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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Tempo fa al sottoscritto e ai maestri Lucio Farinelli, Silvia Barucci e Ilaria Mibelli era giunto l’invito a partecipare a una mostra virtuale organizzata dal Ikebana International Moscow chapter 256. Devo dire un’organizzazione perfetta e certosina partendo dal modulo da compilare a tutti i passi da eseguire e la prontezza di risposte ricevute. Complimenti agli amici moscoviti!

Abbiamo risposto volentieri all’invito sia in rappresentanza del Concentus Study Group sia del Chapter romano di Ikebana International.

Ognuno di noi ha cercato di omaggiare al meglio gli amici che avevano avuto la gentilezza di invitarci cercando di mostrare il nostro sentire attraverso i propri lavori. Aveva ragione un’insegnante che conobbi anni fa la quale sosteneva che gli ikebana rispecchiano sempre la nostra personalità e ci svelano agli occhi di un pubblico attento.

In effetti si vede se un ikebana è fatto con passione, con umiltà, con gioia o a volte anche con tristezza. Un sentimento negativo è di contrasto nella realizzazione di un ikebana, ma spesso la pratica ci porta a illuminare quell’attivo vuoto della nostra vita.

A forza di vedere i lavori altrui si riesce subito anche a comprendere chi ha fatto e cosa, se ne riconoscono gli stili; come si capisce se siamo al servizio dell’arte dell’ikebana o essa è un pretesto per mettere in risalto il nostro ego.

Ci siamo messi dunque a riflettere anche perché non volevamo ripetere tra di noi, per un caso qualsiasi, uno stesso tema. Era inutile che se uno avesse lavorato con le foglie ce ne fosse anche un’altro. Abbiamo subito scartato anche l’utilizzo di solo materiale non convenzionale perché, per quanto sia un tema previsto dalla Sogetsu, non vedo mai i giapponesi usarlo così tanto come avviene in Europa e poi c’è sempre il rischio di mettere solo dei pezzi di plastica o di ferro impilati, più o meno carinamente, in un vaso. Prima di avventurarci in questi contesti non sarebbe male aver studiato approfonditamente l’arte e soprattutto aver frequentato i grandi scultori come ho avuto la possibilità di fare io. Personalmente, proprio per queste conoscenze e aver visto i grandi scultori al lavoro, non mi avventuro molto spesso nel tema del solo materiale non convenzionale perché temo di fare, invece di una cosa scultorea come prevista dalla scuola, quei lavoretti di bricolage che si facevano alle scuole elementari per le feste.

Mentre tutti avevano le idee chiare sul loro lavoro io sinceramente cercavo di comprendere la strada giusta da percorrere per rendere omaggio sia all’ikebana sia alla città di Mosca che avevo visitato per la messa in scena di una Traviata di cui curavo la regia. Proprio pensando a quel lavoro l’illuminazione! Avrei sviluppato il tema degli ikebana in miniatura utilizzando una matrioska dono del soprano Elena Popovskaya con cui avevamo fatto assieme delle splendide Turandot.

E per tornare al discorso fatto prima nel mio ikebana si vede il mio mondo teatrale. L’ikebana svela di noi più di quello che potremmo pensare.

Ringrazio ancora gli amici del mondo dell’ikebana e vi invito a vedere la galleria sia su Facebook sia su Instagram perché ci sono dei lavori davvero molto ben realizzati.

Vi lascio con le nostre due prossime iniziative. La prima a cura di Fiammetta Martegani

mentre la seconda è una mostra ideata da noi. Ho personalmente inviato a tutti gli SG e Branch della Sogetsu l’invito e, con piacere, hanno aderito anche importanti rappresentanti di altre scuole. Il termine per inviare il tutto è il 21 aprile. Festeggiamo assieme la Terra!

Concentus Study Group

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