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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

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Tag Archives: Design

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(Ikebana e foto di Luca Ramacciotti – Contenitore di Marco Rubini)

Il tema del V livello della Scuola Sogetsu: Complementing an Art Work è davvero importante perché, per mia fortuna, ho avuto varie possibilità di collaborare con grandi artisti come ad esempio Gioni David Parra per la mia dimostrazione presso la Galleria degli Uffizi.

Ogni volta è un onore ed un onere poter collaborare con un artista perché sono due menti che vanno a collimare assieme, ognuna delle quali con una ben propria caratteristica e gusto personale. E, sinceramente, per me è una sfida, per trovare nuove strade, soluzioni, incrementare la mia creatività (ammesso che l’abbia!) per non ripetere MAI un ikebana già da me fatto anche magari solamente cambiando il contenitore, ma lasciando le linee generali uguali.

Qualche mese fa vengo contattato dall’architetto e designer Marco Rubini che mi chiede se sono interessato ad una collaborazione con lui e come vedo i suoi lavori è amore a prima vista e se guardate il suo sito potrete condividere con me il suo entusiasmo verso la sua elegante ed essenziale creatività.

Sinceramente imbarazzato nello scegliere quale vaso utilizzare (li avrei voluti sperimentare tutti!) chiedo a lui di decidere e con emozione apro il pacco inviatomi.

Due meravigliosi vasi di cui uno sarà utilizzato da Mika Otani sensei durante la sua dimostrazione a Roma nel prossimo novembre 2019 (ma di questo avremo tempo di riparlarne).

Lascio un attimo la parola allo stesso designer: “La serie dei vasi minimi dell’architetto Rubini rappresentano la sfasatura tra forma e significato del contenitore di fiori. L’essenza è quella componente grazie alla quale una cosa è ciò che è, superando i caratteri sensibili che, al contrario, mutano nel corso del tempo. La semplicità è l’assenza di complessità o di complicazione, è indice di naturalezza, modestia, sobrietà e talvolta di ingenuità. L’essenza unita alla semplicità ci permette di arrivare al concetto di minimo, per cui si arriva a sottolineare l’ importanza del contenuto con una forma minima. Il vaso svuotato dal suo valore di contenitore diventa un esaltatore del contenuto : il fiore. La vita. Così il contenitore ridotto al minimo nella sua forma dà importanza all’essenza che contiene, la vita che nel fiore viene espressa nella sua più bella forma.

Nel mio caso avrei usato come contenitore Minimo III. Ma come mettere in risalto una linea così esenziale? Come valorizzarne la pulizia essenziale della forma? La sua geometricità?

L’ispirazione è avvenuta venerdì mattina mentre giravo per il Mercato dei Fiori di Roma grazie (o per colpa) di uno dei fornitori a cui mi rivolgo (Massimo D’Ortenzi) che mi dice di aver trovato dei rami di Gloriosa. Solitamente infatti si trova solo il fiore reciso e lui sa della mia passione per questo fiore. Immediatamente ho la visualizzazione del mio lavoro comprando dei rami di cornus.

Tornato a casa, nonostante un inizio di influenza incombente, mi metto al lavoro decidendo di utilizzare anche delle tecniche di legature apprese durante la mia ultima lezione da Ilse Beunen e ricorrendo a del sottilisismo (e come avrei scoperto molto fragile) fil di ferro rosso.

Come realizzare una struttura che non sia invasiva con il vaso, ma che ne metta in risalto lo stesso la forma? Ovviamente non deve essere qualcosa che, in questo caso (nell’esempio che farò domani dello stesso tema sviluppato con un altro artista vedrete come le cose possono mutare) sia avulso dall’opera d’arte, ma che ne sia parte senza sembrare di soffocarla o che gli faccia da cornice.

Traccio alcuni schizzi del mio lavoro chiedendomi anche come avrei poi inglobato un fiore il cui gambo era sì una linea essenziale come il cornus e il contenitore ideato da Rubini, ma con una corolla così particolare.

Se già il lavoro non era semplice, l’avanzare dell’influenza non mi stava rendendo il compito facile, ma ero talmente entusiasta di questa collaborazione che ho tirato a dritto.

Che un tale designer si fidasse di me da propormi questa collaborazione era talmente un onore che non avrei desistito per nulla al mondo.

Quando finalmente ho ritenuto che il mio lavoro fosse finito ho inviato la foto all’architetto Rubini sperando che fosse soddisfatto del mio lavoro.

Lo ringrazio ancora per la sua risposta.

Concentus Study Group

 

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