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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Durante il percorso di studio della scuola Sogetsu abbiamo la “IV variazione “dove uno dei tre elementi principali (Shin, Soe e Hikae) viene “rimosso”. Questo per dare maggiore “leggerezza” al tutto e per sottolineare che tra i tre elementi principali il primo a poter (eventualmente) essere rimosso è il Soe (il secondo elemento posizionato negli stili base). Se tra lo Shin (che comanda le misure di tutto il nostro lavoro) e l’Hikae (il terzo elemento) dobbiamo togliere ancora un elemento sarà proprio il ramo che comanda e non l’Hikae. Questo perché l’Hikae dona tridimensionalità al tutto, è quello che caratterizza l’ikebana in quanto tale dato che, solitamente, per Shin e Soe usiamo rami o foglie (più raramente fiori) mentre l’Hiake è sempre e solo un fiore.. Infatti ci sono delle composizioni anche con solo fiori (Ichirin-zashi e Chabana).

Ichirin-zashi e foto di Luca Ramacciotti – Vaso di Sebastiano Allegrini

Successivamente al IV livello c’è una lezione (Disassembling and Rearranging the Materials) dove andiamo a osservare MOLTO attentamente i materiali che abbiamo a disposizione per capire quali sia possibile tagliare per ricostruire in maniera artistica. Non tutti i materiali si prestano a questo esercizio e guardando attentamente le foto del libro di testo (delle varie edizioni in mio possesso) tutti i lavori hanno la presenza di fiori e collocati nel vaso in maniera tale che possano prendere acqua (cosa importante che spesso viene dimenticata). E’ vero che siamo in presenza di free style per cui si può fare “ciò che vogliamo”, ma io credo che non dovremmo mai scostarci troppo dalle idee rappresentate nel libro di testo perchè quella è la “Bibbia” per noi della Sgetsu e io non mi sento tanto grande da fare una controriforma e piegare i temi al mio volere.

Dato che la Sogetsu ribadisce più volte, nei cinque libri di testo, l’importanza del fiore tendenzialmente gli darei ragione.

Sofu Teshigahara paragonava i fiori a dei pennelli. Come il pittore usa i pennelli e i colori per fare i quadri così l’ikebanista ha i fiori per comporre ikebana. Un paragone che mi è sempre piaciuto molto ed è per questo che mi ha colpito molto il lavoro di Elena Geraskina nell’ambito di una mostra virtuale organizzata dal Branch della Sogetsu di Mosca.

Elena Geraskina

L’idea del Branch è di mettere in risalto un fiore in ogni composizione. Hanno iniziato con gli anthurium, ora è la volta dei tulipani, poi toccherà ai narcisi e infine agli iris.

Mettere in risalto un fiore vuol dire che quello deve essere il protagonista per cui se abbinato a elementi non convenzionali o a rami non dovrà essere sovrastato da essi e se “lavorato” dovrà sempre essere riconoscibile. Un gambo o una foglia di esso non rappresentano il fiore né la bellezza di esso. Sono pezzi staccati e si è perso il focus del tema. Come dice la scuola nei testi il fiore (Hikae) è importante per dare tridimensionalità al nostro lavoro e aggiunge il colore. Se lo togliamo cosa avremo?

Concentus Study Group

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