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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Ieri sera è terminato il ciclo di conferenze su “Approccio alla fotografia” tenute dal fotografo Andrea Lippi. I tre incontri (anzi diciamo i primi tre perché sicuramente ne faremo altri) sono stati fondamentali e interessantissimi anche per i continui parallelismi che il fotografo faceva con famossissimi quadri. Per imparare dobbiamo sempre andare dai professionisti e non da chi si improvvisa in un campo solo perché appassionato. Con Lippi abbiamo imparato l’importanza della luce, del background, del movimento, del ritmo, dei colori, dell aprofondità di campo e molte altre nozioni che potremo applicare nelle nostre foto di ikebana affinché non siano tutte foto in serie e impersonali. Infatti se vediamo le fotografie ufficiali della nostra scuola spesso hanno sfondi molto colorati e non solo bianchi o neri o grigi.

Lo studio dell’arte (forse per deformazione mia professionale) è stata per me molto importante e ho sempre cercato di seguire le regole anche dove non ci sono.

Nella scuola Sogetsu abbiamo la possibilità di fare free style ovvero di applicare “liberamente” le regole, le misure e i concetti imparati. Come scritto in altri post questo non vuol dire che possiamo tranquillamente spacciare qualsiasi cosa per ikebana come invece sto vedendo sempre più spesso sui social.

La cosa per me più strabiliante è vedere come ci sia confusione sui temi della nostra scuola con la “scusa” che stiamo andando fuori dagli schemi. Se per farlo mi mescoli i temi non sei andato fuori dagli schemi, ma dal tema che avevi in mente. Mi spiego meglio. Nel mio penultimo post parlavo del tema “One Kind of Material” ovvero usare un solo tipo di materiale per metterne in risalto le peculiari caratteristiche. Come potremmo pensarlo fuori dagli schemi? Semplicemente usando magari un contenitore particolare. Se il nostro materiale singolo lo smontiamo e rimontiamo si sta facendo un altro tema della scuola (“Disassembling and Reaarranging the Materials”) se usiamo materiale secco e/o è il tema “Dried, Bleached, or Colored Materials” e se usiamo materiale non vegetale si tratta del tema “Unconventional Material”.

Questo è One Kind of Material
Questo è Dried, Bleached, or Colored Materials anche se ho usato un solo tipo di materiale
Questo è Disassembling and Reaarranging the Materials anche se ho utilizzato un solo tipo di materiale
Questo è Unconventional Material (di Lucio Farinelli) anche se ha utilizzato un solo tipo di materiale

Credo che il dovere di noi maestri sia insegnare in maniera corretta i temi indicati dalla scuola e non mutarli a seconda del proprio piacimento o di quello dell’allievo sennò si rischia solo di creare confusione e banalizzare un’arte a cui, in teoria, si dovrebbe portare rispetto anche perché, come visto dagli esempi, i temi che la scuola Sogetsu propone sono già fuori dagli schemi rispetto alle altre scuole di ikebana per cui perché calcare forzatamente la mano? Perché voler fare la cosa strana a forza? Non è che se facciamo una cosa bizzarra siamo più artisti di chi la fa canonica.

Di strano io amo solo il gruppo della Famiglia Addams, loro erano davvero fuori dagli schemi, ma in maniera geniale.

Concentus Study Group

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