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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

“Tutte le cose belle” era il titolo dell’ultima puntata della stagione finale di Star Trek TNG e alla fine del doppio episodio il Capitano Picard sosteneva che: “Tutte le cose belle finiscono”. Ed è vero, anzi proprio il fatto che abbiano un termine è ciò che le rende belle e preziose. Se tutto fosse eterno probabilmente ci stancheremmo più facilmente di una situazione o dello studio di un’arte. Se l’ikebana che abbiamo realizzato fosse sempieterno non ci spingerebbe, probabilmente, a crearne altri, ma soprattutto diverrebbe un soprammobile e non qualcosa dotato di vita che illumina la nostra stanza.Alla vita stessa non daremmo lo stesso valore che ha.

E’ pur vero che se tutto ha una fine ha pure un ciclico rinizio, in maniera differente come un fiore che da chiuso, sboccia e sfiorisce, ma in sé il ramo ha già la gemma del prossimo fiore.

Così io stasera voglio immaginare pensando al ciclo delle 5 conferenze che si sono concluse con Luigi Gatti che vuole essere definito esperto dell’Oriente e non maestro, ma lo è. Il maestro è quello che, con serietà, ma anche allegria, apporta nuova linfa al tuo sapere, alla tua vita. E Luigi ci ha insegnato attraverso la sua esperienza, la sua poesia, la sua passione. Non è salito in cattedra, ma si è seduto intorno al fuoco con noi per raccontarci la sua visione.

Quando mi propose un possibile ciclo di 3 conferenze sulla semantica degli ideogrammi legati all’ikebana dissi subito di sì. Per carattere (e forse per DNA paterno e anche per il lavoro che faccio) ogni nuova avventura mi affascina seguendo il detto che ogni lasciata è persa. So che si impara sempre qualcosa di nuovo (una legge non scritta del teatro recita proprio che: ogni giorno in teatro impari una nuova lezione).

Quello che non mi sarei mai aspettato che insieme alla conoscenza ci sarebbe stata una tale onda di pathos tra tutti i partecipanti. Bellissime persone del mondo dell’ikebana (Ohara, Sogetsu e Wafu), bonsai e persone curiose di avvicinarsi al nostro mondo. Nuovi amici dal cuore grande. Tra questi il fotografo Andrea Lippi, ma di lui ne parlerò in un altro post per un un nuovo cammino.

Le tre conferenze sono diventate cinque su suggerimento dell’ikebanista Antonietta Ferrari andando a toccare il tema della stagionalità negli Haiku e quindi ripercorrendo in altra forma sempre la cultura della natura giapponese.

E quale data migliore di oggi per terminare? Un dono d’amore per fare un passo avanti sul nostro cammino.

Come direbbe Silvia Barucci agli assenti #visietepersiilmeglio.

Scrivo queste righe proprio subito dopo la conferenza perché le emozioni sono ancora molto palpabili e ringrazio tutti i partecipanti sia per il loro calore e la loro passione sia per ciò che mi hanno detto o scritto.

Perdonatemi dopo la citazione fantascientifica (ho pur sempre un’anima pop) ne scrivo una musicale, ma cito (l’ho già fatto varie volte qui lo so) la frase della mia canzone preferita proprio per non chiudere su queste conferenze, ma per dire che sicuramente incontreremo ancora Gatti e , si spera, dal vivo e non solo su Zoom:

Ma lascerò che tutto passi
Dal mio cuore
A un altro
Senza fine
Fino a ricominciare
Qui

Concentus Study Group

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