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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

La conferenza che ieri sera Luigi Gatti ha tenuto su Zoom potrebbe avere come sottotitolo “Peccato per chi non c’era”. L’argomento da trattare ed affrontare in un’ora era immenso anche per tutte le sfumature che presentava.

Riconosco che io possa essere stato un allievo difficile quando studiavo ikebana, ma non mi sono mai accontentato della pratica e basta e ho sempre cercato (ahimè dovendolo fare da autodidatta) informazioni inerenti la cultura che “circondava” questa arte attraverso libri o chiedendo informazioni a maestri di ikebana che vivevano all’estero. Come mi sono sempre interessato alle idee delle altre scuole perché credo che il tutto vada a comporre un immenso quadro.

Così quando Lugi Gatti mi propose il ciclo di tre conferenze sulla semantica degli ideogrammi accettai subito e con piacere. E con altrettanto sentimento ho visto aderire curiosi estranei al mondo dell’ikebana, appassionati (ed esperti) d’oriente e rappresentanti delle scuole Ohara e Wafu (della Sogetsu purtroppo solo il mio gruppo di quelli presenti in Italia, ma evidentemente un discorso ecumenico e di crescita non interessa a tutti). Ogni conferenza è stata seguita da quasi 30 persone che poi hanno pure la possibilità di ricevere il video in quanto la conferenza viene registrata. Devo dire che questa di Gatti è stata una bellissima iniziativa ottimamente organizzata.

Un’ultima riflessione prima di toccare l’argomento di ieri sera.

Quest’anno è stato orrendo e letale, ma sinceramente a me (a parte parziali danni lavorativi) ha toccato di striscio. Senza entrare troppo nel personale diciamo che per due volte ho visto bene in volto la morte per cui la prospettiva di vita muta e si tende a comprendere la bellezza del momento senza troppo stare a pensare cosa accadrà nel futuro, a recepire il concetto di impermanenza che hanno i giapponesi mentre noi tendiamo sempre a temere il futuro. Alle dimostrazioni di ikebana la prima cosa che mi chiede il pubblico è quanto duri una composizione. La durata delle cose è il nostro costante problema. Mentre i giapponesi non si preoccupano del quanto, ma del come tanto da arrivare a rendere belle anche delle fratture. Senza questi stop obbligati probabilmente io non avrei messo in cantiere l’ebook e queste conferenze non si sarebbero mai realizzate. Questo non vuol dire che dia il benvenuto a questa orrorifica pandemia, ma che invece di stare a lamentarci o vedere complotti forse è più costruttivo cercare del bene anche nel male.

Nella conferenza di ieri sera Gatti ha affrontato i temi di Spazio e Tempo. Un tempo circolare, una ciclicità di stagioni, di sensazioni, di idee. L’importanza del concetto di vuoto, di spazio, la circolazione del KI. Un vuoto che non ha una concezione negativa come in occidente (spesso nel mio lavoro si parla di “vuoto scenico” quando spesso in realtà c’ è troppo in scena e non si permette al pubblico di assimilare e godere ciò che accade sul palco).

La contrapposizione di pieni e vuoti, un vuoto che è sinonimo di mobilità e non di staticità permettendoci di avere uno spazio che possiamo andare a cambiare in base alle esigenze fino ad arrivare a parlare di importanti luoghi come il Tokonoma e ciò che può contenere. Una serie di concetti che racchiudono altri, che si mescolano, si disvelano fino a toccare anche concretamente poi la natura e il significato dei fiori in Giappone o il concetto di apprendimento che va a colmare dei nostri vuoti di sapere.

Una conferenza importantissima di cui non posso (e non voglio) entrare maggiormente nei dettagli perché non sarebbe giusto verso coloro che hanno speso il loro tempo per seguirla, ma so che da ieri sera molti concetti mi sono molto più chiari ed ampi.

Credo fondamentalmente che ognuno di noi possegga una parte di sapere per cui unendoci tutti assieme creeremo un puzzle più completo come un sasso lanciato in acqua che forma cerchi concentrici. Non si finisce mai di imparare e, magari trovando anche concetti che già conoscevamo, ne avremo un’interpretazione diversa perché ognuno ha il proprio cammino e i propri interessi.

Ringrazio i partecipanti anche per le importanti riflessioni fatte post conferenza.

Concentus Study Group

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