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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Felice, in questo istante sono molto felice. E molto stanco, ma ho talmente tanta adrenalina in corpo che potrei rimanere sveglio per ore, ma andiamo per ordine.

Questa mattina alle sei ero già desto pensando alla giornata che mi stava aspettando. Con il maestro Lucio Farinelli stamani siamo andati a prendere la maestra Mika Otani all’albergo dove alloggia per recarci all’Istituto Giapponese di Cultura dove ci attendevano già le nostre allieve (e lo staff dell’Istituto che ringrazio per tutto il loro supporto) che avrebbero fatto da assistenti a Otani sensei nelle dimostrazione del pomeriggio.

Lì ci ha raggiunto il designer Luca Gnizio che per l’occasione ci aveva imprestato due delle sue opere.

Già per la dimostrazione di Otani sensei oltre ai vasi in ceramica del maestro Sebastiano Allegrini avevamo anche l’opera di Luca Gnizio, uno dei nuovi vasi in ferro battuto della Sogetsu (siamo i primi ad usarli in Italia) e domani per il workshop l’insegnante userà il vaso del designer Marco Rubini perché a noi piace coinvolgere i meravigliosi artisti che abbiamo la fortuna di conoscere.

La sala dell’Istituto, nonostante il diluvio su Roma, era per fortuna strapiena e dopo i saluti del Direttore dell’Istituto Giapponese di Cultura e della signora Lina Alicino è toccato a me parlare (per fortuna brevemente) e al Maestro Farinelli.

E poi è salita sul palco la nostra ospite in elegantissimo kimono e ha subito incantato il pubblico con la sua eleganza, la sua passione, la sua velocità e bravura, doti da noi già riscontrate nei giorni precedenti di preparazione.

Come ho avuto modo di dire prima della conferenza, Otani sensei, come tutte le persone davvero di grande livello non usa l’ikebana per mettersi in luce, ma è lei al servizio dell’arte. Niente titoli, niente clamori, ha lasciato che il suo lavoro comunicasse per lei da cuore a cuore.

Riccchissima di spiegazioni durante la dimostrazione ha persino permesso che le persone facessero foto e video. In questo modo anche gli assenti potranno gustare i suoi lavori due dei quali sono rimasti in esposizione presso l’Istituto.

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Noi non possiamo che ringraziarla di questa bellisisma esperienza, come ringraziamo le 47 persone tra i partecipanti del workshop che poi son venute con noi a cena e a passeggio in Rome by night.

Le foto dell’articolo sono di Lorenzo Palombini.

Concentus Study Group

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Prendo a prestito una frase di Henry de Montherlant per il titolo di questo blog in cui spero di non fare errori di battitura o sintassi data l’ora tarda, ma ci tenevo davvero ad esprimere a caldo le mie emozioni.

Tornare a Campomarzio70 è sempre un onore ed un piacere soprattutto quando si tratta di coniugare l’arte dell’ikebana a dei profumi che per la prima volta al mondo sono stati creati appositamente pensando all’arte che mi onore di divulgare.

Come scritto nel precedente post eravamo stati chiamati a realizzare degli ikebana ispirati ad alcuni profumi della maison Floraïku da sistemare nella vetrina e lungo il percorso del negozio.

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Il Maestro Lucio Farinelli ha utilizzato uno dei nuovi vasi in ferro battuto ideati dalla nostra Scuola (e mai utilizzati in Italia per un evento) per illustrare il profumo “I see the clouds go by” (accompagnato dall’haiku I SEE THE CLOUDS GO BY/INDIFFERENT
/TO THE TEA PICKER’S SONG) dove le note erano cassis (assoluta),  fiori di ciliegio e muschio bianco.

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Il sottoscritto, Luca Ramacciotti, invece aveva il profumo “First Dream of the year” (accompagnato dall’haiku FIRST DREAM OF THE YEAR/FIRST WISH/THE MILKY WAY ABOVE) caratterizzato da note di iris concreta assoluta, olio di pompelmo e olio di fiori di arancio. Vaso di Pots.

