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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Ciò che amo dello studio di un’arte è poter entrare in contatto con altri appassionati del settore. Non ho mai compreso lo studio in “solitaria”, ma non solo per l’ikebana anche in teatro o altre mie passioni (come la ceramica). Secondo me senza condivisione non c’è molta crescita.

Il problema si pone, in questa era dei social che offrono mille possibilità (nel bene come nel male) di discernere chi compie il cammino con la giusta passione e serietà e chi si improvvisa o segue un’arte solo come passatempo. Una buona parte di chi pubblica “ikebana” sui vari social non ha mai preso una lezione da un maestro oppure non gli interessa davvero imparare sentendosi già un artista. Se la gente mette i like vuol dire che ha eseguito un buon lavoro? A vedere i like che prendono certe bufale sui social c’è da domandarselo.

Per questo quando si incontrano veri artisti come Elena Karetko la strada diviene più luminosa.

Purtroppo abitando in due paesi diversi non è facile incontrarsi tutte le volte che si vorrebbe e quando venne in Italia per seguire il workshop di Mika Otani avevamo l’idea era di fare un ikebana assieme, ma purtroppo, dati i tempi stretti, non ci fu possibile.

Lo scorso mese Elena mi propose di fare virtualmente assieme un ikebana e un tema che per me fu subito perfetto e nello stesso tempo una sfida: Yin e Yang.

Il Taijitu è uno dei simboli visivamente più noti al mondo e spesso usato (anche il suo significato) in maniera piuttosto banale e non era facile tradurlo in un’immagine floreale scomposta perché l’idea era proprio quella. Elena avrebbe realizzato la parte nera e io quella bianca. Due lavori a distanza che si sarebbero però integrati non solo nel nome dell’Yin e Yang, ma anche dell’ikebana e dell’amicizia.

Ecco cosa dice Elena a proposito della sua parte di progetto: “Il mondo dell’ikebana è sorprendente e vario, la filosofia dell’armonia tra uomo e natura, l’arte di creare bellezza. Attraverso l’ikebana, abbiamo l’opportunità di fare amicizia con persone di tutto il mondo, leggendo il copione dell’anima dell’altro secondo le composizioni ikebana. Ho pensato che sarebbe stato interessante creare un’ikebana con il mio amico Luca Ramacciotti. Viviamo in paesi diversi, parliamo lingue diverse, abbiamo professioni diverse, ma abbiamo una cosa in comune: è l’amore per l’ikebana. Abbiamo deciso di prendere il tema filosofico di YIN YANG – un equilibrio armonioso di opposti finalizzato alla creazione. L’idea ci sembrava molto interessante, ma come creare un ikebana comune a distanza? Abbiamo deciso che ognuno avrebbe fatto da solo la propria associazione con l’elemento-energia. Luca avrebbe preso il colore bianco con un tocco di nero come base, io il nero con un tocco di bianco. Abbiamo deciso di non limitarci nella scelta del materiale per l’ikebana e di mostrarci solo la versione definitiva dell’associazione ikebana.
Nel mio lavoro ho voluto mostrare l’energia oscura dell’acqua, della notte, dell’oscurità, del principio femminile, come un elemento mistico in movimento, destinato alla creazione, alla nascita, che attende l’incontro con l’elemento bianco. È nel buio che nasce il bianco, come se alla fine della notte apparisse uno scoppio luminoso dell’alba.
Ho avuto un grande piacere nel nostro progetto creativo, come se l’orizzonte si allargasse, un altro meraviglioso tocco sulla strada per me stesso. So che molto è possibile se è orientato alla creazione. Mille grazie a Luca per il progetto congiunto!”

Ikebana e foto di Elena Karetko

Per quanto riguarda la mia parte avevo mille dubbi perché il bianco in oriente ha connotazioni ben diverse dalle nostre (come in fin dei conti il nero che in Giappone viene associato al lutto solo a partire dal XIX secolo con il contatto delle usanze occidentali) si va dal colore del lutto a quello dell’inesperienza (nelle arti marziali la cintura del principiante è bianca, quella del maestro è nera) al simbolo (come in Occidente) della purezza e dell’innocenza ed è spesso associato alla sfera divina. Elena e io ci siamo tenuti liberi su materiali e vasi per non influenzarci a vicenda. volevamo due lavori che parlassero tanto di noi quanto descrivessero questa dualità di colori dove uno contiene una goccia di animo dell’altro. Avevo in mente chiaramente che avrei utilizzato le ortensie bianche. Ma come? Ogni contenitore mi sembrava distrarre dall’idea che tutto doveva focalizzarsi solo sui colori dei fiori consapevole che uno è l’opposto dell’altro. Il bianco riflette la luce e tutto diviene poco definito mentre il nero l’assorbe. Inoltre volevo che la forma ricordasse la parte del Taijitu a me assegnato e desideravo che Elena fosse contenta del mio lavoro. Alla fine l’idea che vedete qui sotto dove il nero diviene una goccia nel bainco circostante, ma nello stesso tempo non vie ne annullato e scaturisce dal bianco con vitalità.

Ikebana e foto di Luca Ramacciotti

Ringrazio Elena per la sua proposta e di vivere in un periodo storico dove si ha la possibilità con un clik ci conoscere persone interessanti isolando lontano tutto il rumore di sfondo.

Concentus Study Group

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