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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

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Oggi per me è stata una giornata importantissima e a caldo voglio scrivere alcune prime impressioni in attesa poi di fare un post anche con foto che, per fortuna sono state fatte da altri, perché io ero davvero stanco, frastornato, emozionato e assalito da persone con mille domande.

Prima di tutto il mio ringraziamento va all’Addetta Culturale dell’ambasciata la Dott.ssa Yoshimura Yuko e alla Dott.ssa Silvia Caronti sia per la proposta fattami sia per la paziente (c’è stato un fitto scambio di mail tra di noi) e professionale organizzazione portata avanti anche assieme al Dott. Simeone Marco.

Un particolare ringraziamento al Presidente dell’Associazione Piante e Fiori d’Italia per averci donato il materiale per gli ikebana.

Poi alle allieve presenti (grazie Silvia per avermi fatto da assistente), allo scultore David Giona Parra, Maria Cristina Nicotra (finalmente ci siamo incontrati!) e a suo marito e a Barbara Poletti che ha fatto con me il trasbordo della foresta ^_^ Avere animi vicini in questi casi è sempre un balsamo.

Sapere di essere vicino ai grandi capolavori dell’arte mi faceva davvero vibrare le vene nei polsi, come l’idea di utilizzare i preziosi e magnifici vasi in lacca proposti dall’Ambasciata.

Appena avrò foto farò un altro post, ma volevo subito buttare giù l’emozione la felicità di queste ore.

Fare una dimostrazione (e conferenza) in circa 40 minuti (3 ikebana!) è stata una corsa contro il tempo perché si sa l’ikebana richiede tempo e concentrazione, ma spero che le persone presenti abbiano apprezzato e compreso un poco meglio quest’arte.

Un grazie va al Direttore degli Uffizi, il Dott. Eike Schmidt non solo per la presentazione e i ringraziamenti, ma per aver assistito a tutta la mia dimostrazione.

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E un grazie anche ad Alessandro Canino per la sua presenza e le foto.

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E un grazie ultimi, ma non ultimi a Lucio Farinelli che decise anni fa di fare un workshop di Ikebana Sogetsu presso l’Istituto di Cultura Giapponese e alla maestra Lina Alicino che mi fece diventare maestro di quest’arte.

Concentus Study Group

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Grafica di Silvia Barucci, foto di Luca Ramacciotti

Dallo scorso ottobre sono ricominciati i corsi di Ikebana Sogetsu a Roma tenuti dal Concentus Study Group, gruppo ufficiale della scuola a cui appartengono i due direttori del Chapter i maestri Lucio Farinelli e Luca Ramacciotti e le maestre Lucia Coppola, Anne Justo e Giulia Piccone Italiano. Tra le collaborazione effettuate: Ambasciata del Giappone in Italia, Istituto Giapponese di Cultura, Orto Botanico “La Sapienza”, MAXXI, Ara Pacis, Uffizi, Pitti.

Fin da secondo anno di loro attività (2011) i nostri corsi (tutto documentato) si sono caratterizzati per :

  • Una lezione storico/filosofica (gratuita) per introdurre l’allievo alla cultura dell’ikebana.
  • Fornire agli allievi i contenitori, il kenzan e il materiale vegetale (che poi l’allievo porta a casa per esercitarsi).
  • Fotografare (Luca Ramacciotti) i lavori degli allievi svolti a lezione. Le foto in locandina sono infatti del sottoscritto ed abbiamo utilizzato queste per non creare false aspettative con foto (fatte da fotografi professionisti) che poi nella realtà non si avrebbero anche se cerchiamo costantemente di migliorarci e dare sempre di più da un punto di vista professionale.
  • Mandare un file excel (Lucio Farinelli) con il riepilogo di temi svolti a lezione, vasi utilizzati e materiale impiegato nella composizione.
  • Ogni lezione, come da regolamento della scuola, dura da 60 a 90 minuti.

Questo perché ci è piaciuto da subito porci a livello professionale (o almeno ci si prova costantemente migliorandoci) e delinerare una nostra linea di comportamento ORIGINALE in quello che io ho sempre definito “il cammino lungo la via dei fiori”.

Per noi è sempre stato importante essere originali, una matrice vera, non la copia, perché partire fotocopiando ci sarebbe sembrato già mettere un piede in fallo.

Concentus Study Group

 

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Questo weekend, assieme al maestro Farinelli ci siamo recati ad Anversa per fare una due giorni di studio con la maestra Ilse Beunen.

Al di là del piacere di ritrovare lei, il marito Ben (che con la consueta professionalità ha poi fotogrfato i nostri lavori post correzione), conoscere la mamma di Ilse ed una nuova amica che percorre la via dei fiori (la simpaticissima Louise), c’è la gioia di imparare nuovi imput su questa affascinante arte il cui percorso di formazione è un perenne work in progress.

Ilse ci aveva proposto di fare uno studio approfondito sulle tecniche di fissaggio, un percorso che partiva dalle tecniche base (seppur in vasi particolari) a quelle più avanzate compreso un metodo per rendere più scenografici i nostri rami.

A turbare un poco l’atmosfera (e il clima belga non aiutava) un bel mal di schiena, ma pur stando spesso in posizione eretta, piano piano il dolore è diventato un pulsare lontano tanto ero concentrato sul mio lavoro e lo studio. Quindi l’ikebana è pure…. curativo! E non sto scherzando. L’impegno mentale mi stava distraendo dal dolore fisico. Come dice Ilse fai ikebana rilassandoti, sii zen.

Approfitto sempre di queste occasioni, come dei workshop (e questo in pratica ne era una versione privata a tre) per cercare di capire al meglio le tecniche (e in questi giorni ne abbiamo esplorate 6!), di far pratica per cui tendo a dimenticare l’estetica finale del lavoro, ma Ilse con garbo mi riporta sempre sulla diretta via. Per me non è tanto fondamentale fare un bell’ikebana in questi contesti (per quello ho tempo a casa) quanto di fare la giusta pratica.

Abbiamo anche analizzato l’importanza dello spazio e il concetto basico di vuoto, l’idea della vita, del movimento, del “vento tra i rami” che dobbiamo comunicare. Altrimenti non avremo fatto un ikebana, ma un flower arrangement.

Senza dimenticare le pause piacevoli attorno al tavolo parlando di noi, della nostra esperienza, di ciò che abbiamo appreso in passato, di come non si debba personalizzare l’insegnamento dell’ikebana, analizzando le foto e i capolavori degli Iemoto della scuola. Un vero e proprio gioioso simposio, un salotto culturario come si aveva nei tempi passati.

Ilse sa insegnare comunicandoti la passione per l’ikebana e la gioia di apprendere.

Tre degli ikebana realizzati in questi due giorni.

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(Ikebana di Lucio Farinelli – foto di Ben Huybrechts)

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(Ikebana di Luca Ramacciotti – Foto di Ben Huybrechts)

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(Ikebana di Louise Worner – Foto di Ben Huybrechts

Grazie Ilse, alla prossima!

Concentus Study Group

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Ricevo l’invito, dalla Fondazione Italia Giappone, per l’inaugurazione per questa mostra (a cui purtroppo per impegni pregressi non potrò presenziare) che vi notifico molto volentieri e che andrò ad ammirare appena possibile.

Cito dal loro comunicato:

Apparizioni. Immagini fluttuanti eppure incisive, oniriche e allo stesso tempo reali, evocative, toccanti. Il Giappone di Massimo Berretta è descritto in tre delle sue caratteristiche essenziali: il pudore, la spiritualità, l’armonia.

Un viaggio tra sogni che intarsiano, con la memoria,  immagini di vita quotidiana. Un cammino, quello di Berretta, dove le foto assumono la forma dell’epifania: rievocazione di colori che, attraverso il fascino del disvelamento, riecheggiano  il respiro dello spirito dei luoghi visitati, all’interno di uno scatto sottratto alla realtà. Un velo colorato è difatti quello che copre tenuamente le immagini, svelate poi di colpo da un lampo temporaneo, un volto si staglia dal caos colorato di un presente che diventa sfondo (Claudio Romanelli).

Concentus Study Group

 

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Di recente su questo blog lasciato spazio ad un’altra scuola di ikebana presente in Italia (la Wafu) ed oggi mi occupo della Scuola Ohara parlandone attraverso un libro di cui ho avuto la fortuna di visualizzare un’anteprima e che credo sia uno strumento molto importante per chi studia questa arte ed un libro piacevole per chi vuol conoscere maggiormente il mondo dell’oriente in tutte le sue molteplici sfumature: “Piante e fiori dell’ikebana” di Roberta Santagostino.

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Roberta Santagostino, nata a Milano nel 1961,e si è occupata professionalmente di grafica. Attratta da tutto ciò che è bello ha sempre amato i fiori, questa passione unita alla predilezione per un’estetica essenziale e pulita l’ha avvicinata al gusto giapponese. Da qui è nato l’interesse per la cultura di questo paese e per l’ikebana, arte tradizionale nella quale linee, forme e colori sono ricercati con cura e messi in luce nelle composizioni vegetali. Dal 2007 frequenta la Scuola Ikebana Ohara presso il Chapter Milano dove ha ottenuto il diploma di IV Master e dove oggi insegna.

Roberta, che ho avuto l’onore e il piacere di averla conosciuta di persona e seguo costantemente la sua attività su Facebook,  ha raccolto una mole impressionante di notizie, curiosità, immagini inerenti la natura e quindi (essendo strettamente legata ad essa) la vita sociale giapponese.

Attraverso i capitoli ci mostra la peculiarità di piante, fiori, il loro impiego nelle composizioni della scuola Ohara, nelle feste giapponesi, nella pittura, nella cucina, nei miti.

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Era dai tempi dei libri scritti da Jenny Banti Pereira che non si aveva un libro così interessante sull’arte dell’ikebana in Italia e che desse informazioni a 360° su tutto ciò che da questa arte defluisce e in essa invece confluisce. Veniamo condotti per mano in un giardino virtuale dove i capitoli si suddividono in base alle piante, ai dettagli sulle stagioni, al loro siginificato tradizionale, all’eventuale impiego nella cucina, nei dipinti, nelle stoffe. Un saggio che va letto e riletto.

Ringrazio Roberta e il sig. Davide Rosti per il materiale fornitomi.

Per informazioni e prenotazioni: Jouvence tel: 02.24861657 / 02.24416383 info@jouvence.it, il libro sarà in vendita anche su tutti gli e-store da Amazon a Ibs a Libreriauniversitaria a Hoepli.

Concentus Study Group

 

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Prendo spunto per il titolo di questo mio blog da un famoso aforisma di Oscar Wilde per parlare del vaso che vedete in foto.

E’ dal 2015 che frequento (ahimè saltuariamente) il laboratorio di ceramica Pots. La ceramica per me è una sfida dato che manualmente non sono mai stato bravissimo e purtroppo non potendo, per impegni, frequentare assiduamente o esercitarmi a casa i progressi sono minimi e lenti. Il maestro Sebastiano Allegrini (ora coaudiuvato dalla maestra Angelica Mariani) è fonte costante di suggerimenti, consigli, aiuti pratici. In questi due anni (in realtà se metto assieme tutte le lezioni forse si tratta di un anno e qualche mese) non mi sono mai voluto avvicinare al tornio esercitandomi nella tecnica del colombino e della lastra. Non è facile tradurre concretamente un’idea in una forma, e ancor meno dare il giusto quantitativo di smalto affinchè durante la cottura non si spacchi oppure dosare smalti che si “muovono” in fase di cottura affincheé non colino troppo.

Ed io non sono mai soddisfatto dei miei lavori, forse non avevo nemmeno la pazienza per lavorare un materiale così tanto duttile che al minimo movimento sbagliato si può rovinare ogni cosa. Il mio Maestro, che ha ovviamente anche un occhio migliore del mio, mi ha sempre incoraggiato, mi ha fatto notare i pregi (se ce ne erano) nei miei lavori.

Uno di essi è anche nella foto pubblicata sul libro “Ikebana inspired by Emotions” e forse è stato proprio il primo di cui son stato un po’ soddisfatto.

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Poi ieri a lezione ho ritirato quello che vedete in foto in alto e per la prima volta mi son sentito davvero entusiasta del mio lavoro. Certo il maestro mi aveva aiutato a realizzarlo, mi aveva consigliato gli smalti da utilizzare e come darli, in fin dei conti son sempre uno studente alle prime armi, ma ero molto felice di ciò che ero riuscito a realizzare.

E non mi capita spesso, riconosco di essere ipercritico nei miei confronti, di pretendere sempre, di non accontantarmi mai dei risultati raggiunti, ma, appunto come dice Oscar Wilde, se ci sentiamo arrivati, è la fine del nostro progredire sia lungo l’arte dei fiori sia verso qualsiasi arte. In questi anni ho visto il maestro Sebastiano (ed ora anche Angelica) sperimentare forme, smalti, impasti, materiali vari, ideare texture, tecniche. Non stanno lì fermi a vantare il loro sapere, lo mettono continuamente in discussione andando appunto sempre a sperimentare nuove vie. E di questo posso solo che ringraziarli.

Concentus Study Group

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Questo è l’invito ufficiale alla dimostrazione di ikebana che verrà realizzata in collaborazione con il museo più famoso al mondo ovvero: La Galleria degli Uffizi.

Per l’occasione utilizzerò dei preziosi vasi di lacca forniti dall’Ambasciata del Giappone.

E’ per me un onore ed un onere che il Concentus Study Group sia chiamato ancora una volta in un museo di prestigio internazionale (dopo il MAXXI e l’Ara Pacis) a rappresentare la Sogetsu nel nostro paese e soprattutto si sia i primi a parlare di ikebana Sogetsu in questo luogo così ricco di storia e di arte.

Concentus Study Group

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