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La maestra Lucia Coppola invece aveva scelto il profumo “Cricket Song” (haiku WALKING IN THE DARKNESS/A CRICKET SONG/HOW TORRID THE HEAT IS!) i cui sentori erano  olio di Bergamotto, magnolia e olio di vetiver. Vaso di Pots.

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Daniela Bongiorno aveva scelto “Just a Rose” (haiku abbinato Against all odds/All thorns/ Just a rose) i cui sentori principali erano olio di bergamotto, assoluta di rosa e olio di legno di Guaiac. Vaso di Pots.

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Silvia Sordi aveva realizzato l’ikebana ispirato al profumo “Flowers turn purple” (haiku abbinato HOW HIGH IS THE MOUNTAIN/WHILE I CLIMB UP/FLOWERS TURN PURPLE) i cui sentori principali erano olio di basilico,  olio di lavanda e olio di legno di ambra.

Al nostro piccolo omaggio si è unito quello grandioso che Mika Otani sensei ha realizzato durante una dimostrazione che ha  tenuto per il numeroso pubblico convenuto.

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Mika Otani sensei ha conquistato tutti con la sua bravura, eleganza ed entusiasmo regalando agli astanti il suo ikebana (per cui aveva portato anche alcuni elementi dal Giappone) ispirato al profumo “Ao” (haiku abbinato AO INDIGO/FIG INCENSE/SAPPHIRES TURN GREEN)

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Complimenti, sorrisi, entusiasmo, gioia di condivisione per due arti raffinate che hanno visto scendere in campo la professionalità assoluta. Vaso di Lucio Farinelli.

Con piacere abbiamo rivisto anche l’amico Antonio Alessandria anche se si è potuto trattenere poco.

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 (Foto di Luca Ramacciotti)

E’ stato bello ancora una volta questo scambio di energie e di passioni. grazie a tutti.

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Le foto sono di Lorenzo Palombini (salvo dove specificato).

Concentus Study Group

 

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Mercoledì 6 novembre p.v. presso l’essential store di Campomarzio70 si terrà un evento in esclusiva che ci vedrà presenti assieme a Mika Otani sensei.

La maison Floraïku ha editato una serie di profumi di alta classe dedicati all’ikebana (ognuno di loro accompagnato da un haiku appositamente ideato) e l’essential store Campomarzio70 ha deciso di coinvolgerci nella presentazione ufficiale di questa linea di profumi davvero spettacolari. Ci fa paicere ancora una volta rappresentare a Roma in uno spazio così prestigioso l’ikebana Sogetsu.

Da martedì 5 nell’essential store saranno presenti alcuni ikebana nostri ispirati a questa linea di profumi mentre il 6 sera gli ospiti che vorranno intervenire saranno accolti anche da un ikebana che la maestra Otani realizzerà per l’occasione.

Dopo la bellissima esperienza di Essenza torniamo di nuovo in questo particolare paradiso dei profumi a due passi di distanza da Piazza di Spagna per parlare dell’unico sentiero che unisce ikebana al mondo dei profumi (e mai così in maniera evidente oserei dire).

Per chiunque vorrà saremo a disposizione, pronti ad accogliervi, dalle ore 19.15 in poi.

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Concentus Study Group

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Mancano 9 giorni all’evento Sogetsu internazionale dell’anno.

No non ho sbagliato i conti perché prima della dimostrazione presso l’Istituto Giapponese di Cultura Mika Otani sensei parteciperà ad un evento esclusivo nell’essential store di Campomarzio70 dove il Concentus S.G. sarà presente con una mostra a partire da lunedì 4 novembre.

Per l’occasione saranno presentati i profumi della Floraiku maison che ha linee dedicate alla Cerimonia del Tè, Alla cerimonia degli incensi e all’Ikebana. Il 7 sera Mika Otani sensei parlerà ai presenti di cosa sia il mondo dell’ikebana. Siamo felici di rappresentare la scuola Sogetsu in un contesto di così alto livello ed eleganza.

Dato che quest’anno ricorre il centenario della Bauhaus il maestro Lucio Farinelli ha ideato un logo che caratterizzerà l’evento.

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Partendo dall’idea della bandiera Giapponese Lucio è andato a creare un motivo con i colori del logo del Concentus S.G. che richiamasse stilisticamente le opere di Kandinskij di cui ricordiamo il saggio “Punto, linea, superficie” dato che uno dei temi del workshop di domenica 10 novembre tenuto da Otani sensei sarà proprio (Linea, massa e colore).

Pubblicamente ringrazio il maestro Farinelli perchè questa estate tra le mie tournée in Belgio e in Giappone si è sobbarcato tutta l’organizzazione e coordinazione (comprese le cene post giornate per stare tutti assieme) come ringrazio la nostra grafica Silvia Barucci per aver realizzato le due stupende, eleganti e professionali locandine (dimostrazione e workshop).

Quindi per noi inizia il conto alla rovescia e si stanno finalizzando e limando le ultime necessarie cose (nel frattempo io farò anche un salto in Montenegro sempre per lavoro).

Credo che ci aspetterà una settimana piuttosto impegnativa e stancante, ma ricca di accrescimento, di cammino lungo la via dei fiori e ringrazio tutti i membri europei della Sogetsu che saranno in questo cammino con noi.

Concentus Study Group

 

 

 

 

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Spesso sui social si vedono foto tipo questa

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magari con l’aggiunta di un rametto storto grazioso. Ecco sappiate che non sono ikebana “veri”. Sono fiori messi con più o meno grazia in un vaso.

Sempre più si ha l’assioma che fiori storti in un vaso (magari con l’imboccatura stretta che aiuta a inzeppare meglio il materiale) o messi strani in automatico sia un ikebana.

Recentemente il sottoscritto e il maestro Farinelli abbiamo preso lezione in Giappone dalla maestra Kosa Nishiyama e, soprattutto, abbiamo chiamato Mika Otani sensei a tenere un workshop in Italia, proprio per la raffinatezza e l’apparente “semplicità” dei loro ikebana (anche quando fanno grandi installazioni). Ogni elemento al proprio giusto in un equlibrio di forme, colori, movimento. Perché più l’ikebana è impapocchiato e più è palese che si cerca di nascondere magagne tecniche.

L’ikebana deve dare idea di movimento, vita, di liberarsi leggero dal contenitore in apparenza tenuto dal “nulla”.

Nella scuola Sogetsu ci sono due tecniche principali di ancoraggio, talmente importanti che sono tema di ripasso nell’anno in cui si studia da maestri:

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Sono due tecniche che all’allievo, inizialmente, pongono davvero delle difficoltà, ma la soluzione per sconfiggerle è semplicemente allenarsi di continuo.

E non come faceva una mia ex allieva che se li preparava tutti prima e li usava senza mai prepararli di volta in volta perché prima di tutto il legno secca e perde l’eleasticità necessaria e poi perché se non ci si allena… bè le conseguenze sono ovvie.

So che a lezione io sono molto insistente su questo argomento e mi irrito con quell’allievo che sopravvaluta la cosa, ma è un po’ come pensare di costruire un palazzo senza sapere le nozioni necessarie.

Questo perché, e mi ricollego al discorso iniziale e alla foto da me fatta nel vaso bianco in maniera volutamente esagerata, appunto spesso si crede che fare ikebana sia solo mettere in modo carino dei fiori in un vaso e possibilmente inclinati (più inclini più pare ikebana?).

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(Ikebana di Rumiana Uzunova – foto e vaso di Luca Ramacciotti)

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(Ikebana di Deborah Gianola – foto e vaso di Luca Ramacciotti)

Porto come esempio di queste tecniche di ancoraggio del materiale due ikebana che hanno eseguito ieri a lezione due allieve (IV e III livello) per spiegare meglio il concetto.

In entrambi gli ikebana prima di tutto si vede parte dell’imboccatura del vaso vuota e questo dà spazio e slancio vero (senza dove inclinare il materiale per suggerirlo) al lavoro.

Inoltre il materiale pare sgorgare tutto assieme da un unico punto e si “collega” senza sembrare un vicino con poco spazio perché inficcato nel vaso assieme ad altri rami/fiori/foglie.

