Skip to content

Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Quando mi chiedono cosa sia l’ikebana la risposta più semplice è: arte dei fiori giapponesi. Non è facile sintetizzare anni e anni di studio senza fare una conferenza anche perché, spesso e purtroppo, l’ikebana in Europa è pensato (e purtroppo anche realizzato) come qualcosa di strano quando, se vediamo gli artisti giapponesi, in realtà è un’applicare concetti e forme in maniera creativa.

Mi spiego meglio. Se facciamo degli ikebana ispirati all’inverno metterci dei pezzi di ghiaccio è tautologico e didascalico. Dovremmo creare qualcosa che ci ricordi quella stagione. Come è abbastanza ormai noioso continuare a vedere ikebana fatti con le forchette (spesso solo mere sculture che non hanno nulla dei principi dell’ikebana realizzato con il solo materiale non convenzionale) o con stecchette o con bucce di cipolla… insomma va bene essere creativi, ma ricordiamoci sempre la grande lezione dello scultore Manzoni per criticare l’andazzo di una certa arte moderna.

Certamente è più facile fare la cosa strana, che la gente per non sembrare che non la capisca ti scrive che è bello o mette i like, che non andare a decontestualizzare gli ikebana proprio come fanno in Giappone.

Per tale motivo con il mio gruppo non siamo mai andati a fare cose forzatamente strane, ma abbiamo portato l’ikebana fuori dal suo consueto contesto (profumi, chef, moda ecc) come nessuno ha mai fatto prima in Italia (e in Europa). Questo è veramente pensare fuori dagli schemi perché se devi fare un ikebana che ricordi un determinato piatto o un profumo, la gente che lo vedrà, automaticamente, dovrà avere in mente quell’associazione.

Personalmente ho visto come i principi e l’estetica dell’ikebana abbia ormai da anni influenzato il mio lavoro anche perché volutamente ho iniziato ad applicarli alla messa in scena sia visivamente sia quando devo preparare un numero con un performer.

Partendo dall’idea vedo quali elementi tra di loro combaciano perfettamente, quali possano dare un contrasto interessante, cosa è superfluo, cosa mi dà idea di movimento ecc.

Non mi sarei mai aspetttao però di presentare queste mie idee e l’ikebana a dei prestigiatori professionisti anche perché temevo di annoiarli e invece li ringrazio per le domande molto interessanti poste al termine del mio intervento.

Il Magic Workgroup capitanato da Filippo Cignitti, mi aveva chiesto di tenere ieri un mio intervento durante la serata dove i vari prestigiatori presentavano idee ed effetti da loro creati. Incontri per me molto stimolanti perché mi danno spunti e imput inerenti al mio lavoro e sono fondamentali le discussioni che seguono ai vari numeri presentati tutti col fine di sviscerare al meglio la presentazione.

Ho riflettutto su come far comprendere cosa fosse l’ikebana e, nello stesso tempo, come l’applichi a regie e scene e, ricorrendo alle foto di alcuni miei lavori che scorrevano sul mio pc, ho delineato una scaletta con continui riferimenti alla messa in scena.

E’ stato molto stimolante fare questo percorso anche perché è una parte legata a un altro progetto che ho in dirittura d’arrivo, ma soprattutto io penso che se si fa arte o spettacolo dobbiamo essere curiosi e interessati a qualsiasi argomento che può, un giorno essere uno spunto, una riflessione per un atto teatrale.

Concentus Study Group

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: