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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Con la scuola Sogetsu abbiamo, per i contenitori, molteplici possibilità di materiali dalla ceramica al vetro al ferro alla plastica alla carta (ovviamente con dentro qualcosa che possa contenere liquidi perché se non si usa solo materiale secco è impensabile un ikebana senza acqua). Nessun freno alla creatività in questo settore (ovviamente sempre coi limiti del buongusto e dell’intelligenza), ma è innegabile che il rapporto emotivo tra ceramica e ikebana sia notevole.

Come non pensare ai vasi realizzati dai nostri Iemoto? Contenitori figli della loro epoca o, in alcuni casi, anticipatori di gusti futuri.

Per questo motivo ho sempre spronato le mie allieve a studiare anche l’arte della ceramica perché un maestro Sogetsu dovrebbe saper fare i propri contenitori con questo materiale oppure almeno provarci. Se non tentiamo di realizzare dei vasi non capiremo mai bene, in maniera approfondita, il rapporto che essi instaurano con il materiale vegetale.

Negli anni qui ho ospitato l’intervento di alcuni ceramisti quali Luca Pedone, Akira Satake, Inger Tibler, Alexander Evans o Tore Coi come ho mostrato ikebana realizzati in vasi di artisti quali Susy Pugliese, Cer, Sabine Turpeinen o Sara Kirschen e fondato un gruppo su Facebook proprio per mettere in contatto e relazione ceramisti ed ikebanisti di tutto il mondo. E’ innegabile, però, che il rapporto maggiore lo abbia avuto con quello che è stato (il verbo al passato è da intendersi nel senso per poco tempo causa mio lavoro e pandemia, ma spero di tornare presto a studiare questa arte) il mio maestro ovvero Sebastiano Allegrini di Pots.

Il suo stile ceramistico (dati anche i suoi studi e il suo percorso) è perfetto per la nostra scuola e per questo motivo ci siamo sempre affiancati a lui fin dal dicembre del 2012. A parlarci di lui fu la maestra Romilda Iovacchini della scuola Ohara e con Sebastiano (e successivamente con sua moglie Angelica Mariani) abbiamo subito stretto un forte rapporto di collaborazione che ha portato a realizzare 3 workshop di ceramica con lui, uno di raku oltre al fatto di aver fatto sì che fosse conosciuto dai ceramisti di tutta Europa sia attraverso le nostre foto sia con la sua presenza ai workshop da noi realizzati dove ha sempre fornito i vasi da utilizzare (non amiamo che chi partecipa ai nostri workshop si debba portare i vasi da casa e questo lo abbiamo imparato dagli amici olandesi). Non ci siamo limitati a comperare dei vasi, ma abbiamo proprio avviato una vera e propria collaborazione che è durata negli anni inviando da lui anche le nostre allieve per la realizzazione dei vasi e, come dicevo prima, il poco che so fare in ceramica è merito di questo laboratorio romano.

E’ interessante il confronto tra chi crea con la ceramica e chi con i fiori perché un conto è comprare un vaso che ben si adatti alle nostre composizioni ed un altro crearlo con un apposito scopo per cui progettarne la forma e la smaltatura. Infatti capisco bene collaborazioni come quella di Luca Pedone con la scuola Ohara o i workshop tenuti da Inger Tibler ad altre studiose della Sogetsu o di Tore Coi con la moglie Neicla Campi e per esteso a noi ora. E’ davvero un rapporto che arricchisce un maestro di ikebana. Ovviamente non è indispensabile allo studio dell’arte dell’ikebana, ma dona una marcia in più soprattutto se fatto con persone che studiano professionalmente la ceramica o che da anni portano avanti lo studio di entrambe le arti.

Un’ultima riflessione. Non faccio bonsai, ma vorrei segnalare i lavori dell’amico Tiberio Gracco perché credo che chi studia o è appassionato di ikebana o di ceramica debba ricrearsi gli occhi con i suoi stupendi manufatti.

Concentus Study Group

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