Quindi con uno stesso vaso a seconda del tema e la forma che daremo al nostro lavoro useremo una delle due tecniche.

Questo se vogliamo fare veramente ikebana.

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Come anticipato in un precedente articolo la maestra Mika Otani sarà a Roma (unica tappa europea) venendo per la prima volta in Italia per tenere una dimostrazione pubblica e un workshop (e non solo questi due eventi, ma non voglio anticiparvi tutte le sorprese).

Per volere della stessa insegnante il workshop sarà aperto a tutte le scuole e non solo agli allievi e maestri della Sogetsu realizzando così il mio sogno di veder tutte le scuole collaborare assieme.

Mika Otani sensei terrà una dimostrazione pubblica presso l’Istituto Giapponese di Cultura patrocinato dallo stesso e dall’Ambasciata del Giappone in Italia e questo ci rende molto onorati e felici.

Ospitando un tale insegnante siamo davvero lieti di poterle far fare la dimostrazione in una sala prestigiosa come quella dell’Istituto a cui invitiamo tutti appassionati, amici o semplicemente curiosi.

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Siamo oltresì onorati che degli artisti ci presteranno dei loro manufatti per la dimostrazione (ma anche su questo al momento lascerei un poco di mistero al momento).

La sera precedente questo evento ce ne sarà un’altro e per ora posso solo dire che sarà piuttosto… profumato.

Il workshop ha un’affluenza di numero notevole per il nostro gruppo che ci vedrà impegnatissimi ad accogliere e coccolare tutte le persone che arriveranno da:

Norvegia

Svezia

Finlandia

Danimarca

Regno Unito

Paesi Bassi

Francia

Svizzera

Germania

Russia

e dal Nord Italia la presenza degli amici della scuola Wafu!

Ormai manca più poco tempo e il programma del workshop (e relative cene perché non viviamo solo di studio, ma anche di convivialità) è già delineato, ma siamo tutti in fibrillazione per questo imperdibile evento di crescita lungo la via dei fiori.

Concentus Study Group

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In attesa che il tifone n° 19 passi e si possa partire per l’Italia, scrivo le ultime righe su questo viaggio giapponese.

Prima di lasciare Kyoto con il maestro Farinelli ci siamo recati (era la seconda volta per entrambi) alla sede dell’Ikenobo.

 

Credo sia un luogo che ogni studioso di ikebana dovrebbe visitare se si reca in Giappone. Ci siamo tornati perché stando a Kyoto era, per noi, doveroso rivedere dove tutto ebbe inizio.

È stata poi la volta di continuare la visita di questa splendida città inseguendo le via del Cha no yu (Chadō).

Abbiamo quindi visitato il tempio Kodai-ji sia per l’esempio dell’architettura della casa da tè di Sen-no- Rikiū

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sia perché il tempio è dedicato a Toyitomi Hideyoshi.

Successivamente ci siamo recati al Kinkaku-ji (uno dei luoghi che prediligo a Kyoto assieme al giardino karesansui del tempio di Ryoan-ji) assieme all’amico ed artista floreale Hanayushi Takaya sia per rivedere questo luogo al di là della bellezza e del tempo sia per rigurdare e studiare un tokonoma di cui aveva parlato il dott. Aldo Tollini durante una conferenza all’Orto Botanico di Roma.

 

Lasciata Kyoto, dopo una rilassante visita a Nara (dove in pratica ho abbracciato tutti i cervi) ci siamo recati ad Osaka, ultima tappa di questo lungo viaggio.

Qui ci attendeva la sorpresa più grande di tutti: essere riconosciuti in metropolitana.

Si trattava di Naoyuki Orita un nostro contatto di Instagram e anche lui studioso di ikebana Sogetsu (è davvero molto bravo). È bello quando un contatto virtuale diviene finamente reale.

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Essere riconosciuti ci ha fatto naturalmente piacere, ma senza montarci la testa perché si sa la grandezza personale è sempre soggettiva 😁

 

Concentus Study Group

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