale.

L’ikebana non è una composizione di fiori. Non metti dei fiori in un vaso secondo regole ed estetica e lì finisce.

Per progettare, fare un ikebana si deve partire dallo studio, da un’idea, da un contenitore come in una composizione floreale occidentale, ma il nostro spirito, il cammino dei fiori (kado), l’unione tra cielo, uomo e terra, si deve manifestare.

Non si può scegliere dei fiori ed un contenitore e finirla lì. Così si farebbe una composizione di fiori non un ikebana che è un qualcosa che trascende la mera composizione floreale.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,


(Zucca, Melograno, Alchechengi, Prugna, Ribes, Palma, Nido, Gypsofila)

Il morimono nasce dalla tradizione di porgere al visitatore vassoi con sopra i migliori prodotti del giardino. Con il tempo è divenuta una composizione eseguita dagli ikebanisti in quanto vi vengono applicati molti principi di questa arte (da un punto di vista cromatico, di disposizione, di “movimento” etc).

Per questo morimono ho voluto utilizzare frutta che, con i loro colori, richiamassero la stagione in corso.

Inoltre ho usato tre doni ricevuti: la zucca ornamentale, il nido e la palma.

A completare un rametto di gypsofila posto come se fosse un piccolo alberello che sovrasta questo paesaggio di frutta.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

(Pandanus, Gloriosa)

Torno a ricordare che nell’ikebana Sogetsu c’è la possibilità di giocare con i materiali e il mio preferito in assoluto sono le foglie. Aspidistria, quelle di pandano (da non confondere con il phormium di aspetto simile, ma meno morbido e nemmeno della stessa famiglia botanica) o di orchidea , per sempio,  danno molteplici possibilità.

Per questo ikebana sono in realtà partito dal contenitore. L’ho visto e subito mi è balenata in mente l’idea di qualcosa che uscisse esplodendo dall’imboccatura che pare uno spacco. Da lì poi ho pensato alla natura che quando fuoriesce da luoghi insoliti di solito è confusa, aggrovigliata, si fa spazio come e dove può. Così ho iniziato a lavorare le foglie di pandano per rendere visivamente questa idea. Vi ho abbinato delle gloriose che cromaticamente con il giallo riprendono le foglie e il loro particolare aspetto li fa quasi sembrare spontanei fiori dei prati.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

(Bambù, Cypripedium, Canna da zucchero)

Spesso mi accade che vedo un fiore, una foglia, un ramo ed ho l’ispirazione per un ikebana. Altre volte trovo materiale, come la canna da zucchero usata in foto, e me ne innamoro senza avere un’idea ben chiara in mente. Si tratta di materiale secco, non deperibile che accumulo sapendo che prima o poi ci sarà l’occasione giusta.

Alcuni giorni fa mi sono stati commissionati alcuni ikebana per un progetto. Ho iniziato a pensare alle forme, ai colori, alle luci e a provare la tipologia di ikebana. Questo è stato il primo che ha visto la luce.  Mi piaceva giocare con il contrasto delle forme e nello stesso tempo cercare di creare qualcosa di semplice ed elegante.

Una volta smontato l’ikebana ho risistemato il fiore nella maniera che si vede nella foto sottostante (realizzando un piccolo chabana). Quello che mi piace in ikebana che pur mantenendo lo stesso accostamento si può rivoluzionare un intero universo.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

(Anthurium)

L’Ikebana richiede costante umiltà.

Dobbiamo avvicinarci ad essa a capo chino, ascoltare ciò che la natura ci suggerisce, imparare con pazienza gli stili, le forme fino a che non sono diventate parte di noi.

Lo stesso atteggiamento lo adotteremo quando saremo noi ad insegnare. Il maestro deve all’allievo far acquistare l’occhio estetico, artistico dell’ikebana per quanto concerne gli stili base e saperlo guidare nella creatività degli stili liberi. Ma come il maestro insegna all’allievo questi lo fa con il maestro.

Sono sinergie che si scambiano, stati di animo, pensieri, creazioni individuali di arte.

Il maestro che orgogliosamente sta seduto su di un trono non trasmette nè passione nè arte. Sarà tecnicamente molto bravo, ma avrà perso di vista quella spiritualità che è alla base dell’ikebana, quel messaggio di energia che dai fiori arriva agli individui e che da una persona all’altra ritorna alla natura che noi abbiamo ricreato. L’ikebana non è solo un bel centrotavola.

Basti pensare come anche un solo fiore porti una nota positiva in una stanza. Dona subito calore, tenerezza, gioia.

E lo fa con semplicità ed umiltà.

E richiede che noi ci si avvicini a lui con lo stesso atteggiamento.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

(Papiri, Alstroemerie)

Nel secondo anno di studio della Scuola Sogetsu si studia la Variazione N°5 che è fondamentale perché l’allievo per la prima volta utilizza due kenzan e deve scindere uno stile base, od una variazione, in due gruppi (Kabu). Importante è come viene ricreato lo stile, lo spazio che intercorre tra i due kenzan, l’armonia che si instaura tra gli elementi.

Questa variazione è il preludio ad una lezione del terzo anno chiamata Ka-bu-wa-ke dove non ci sono più posizioni fissate del kenzan come nella Variazione N°5, ma sta all’allievo disporre gli steli, i rami, i fiori o le foglie organizzando uno spazio ben preciso, nel quale sia ben visibile l’acqua che intercorre tra i due isolatti, studiare come occultatare il kenzan  (che deve essere totalmente invisibile in questo stile) senza però appesantire la base della composizione.

Il tutto deve trasmettere il senso di armonia e naturalezza che sempre ricerchiamo nei nostri ikebana.

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: