Skip to content

Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Monthly Archives: dicembre 2021

Con l’esposizione Klimt. La Secessione e l’Italia l’artista austriaco torna a Roma, dove 110 anni fa, dopo aver partecipato con una sala personale alla Biennale di Venezia del 1910, fu premiato all’Esposizione Internazionale dʼArte del 1911.

La mostra ripercorre le tappe dell’intera parabola artistica di Gustav Klimt, ne sottolinea il ruolo di cofondatore della Secessione viennese e – per la prima volta – indaga sul suo rapporto con l’Italia, narrando dei suoi viaggi e dei suoi successi espositivi anche attraverso cartoline con dedica che l’artista inviò da varie città italiane.

Il maestro Lucio Farinelli, da sempre appassionato di Klimt e del periodo artistico di quell’epoca, ha quindi ideato, dopo aver visitato la mostra, una sfida per i maestri del gruppo e le allieve che avevano terminato il quinto livello, ovvero ideare degli ikebana ispirati a un quadro di questo straordinario artista.

Come si può vedere dal nostro album “Special Lessons” non è la prima volta che proponiamo al nostro gruppo questa tipologia di lavoro perché ci piace che pensino fuori dagli schemi pur sempre ideando degli ikebana perché è facile fare la cosa “aristica” creando qualcosa di bizzarro che può essere spacciato per originalità quando non lo è il più delle volte.

Ogni persona ha scelto un quadro che lo ispirasse e, coordinandosi, con il maestro Farinelli ha ideato e realizzato il proprio lavoro indagando bene sulle origine e le caratteristiche del quadro opzionato.

Ed ecco il risultato.

Giardino Fiorito – Ikebana di Lucio Farinelli – Vaso di Luca Pedone

Le Sorelle – Ikebana di Luca Ramacciotti

L’albero della Vita – Ikebana di Silvia Barucci – Vaso Sogetsu Ceramic Klin

Fregio di Beethoven (particolare) – Ikebana e vaso di Patrizia Ferrari

Il bacio – Ikebana di Chiara Giani – Vaso di Sebastiano Allegrini

Hygieia – Ikebana di Anne Justo

Le tre età della donna – Ikebana di Ilaria Mibelli

Biscia d’acqua – Ikebana di Silvia Pescetelli – Vaso di Sebastiano Allegrini

Ritratto di signora in nero – Ikebana di Rumiana Uzunova – Vaso di Sebastiano Allegrini

Ringrazio chi ha potuto partecipare a questa iniziativa e vi dico già che è in programma un’altra per fine gennaio, questa volta da me ideata, ma quella è in mano al mistero insondabile del futuro.

Concentus Study Group

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Recentemente mi sono imbattuto, su Facebook, in questo scritto di Andrea Zen-a di cui riporto una parte:

“Nell’apprendimento, teorico e pratico, di un’Arte Marziale, cronologicamente la pratica viene prima: nei primi elementi basilari come indossare l’uniforme ( Keikogi 稽古着 o dōgi 道着), il corretto modo di entrare nel dōjo o praticare il saluto. Poi, le posizioni fondamentali , gli esercizi propedeutici e le prime tecniche. Nel frattempo vengono inseriti gli elementi teorici quali i nomi nella lingua madre dell’Arte, la genealogia dei Maestri, la filosofia che ne è essenza e svariati elementi storici. Il cammino che si fa segue il principio (circolare) del continuo miglioramento Shu-ha-ri (守破離). Ma via via che la padronanza aumenta, la riflessione e l’introspezione su quanto appreso diventano una parte importante della pratica personale. […] Questo perchè alla base dei “vuoti” personali vi è di fatto l’ignoranza (Avidyā अविद्या o mumyō 無明 ) che porta a compiere gli stessi errori, le stesse situazioni di sofferenza (giorno dopo giorno, vita dopo vita).Per questo un’Arte Marziale Tradizionale necessita di un solido impalcato teorico e spirituale per permettere la progressione degli allievi. Infine citando le parole d Bruce Lee: Knowing is not enough, we must apply. Willing is not enough, we must do. “

Tutto ciò può essere benissimo riferito al mondo dell’ikebana e all’apprendimento di questa arte.

Il Concentus Study Group per primo, almeno in Italia, ha ideato il corso di ikebana prevedendo una prima lezione di storia e teoria seguita da due lezioni pratiche. Questo perché è importante inquadrare storicamente la nostra scuola (la Sogetsu) e comprendere il cammino che l’arte dell’ikebana ha compiuto dalle origini fino a oggi oltre a dare quei primi concetti teorici atti allo svolgimento della parte pratica. Questo con la rassicurazione che, man mano che le lezioni proseguiranno, la teoria si amplierà sempre di più come i cerchi concentrici sull’acqua dopo che è stata colpita da un sasso rimbalzante.

Ma come si deve compiere questo cammino? Fondamentalmente con la voglia di farlo realmente. Mi spiego meglio. Prima di tutto dovremo scegliere la scuola di ikebana che si avvicina maggiormente al nostro essere. Non c’è una scuola migliore o superiore all’altra. Per personale curiosità ho preso alcune lezioni della scuola Ohara e seguii un workshop dell’Ikenobo, ma il tutto solo a livello culturale perchè è IMPENSABILE seguire più scuole. Le scuole di ikebana hanno modalità, idee e stili talmente differenti tra di loro che seguirne più in contemporanea, non dimostra che noi siamo bravi o artisti, ma semplicemente che non prendiamo seriamente quel percorso. Lo facciamo tanto per fare qualcosa, per accarezzare il nostro ego. Personalmente ho sempre scoraggiato questo atteggiamento o non accettato allievi che seguono anche altre scuole perché è una perdita di tempo per il sottoscritto e di soldi per l’allievo. Inoltre è palese che le loro composizioni non sono né carne nè pesce. Possono essere corrette tecnicamente, ma non esprimono emozioni.

Ecco per la tecnica mi riallaccio a quanto scritto sopra per le arti marziali. Lo studio dell’ikebana non sono un insieme di tecniche, di posizioni del materiale o del kenzan. E’ osservazione del materiale (a lungo), capire attentamente cosa va rimosso o tento dai rami, come utilizzare al meglio le foglie e quale grandezza, l’andamento di un fiore rispetto a un altro o come si utilizzano gli strumenti in nostro possesso dalle hasami al kenzan. E mentre si compie ciò noi andremo a creare un ikebana.

Studiare ikebana non vuol dire avere molta esperienza dei concetti o perizia nell’applicare le tecniche, ma saper compiere la pratica giusta.

Si deve comprendere quanto sia importante continuamente esercitarsi, ma seguendo le lezioni svolte a scuola. Se stiamo ancora realizzando gli stili base è opportuno a casa fare pratica su di essi e non sullo stile libero anche perché non abbiamo abbastanza frecce al nostro arco per eseguirlo correttamente.

Chi non si esercita costantemente (o tutte le volte che può) non imparerà mai abbastanza; questo deve essere un concetto chiaro. Poi, magari, incontreremo insegnanti che ci dicano quanto siamo bravi e speciali, ma ricordo che il medico pietoso fa la piega purulenta e se siamo già così bravi… abbiamo bisogno di prendere lezioni da un maestro? A che scopo? Per prendere il diploma finale?

L’arroganza personale si deve lasciare sulla soglia dell’aula di apprendimento anche quando la mascheriamo da falsa modestia salvo poi nel privato comportarci in maniera opposta.

Non è semplice camminare in linea retta un po’ perché noi si vorrebbe tutto e subito poi perché le correzioni ci infastidiscono quando in realtà servono a farci crescere.

Ho perso diverse allieve che non volevano essere corrette, ma alla fine non so chi tra di noi abbia davvero perso perché sarebbe tanto più facile per me passare per buona ogni composizione e lodare l’allievo, ma non sarebbe onesto.

Sarà che ogni cosa, sia nel lavoro sia in ikebana, me la sono guadagnata a costo di sacrifici personali e impegno senza contare su legami familiari o di amicizia ad agevolare il mio cammino e le mie collaborazioni, ma ho sempre messo tutto me stesso in questa arte e donato al meglio il mio sapere alle allieve affinché potessero camminare sulle loro gambe.

Per tale motivo sulle foto fatte a lezione non metto loghi o altro del nostro gruppo. Per me non è importante far vedere quante allieve ho o ciò che insegno, ma che loro possano mostrare ciò che hanno creato a lezione.

E del mio stesso avviso è, ovviamente, il M. Farinelli.

Non si fa ikebana per fare la coda di pavone o attirare con loghi o altri mezzi gli allievi. Se noi realizziamo una mostra non è mai organizzata da noi, ma siamo sempre invitati. Sono sempre state tutte collaborazioni vere. Non organizziamo una mostra come Luca Ramacciotti e Lucio Farinelli e poi ringraziamo il Concentus Study Group per la collaborazione….

Le nostre allieve da sempre, e anche qui siamo stati i primi a farlo in Italia, ricevono dopo la lezione tutte le foto degli ikebana e il report dei vasi e materiali usati con la preghiera, per chi vuole o può, di esercitarsi a casa e mandarci le foto per le eventuali correzioni. Naturalmente questi compiti casalinghi non hanno un costo dato che l’allievo si acquista da solo i materiali e noi ci “limitiamo” a delle correzioni su di una foto.

Pratica, studio, pratica e ancora pratica per fare un cammino coerente.

Sennò ci ritroveremo tra superbie, studi che si moltiplicano su vari fronti e maestri “tolleranti” a compiere un cammino così….

Concentus Study Group

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: