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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Lo scorso settembre ero a Liegi per “La forza del destino” che andava in scena all’Opéra Royal de Wallonie per la regia di Gianni Santucci e sul tulle, che fungeva da sipario, era riportato un mazzo di tarocchi mescolato e lì ebbi l’idea di proporre alle mie allieeve degli ikebana ispirati a essi.

Il mio interesse per i tarocchi risale alle scuole medie quando lessi “Il castello dei destini incrociati” di Italo Calvino. Era la prima volta che incontravo i tarocchi e mi affascinò come Calvino avesse ideato ogni storia in base a quel mazzo di carte. Successivamente avrei ritrovato, nel corso della mia vita, diverse volte quel mazzo di carte sia attraverso amici interessati all’esoterismo, sia a fumetti come quelli di Dylan Dog sia per la prestigiazione perché sono usati in molti effetti, anzi consiglio i libri, per chi è interessato, di Matteo Filippini dal titolo Tarot Magic (disponibile anche nel formato ebook) e Sortilegium.

Un altro libro, che, secondo me, trova radici in quello di Calvino, è “Scrivere con i tarocchi. Dal viaggio dell’eroe al viaggio del matto. Usare i tarocchi per raccontare una storia” di Alfonso Cometti e Grazia Giardiello. Quindi i tarocchi sempre visti come un mezzo di espressione e comunicazione.

Quindi tornando a noi…. tarocchi e ikebana. Per me queste sono sfide di creatività interessanti perché attraverso il tuo lavoro devi esprimere ciò che qualcun altro ha ideato. Come scrivevo già per i lavori su Klimt trovo questi temi molto fuori dagli schemi più che fare un ikebana con le forchette perché lo strano senza vincoli è sempre più facile e alla portata di tutti da realizzare.

Dei tanti possibili mazzi da scegliere (da quelli storici come quello di Marsiglia o quello Sola Busca a quelli più moderni e a vario tema come quelli disegnati da Massimo Alfaioli) ho puntato l’attenzione su quelli di Oswald Wirth per i disegni e i colori utilizzati. Sono forse uno dei mazzi più noti e soprattutto avevo anche il suo libro in maniera da dare anche una possibile traccia tematica di interpretazione alle allieve che ne avessero fatta richiesta.

Mentre tutti sceglievano liberamente, personalmente, ho puntato subito alla carta del Bagatto per ciò che sta a significare e a tal fine mi sono anche comperato da Tra palco e realtà una delle bacchette artigianali realizzate da Orietta mentre per la coppa ho utilizzato un incensiere che comprai in Oman durante una tournée

Nei primi mazzi il Bagatto è rappresentato come un giovane artista di strada, un prestigiatore; su un tavolo ci sono gli attrezzi del suo mestiere. In alcune raffigurazioni gli attrezzi ricordano i quattro semi degli arcani minori: una coppa, una moneta, una spada e un bastone. Nei mazzi Visconti-Sforza ha un mantello rosso su una tunica verde. Ricorda anche il ciarlatano e il prestigiatore nelle fiere e nei mercati medievali.
A partire dai tarocchi marsigliesi il prestigiatore tiene il bastone nella mano sinistra, come se fosse una bacchetta magica; il giovane artista solitamente non guarda verso lo spettatore ma in un punto distante dal suo stesso tavolo. Sulla carta comincia a comparire il numero 1 in cifre romane. L’abito è rosso e blu con alcuni particolari in giallo, particolare ripreso in molti mazzi successivi.
In seguito il Bagatto è stato raffigurato anche come un artigiano intento a svolgere la sua arte nel proprio laboratorio, per poi evolversi nel Mago delle raffigurazioni cartomantiche contemporanee.
Nei tarocchi Rider-Waite l’uomo guarda lo spettatore ma questa è una rappresentazione poco seguita in seguito; è un mago che indossa un mantello rosso su una tunica bianca e sulla testa ha il simbolo dell’infinito. È circondato da fiori e ha la bacchetta nella mano destra sollevata, mentre la mano sinistra è abbassata.
Ikebana e foto di Luca Ramacciotti

Il maestro Lucio Farinelli invece ha puntato sulla carta delle Stelle.

Nei tarocchi Rider-Waite ed in quello di Marsiglia la carta raffigura una donna nuda, in riva ad un ruscello. Ha nelle mani due brocche con una delle quali versa un liquido nell’acqua e con l’altra sulla terra. La donna richiama il pantheon delle divinità femminili accostate all’acqua e quindi alla vita, tra cui Venere, Afrodite, la gran Madre di tutte le creature Matrimah, e via dicendo; con queste infatti condivide anche la rappresentazione, nella sua nudità e nell’eleganza delle forme.
In cielo brilla una grande stella ad otto punte, attorniata da altre sette stelle più piccole, che potrebbero rappresentare l’Orsa Maggiore oppure le Pleiadi. Il numero non è casuale, infatti l’otto è il numero dell’infinito, dell’ordine cosmico e di ciò che veglia su questa donna, richiamato anche nella dicitura dell’Arcano 17 (1+7=8).
Nei mazzi più antichi è raffigurata una donna in piedi con il viso rivolto ad una stella.
Ikebana e foto di Lucio Farinelli

La maestra Silvia Barucci ha scelto la carta che per eccellenza spaventa i profani anche grazie a tantissimi romanzi e film/telefilm a carattere orrorifico. Una carta che spesso nemmeno è nominata, ma che nella realtà dei fatti può significare un cambiamento positivo anche visto nell’idea di cammino iniziatico (e infatti è posta a metà del mazzo) che i 22 Aracani Maggiori rappresenterebbero.

Nei mazzi tradizionali è rappresentata come uno scheletro armato di falce, come nell’iconografia comune. Nei mazzi Visconti-Sforza anziché una falce impugna un arco.
Spesso lo scheletro è avvolto in un mantello e falcia teste e membra umane tra germogli di piante. Nei tarocchi marsigliesi non veniva riportato il nome sulla lamina ma solo il numero 13, per paura che, nominandola, la morte potesse giungere inaspettata; al timore attorno a questa carta è collegato uno dei tanti atteggiamenti superstiziosi che si collegano al numero 13. In alcuni mazzi la didascalia della carta c’è ma compare come IL TREDICI, sempre per allontanarsi dal tabù della morte.
Nei tarocchi Rider-Waite è rappresentata come uno scheletro vestito con un’armatura nera su un cavallo bianco, che regge uno stendardo che raffigura una rosa a cinque petali. Al passaggio del cavaliere, un re è già caduto, alcuni fanciulli sono in agonia e un vescovo è ancora in piedi ma in procinto di cadere. Sullo sfondo il sole sta tramontando o sorgendo tra due torri.
In altri mazzi è raffigurata come Anubi, il dio egizio dei morti.
Ikebana e foto di Silvia Barucci

La Maestra Ilaria Mibelli ci racconta, con queste parole, la realizzazione del suo lavoro: Il Maestro Luca Ramacciotti grande appassionato di arti magiche un giorno, un giorno qualsiasi così come ce ne sono tanti, niente presagiva un tale scombussolamento, lancia un nuovo tema: “Che pensate se realizzassimo degli ikebana ispirati ai venti Arcani Maggiori?” Arcani Maggiori? Faccio fra me e me, e cosa sono? Veloce ricerca su internet e…I Tarocchi! Beh più ignorante di me su certi temi penso non ce ne sia, tutto quello che so è che ci si legge il futuro. Vabbè una senza fede alcuna, neppure alla lettura delle carte crede! Comunque la cosa mi intriga. Ci fornisce le carte a cui fare riferimento, fortunatamente, e non c’è altro che mettersi al lavoro. Ho guardato le carte per giorni, poi ne ho selezionate alcune quelle che più mi ispiravano e infine ho preso la mia decisione: La Forza sarebbe stata la mia carta. Ho realizzato il mio lavoro, Complementing an Art Work, non avrei letto il significato della carta sin dopo aver fatto l’ikebana, non volevo che potesse condizionarmi. Beh comunque in conclusione non so se sono stata io ad aver scelto la carta oppure se è stata la carta ad aver scelto me, però mi ci sono ritrovata molto.

La donna simboleggia la fortezza, la disciplina, la forza interiore, il coraggio, la sicurezza.
Nei tarocchi Rider-Waite la carta presenta il numero otto, invece dell’undici, che ha invece La Giustizia, per l’influenza della posizione astrologica dei segni zodiacali del Leone e della Bilancia, simboli delle carte.
Ikebana e foto di Ilaria Mibelli

Silvia Pescetelli (in attesa di ricevere il diploma da maestra) ha scelto un’altra delle carte più temute del mazzo dai profani, ma che in realtà può anche simboleggiare un cambiamento. La lettura è sempre ambivalente e rapportata alle altre carte che hanno attorno.

Nei tarocchi Rider-Waite la carta raffigura una montagna con una torre, con una corona in cima, colpita dal fulmine. Due personaggi, di cui uno incoronato, cadono dalla torre.
Nella tradizione più antica, riconducibile ai tarocchi di Marsiglia, la carta viene definita come La Maison Dieu (“La casa Dio”) e raffigura una torre scoperchiata da cui esce una fiamma che sale al cielo.
Ikebana, foto e vaso di Silvia Pescetelli

Daniela Anca Turdean ha estratto dal mazzo degli Arcani Maggiori La luna.

Iconograficamente è rappresentata da due lupi (o cani) che ululano alla luna fra due torri, e da un gambero che emerge dall’acqua. I due cani fanno guardia all’unico passaggio a volte rappresentato da un sentiero che passa fra le due torri, mentre la luna, vista piena o in primo quarto, irradia con la sua luce il paesaggio.
Ikebana e foto di Daniela Anca Turdean

Neicla Campi, che sta per iniziare il V livello del corso, ha scelto la carta dell’Imperatore.

Un sovrano con una lunga barba grigia o brizzolata, seduto maestosamente sul trono (però nel tarocchi di Papus è un faraone). Nella mano destra tiene lo scettro (in alcuni tarocchi è sormontato da un globo con la croce, in altri da un fiordaliso). La sinistra, in alcuni, è chiusa a pugno, segno di fermezza, in altri, regge il globo. Accanto, alcuni presentano uno scudo con un’aquila. Sono quasi tutti di profilo, rivolti verso la nostra sinistra. Nel tarocco di Gébelin, l’Imperatore è rivolto verso destra, e nel tarocchi Rider-Waite è rivolto di fronte e sembra un re sassone. Le gambe sono in genere leggermente incrociate (ma non nel tarocco di Rider-Waite).
Ikebana e foto di Neicla Campi – Vaso di Tore Coi

Con piacere vedo quando un’allieva che è sempre ai primi anni (per la precisione a metà del II livello) decide di tentare queste sfide per cui ho accolto con somma gioia il lavoro di Giusi Borghini che ha deciso di provare a realizzare un ikebana ispirato alla carta del Sole.

In tutte le versioni della carta, il globo solare, quasi sempre antropomorfo, splende nella parte alta, ma gli altri elementi sono variabili per ognuna delle diverse rappresentazioni. Nei tarocchi marsigliesi sono presenti gocce d’acqua disposte intorno ai raggi solari, e due gemelli sono raffigurati a braccetto o mentre stanno giocando, di fronte a un muro.
In una versione della carta introdotta in Belgio nel XVII o XVIII secolo, un solo bambino è raffigurato, a volte nudo, mentre cavalca un cavallo bianco reggendo una bandiera scarlatta.
In altre versioni successive, in luogo dei gemelli sono raffigurati due giovani amanti.
Sullo sfondo, oltre all’immagine di un muro, sono talvolta presenti dei girasoli.
Ikebana e foto di Giusi Borghini

Ancora una volta ringrazio le allieve che hanno accettato la sfida e anche coloro che avrebbero voluto partecipare, ma con i tempi storici che stiamo vivendo, si sono trovate nell’impossibilità di farli.

E che le carte del destino siano sempre favorevoli al Concentus Study Group!

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