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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Dal 1 dicembre al 31 gennaio è possibile, per gli insegnanti iscritti alla STA, partecipare attraverso il sito della scuola Sogetsu a due seminari dedicati rispettivamente alle composizioni per le festività del Natale e del Capodanno.

Nel primo le opere dei Master Istructor Gaho Isono, Suisen Takagi e Kosa Nishiyama, nel secondo come Master Istructor sono presenti Miseia Ishikawa, Seiko Ozawa e Sozan Nakamura. In entrambi, al termine 4 ikebana della Iemoto Akane Teshigahara.

Prima di tutto è molto bello che la scuola pensi a coloro che, in questo momento, non possano viaggiare e quindi siano raggiunti online da queste lezioni. E’ un modo per stare vicini e, nello stesso tempo, apprendere.

In entrambe i seminari si parte dagli stili base moribana e nageire. Anche queste lezioni, che parrebbero scontate per un maestro, invece sono importantissime perché spesso in Europa sugli stili base ricevi (o almeno è stato il mio caso) informazioni discordanti. Inoltre un conto è eseguirle da allievo e un altro riprenderle e visualizzarle con l’esperienza del maestro. Spesso ci pare “banale” eseguire uno stile base presi come siamo dalla nostra “artisticità”, ma è sempre meglio la delicatezza e perfezione di uno stile base che vedere un fiore messo a testa in giù in un vaso.

In realtà le due tematiche affrontate sono un “pretesto” per ripassare concezioni e tecniche della scuola. Viene ribadito costantemente come siano importanti le tecniche di fissaggio del materiale, il rapporto tra il materiale vegetale e il vaso (che nella Sogetsu non è un mero contenitore), le tecniche di piegamento o la profondità che dobbiamo dare al nostro ikebana (quando online spesso vedo ikebana che paiono muri frontali per non parlare delle discussioni avute con un’insegnante non europea che sosteneva che non è vero che nella Sogetsu ci sia il concetto di profondità). Un altro importante tema che viene continuamente espresso in questi video è che tutto deve sembrare sempre naturale anche quando vai ad unire grossi rami ricorrendo all’avvitatore perché spiegano che le viti e i tagli a vista non si devono percepire. Non devi avere l’idea di materiale frullato, affettato e reincollato. In questo caso rimando proprio al video dell M. I. Nakamura che praticamente crea un grosso sostegno con dei rami che poi vengono “occultati” da altri, ma non come se sopra ci mettesse delle toppe o li soffocasse e nascondesse con altro materiale, ma li integra perfettamente in un gioco prospettico.

Sono ikebana dove la natura non perde mai il proprio aspetto nemmeno quando, in quello eseguito dalla M.I. Ishikawa, abbiamo una specie di parete in bambù. O con l’inserimento di pattern ripetuti di elementi di bambù geometrico come quello eseguito dalla Iemoto. Sono tutte strutture che vengono integrate visivamente ed “ammortizzate dal materiale”.

Come l’utilizzo da parte della M. I. Nishiyama di materiale vegetale tinto d’argento in un contesto naturalistico che non pare fuori luogo sul grande ramo da lei utilizzato.

Costantemente viene ripetuto come sia importante che i fiori siano in acqua e come integrare ad essi eventuale materiale colorato o secco.

Insomma un ripasso di molte tecniche e concetti che un maestro di ikebana Sogetsu dovrebbe conoscere ed applicare costantemente nei suoi lavori. Sono queste composizioni che arrivano all’anima, ti travolgono, danno gioia e poesia. E’ palese che questi lavori non esprimano presunzione o pretesa di cosa artistica, strana o figa.

Ma essendo davvero pensati con il cuore sono più artistici e di impatto di qualsasi altro ikebana fatto volutamente con l’intenzione di stupire e dimostrare che siamo “artisti”.

Inoltre questi ikebana eseguiti fanno comprendere quanto cammino ancora ci sia da compiere con umiltà prima di raggiungere quei livelli-

Sono anche felice di vedere le tipologie di ikebana realizzati costantemente in queste lezioni o dimostrazioni online perché di recente un libro fotografico di ikebana aveva dato della scuola Sogetsu un’idea molto parziale visto la quasi totalità di immagini presenti dove nemmeno c’era un fiore. E di quella tipologia di ikebana nei lavori che fa la scuola non ci vedo mai traccia. Forse non dovremmo dare una personale interpretazione di una scuola quando ci esprimiamo a nome di essa.

Concentus Study Group

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