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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Ikebana di Lucio Farinelli – Vaso di Sebastiano Allegrini
Ikebana e foto di Luca Ramacciotti – Contenitore di Lucio Farinelli e Akihiro Mashimo

In questo primo maggio dal clima incerto (per dirla con le parole di Franco Battiato: la primavera tarda ad arrivare) come lo è la vita da oltre un anno, più che mai abbiamo bisogno di poesia e bellezza e da qui il titolo di questo post che è una frase di Simone Weil.

Non penso che, presuntuosamente, i due ikebana che aprono il post siano arte e bellezza, ma è un nostro tentativo cercando di onorare al massimo la natura e ciò che ci offre. Tra l’altro, entrambi gli ikebana, sono stati creati con il materiale che era avanzato dalla lezione con le allieve proprio nel rispetto di ciò che la terra ci dona.

Lucio desiderava esprimere la forza della natura, io giocare tra il colore nero dello sfondo e quello del contenitore interno del cestino (nero su nero si annulla) come se i fiori fossero sospesi.

Non so se siano arte o belli, ma di certo sono fatti con cuore e desiderio di mettere in risalto la natura e non noi.

Mi sono anche chiesto, spesso, cosa sia il concetto di artistico in ikebana.

Per me l’artistico è ciò che ti arriva come un’onda d’urto all’animo; qualcosa che ti fa sbattere gli occhi e sorridere. Un ikebana artistico deve far comprendere come la natura sia bellissima e non sminuirla. Per questo motivo trovo molto difficile alcuni temi che la scuola Sogetsu propone nel curriculum di studio perché alle volte si rischia di non fare un ikebana, ma un incidente stradale.

La Sogetsu dallo scorso dicembre stra proponendo dei seminari online per insegnanti davvero interessanti e istruttivi che, oltre a ripassare gli stili base, affrontano proprio i temi più impervi della scuola affinchè siano meglio compresi e, non solo insegnati correttamente, ma anche realizzati.

Un tema piuttosto particolare, che non credo abbia nessun’altra scuola, è Disassembling and Rearranging the Materials. La lezione nel libro di testo viene così spiegata: l’ikebana si realizza prendendo dal terreno dei materiali che vengono tagliati e riassemblati tra di loro nella nostra disposizione floreale. (Quindi un processo che la gente non sa o non percepisce, ma che è conosciuto dall’autore. Questo perché nell’ikebana il materiale deve avere una disposizione che dia sempre un idea di naturalezza.) Dobbiamo quindi, in questa lezione, osservare ogni ramo che utilizzeremo per analizzarne gli elementi che lo compongono e la sua struttura al fine di creare una composizione che possa essere armonizzata con il contenitore (per cui solitamente non deve essere omesso in questa tipologia di lavoro) e quale sia il modo più efficace per “smontare” il ramo o il materiale che abbiamo a disposizione. Questa operazione permette anche di osservare e scoprire alcune caratteristiche del nostro materiale che potrebbero essere sorprendenti o riservarci delle sorprese. Quello che scopriamo dovrà essere il focus della nostra composizione. Ovviamente i fiori che andremo a utilizzare dovranno stare a contatto con l’acqua.

Vedendo le foto allegate alla lezione è palese che il materiale venga “smontato” ma non ridotto a pezzi perché deve sempre conservare una sua forza e bellezza.

Questo tema non viene spesso affrontato perché ci deve essere un intento artistico nel realizzarlo ed è solo uno dei temi proposti dalla scuola. La difficoltà è nel creare qualcosa che dia sempre il senso di naturalezza e mai qualcosa che è stato ridotto al minimo comun denominatore, un tema da studiare attentamente prima di affrontarlo.

lo stesso tema realizzato da Lucio Farinelli

Il problema è affrontare questo tema a lezione perché l’allievo fino a quella lezione (del IV livello) ha sempre trattato il materiale vegetale nella forma in cui si trovava e la tentazione di fare qualcosa di “strano” è subito a portata di mano mentre dobbiamo evitare cantieri di costruzioni o il mostro del dottor Frankestein. E’ un tema già di suo fuori dagli schemi che non dovremo premere il pedale sull’acceleratore.

Riporto qui alcune composizioni fatte a lezione da tre maestre del nostro gruppo e lo faccio con gioia frammista a nostalgia perché fu l’ultima in armonia pre covid.

Ikebana di Silvia Barucci – Vaso di Lucio Farinelli – Foto di Luca Ramacciotti
Ikebana di Patrizia Ferrari – Vaso di Sebastiano Allegrini – Foto di Luca Ramacciotti
Due versioni di Ilaria Mibelli – Vaso di Sebastiano Allegrini – Foto di Luca Ramacciotti

Concentus Study Group

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