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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Il 25 gennaio scorso annunciavo il corso online che si sarebbe svolto con il fotografo Andrea Lippi organizzato dal vulcanico Carlo Scafuro ideatore anche di TAKUMI lifestyle (che ringrazio anche per la coordinazione del tutto).

Del primo incontro ho visto la registrazione perché ero impegnato, ma subito mi sono accorto che Lippi aveva condensato in un’ora e mezzo moltissimi concetti teorici e pratici che avevano rivoluzionato le poche certezze che credevo di avere sul mondo della fotografia.

Le foto all’inizio le facevo con una mia piccola compatta, la mia prima macchinetta digitale. Le opzioni di luce erano due. Nel sotterraneo della casa della mia insegnante dove c’erano due lampadine accese o a casa sfruttando la luce dalla finestra. Stop.

Ikebana realizzato a lezione da Lucio Farinelli
La mia prima macchina fotografica digitale

All’epoca ero uno dei pochi che avevano l’antesignano dell’odierno smartphone ovvero il BlackBerry Curve, ma le foto erano leggermente guardabili anche perché serviva soprattutto per telefonare e vedere la mail.

Al di là della bruttezza dell’ikebana (ma questo all’epoca passava il convento) le foto erano di questo genere.

Oltre, ripeto, la bruttezza del lavoro da me svolto e gli errori tecnici, basta vedere come sono bruciate le iris per capire gli errori, ma sia io, sia il M. Lucio Farinelli si andava a tentoni non essendo coaudiuvati da nessuno. E non vi dico che orrori pubblicammo sulla prima versione del nostro sito tentando di eliminare quadri e centrini nelle foto fatte a lezione.

Nemmeno con la seconda insegnante le cose andarono meglio dal punto di vista fotografico visto che lo spazio era abbastanza buio e con le pareti colorate, ma soprattutto nessuno (e già esistevano Flickr e Myspace) comprendeva come la fotografia si stesse per imporre a 360° diventando un mezzo di comunicazione davvero alla portata di tutti. Anzi una delle insegnanti avrebbe preferito che disegnassimo gli ikebana realizzati invece di fotografarli.

Nel frattempo era morta (letteralmente) la mia compattina e passavo alla mia prima reflex comperandone una, su consiglio di Lorenzo Palombini, adatta alle mie esigenze mentre mio fratello per Natale mi regalava un cavalletto. Da un negozio di stoffa al metro comprai dei lenzuoli neri, bianchi e blu e quelli furono i nostri primi sfondi. Ma eravamo ancora di luce naturale anche se tra reflex e cavalletto la sfangavamo… tanto che io ci vinsi il concorso della Sogetsu.

Per l’occasione avevo utilizzato un mobiletto di cucina nerp come base, il telo nero e la luce che arrivava dalla finestra di destra.

Rispetto al passato ci sentivamo già più bravini, ma per fare una foto si accendeva un cero alla Madonna e si diceva il rosario nell’attesa che arrivasse la grazia e uno degli scatti fosse pubblicabile.

Poi fu la luce con ombrellini e softbox! Alternavamo i teli (che andavano sempre stirati!) ai fondali, che mi regalò sempre mio fratello, ai fogli di cartoncino bristol come ci aveva insegnato Palombini.

Perché tutto questo amarcord? Perché oggi abbiamo smartphone sofisticati e ci illudiamo di poterli sostituire alle macchine fotografiche (i cui costi nel tempo sono andati davvero ad abbassarsi soprattutto se comprendiamo che non ci serve un’attrezzatura da National Geographic) e qui mi ricollego al corso (dove comunque Lippi ha spiegato pro e contro degli smartphone e anche come usarli).

Ho seguito vari corsi di fotografi professionisti e anche di persone hobbiste e siceramente tra i due c’è non un divario, ma un burrone. I primi (i professionisti) sanno insegnarti in maniera pratica e anche adottando soluzioni piuttosto economiche o “casalinghe”, i secondi ti fanno comperare di botto attrezzature sofisticate che forse utilizzerai al 45% proprio perché non hanno l’esperienza sul campo. Lippi stesso ci sta aiutando ad utilizzare ciò che abbiamo a portata di mano proprio perché non tutti possono dotarsi di determinate attrezzature.

Ieri sera seconda lezione di Lippi con esempi pratici di come andare a illuminare i fiori e i bonsai e il mondo ha assunto nuove spettacolari sfumature anche perché con pazienza ha risposto a tutte le nostre domande e dubbi.

Andrea ci ha fatto vedere con passaggi step by step come andare a mettere in risalto trasparenze, colori e dettagli dandoci davvero dei notevoli imput. Certo ci si “complica” la vita perché non ci accontentiamo di ciò che abbiamo a portata di mano, ma credo anche in questo si dimostri se amiamo davvero un’arte. Anche l’ikebana (o il bonsai) più bello fotografato male diviene brutto.

M dispiace che il 4 marzo sia l’ultima lezione prevista. Spero tanto in un nuovo ciclo di lezioni e che Lippi possa venire anche a tenerci un workshop dal vivo. Nel frattempo dovrò imparare a memoria le registrazioni delle lezioni online effettuate perché già rivedendo la prima sessione per la seconda volta ho notato nozioni che mi erano sfuggite. Perché Lippi è davvero molto generoso in questi meravigliosi incontri.

© Andrea Lippi

www.sogetsu.it

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