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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Lo scorso inverno, presso la galleria Taka Ishii Gallery in Tokyo, si è svolta una personale di Sofu Teshigahara in cui si presentavano una selezione di sculture e opere di calligrafia prodotte dagli anni ’50 agli anni ’70. Sofu Teshigahara, assieme a Houun Ohara e Yukio Nakagawa, fece parte del movimento d’ikebana d’avanguardia che si discostava dalle pratiche convenzionali dell’Ikebana, senza mai però rinnegarne i principi.

Sofu Teshigahara, continuò costantemente a esprimere un forte interesse per le tendenze artistiche europee riuscì a incorporare lo spirito sperimentale dell’arte moderna nel contesto dell’Ikebana.

Una delle opere esposte in questa mostra (realizzata in collaborazione con la Sogetsu Foundation) era “Kikansha” (The Locomotive – 1951) una “combinazione” di vasi e strutture di ferro con materiale vegetale.

Nel libro “Ikebana” by Sofu Teshigahara si trovano delle foto della realizzazione di questa opera e la spiegazione di come trovasse interessante l’impatto che del materiale inorganico potesse avere a contatto con quello vegetale in quanto è difficile espremere emozioni attraverso il primo. In questa opera Sofu cercava di rendere il “simbolo” della locomotiva, una locomotiva surreale con sopra una composizione di fiori. Questo lavoro era di stimolo a incrementare la fantasia dell’ikebanista che non sempre ha a disposizione ciò che vorrebbe. Ovviamente lavorando con materiali organici ed inorganici è importantissimo il livello di equilibrio di entrambi, nessuno deve sovrastare sull’altro e il lavoro deve avere “ritmo”.

Questa opera di Sofu Teshigahara ha sempre molto colpito la mia fantasia sia per il suo carattere volutamente simbolista (come riportavo in un altro articolo di questo blog) sia per il ritmo scenografico che possiede. Nonostante la prevalenza visiva di materiale ferreo l’opera è viva, divertente, c’è il cuore e l’idea.

Quando il M. Farinelli, la scorsa estate, vinse al concorso #akane60 uno dei vasi creati appositamente per l’evento sinceramente non avevo idee su come utilizzarlo.

Giustamente essendo suo è stato il M. Farinelli per primo a realizzarci un ikebana.

Quando ho visto il suo ikebana il mio cervello ha collegato (non so per quale oscuro lavorio dei miei neuroni 🙂 ) quel vaso all’opera Kikansha. Ovviamente avrei, con il capo cosparso di cenere e tanta umiltà, solo compiuto un doveroso omaggio all’opera del fondatore della scuola, una specie di “grazie” espresso con i fiori senza alcuna pretesa di artisticità. Ho cercato quindi di ideare una composizione che ricordasse quell’opera e tentasse di avere ritmo ed equilibrio tra il vaso, il bicchierino nero messo vicino alla base e il materiale floreale. Spero Sofu sensei apprezzi il mio piccolo ringraziamento senza scagliare folgori dal cielo.

Concentus Study Group

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