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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Nella scuola Sogetsu gli elementi del titolo sono praticamente il corpo della scuola. Se gli stili base e le variazioni studiate i primi due anni sono l’ossatura della nostra costruzione, questi tre temi (difficili) sono la nostra copertura, l’abbellimento “esterno” della nostra ossatura, la pelle del nostro corpo ikebanistico.

Sono temi talmente importanti che Mika Otani Sensei durante il suo workshop a Roma volle che uno dei tre workshop vertesse proprio sull’abbinamento di due di questi tre temi. Quando poi lei passava per la correzione dovevamo dire l’abbinata fatta (massa e linea o massa e colore o linea e colore).

Se noi in Occidente pensiamo al concetto di massa ci viene in mente subito qualcosa di pesante, di statico. Il dizionario Treccani così definisce la massa: “quantità di materia, omogenea o no, unita in un solo pezzo, indipendentemente dalla forma che l’insieme assume o può assumere.”

Vediamo cosa recita il libro di testo della scuola Sogetsu in merito alla massa.

“In ikebana, however, a mass is one way of composing arrangements by assembling the materials togheter into a certain shape.
The densley assembled mass should not be see-trough. What is important is not just putting materials togheter but expressing the inner power by doing so.”

Quindi noi dobbiamo utilizzare il nostro materiale (solitamente fiori, ma nulla vieta di ricorrere a foglie o rami; proprio nel libro di testo c’è un bellissimo esempio in cui si utilizzano rami di camelia con fiori e foglie abbinati a crisantemi) in maniera compatta (il testo specifica che NON ci deve passare la luce tra il materiale) però dando una forma e quindi non creando qualcosa di statico.

Ovviamente se andiamo ad utilizzare i fiori di diversi colori e texture il nostro lavoro sarà più interessante.

Questo perché la massa va pensata anche in rapporto al vaso e allo spazio circostante.

Per questo al di là della vittoria della nostra allieva al concorso Sogetsu 草月みんなのいけばな展 Everyone’s Sogetsu Ikebana Exhibition mi ha fatto piacere il giudizio della nostra Iemoto.

Screenshot_2020-06-10 草月みんなのいけばな展 Everyone's Sogetsu Ikebana Exhibition - Foto

E’ un tema su cui insisto molto con le mie allieve perché è facile fraintenderlo andando a creare delle specie di “palle” inermi di materiale oppure qualcosa che non sia realmente una massa, ma dei materiali abbinati tra di loro. Si possono avere anche più masse (come più linee, ma di questo ne parliamo tra poco) unite tra di loro o che si “attraggano” o vadano in senso opposto. Comunque la tensione nel nostro lavoro deve essere palese.

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(Ikebana e foto di Luca Ramacciotti)

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(Ikebana di Lucio Farinelli – vaso di Sara Kirschen – foto di Luca Ramacciotti)

 

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(Questi sono tre esempi di concetto di massa fatta a lezione e fotografate dal sottoscritto Luca Ramacciotti. Dall’alto: Patrizia Ferrari, Silvia Pescetelli, Rumiana Uzunova.  Per il secondo ikebana vaso di Luca Ramacciotti, per il terzo di Sebastiano Allegrini).

Prima accennavo al concetto di linea (l’altro tema in triade con massa e colore). Nello stesso livello di corso (il terzo) in cui si studiano questi tre importanti concetti abbiamo prima tre lezioni dedicate alle linee (linee dritte, linee curve, linee dritte e curve) in cui si vanno ad utilizzare elementi di piante che già tendenzialmente hanno il movimento richiesto. Certo possiamo anche intervenire sul materiale (accentuandone una curvatura, o “spezzando” una linea dritta per metterne in evidenza le linearità delle altre), ma non andremo mai a prendere un nocciolo contorto per studiare una linea.

Quindi dopo lo studio di queste lezioni e del concetto di massa si va ad unire il tutto.

Questo non vuol dire che se noi abbiamo un ikebana a massa ci mettiamo una linea ed il gioco è fatto. Lì avremmo una massa trafitta da uno stecco non massa e linea. Anzi dovremo ideare qualcosa che sia esattamente il contrario di questo modo di operare. Dovremo creare una massa in cui la tensione è maggiormente messa in evidenza dal suo evolvere in linea oppure da linee che l’attraversano o la “prolungano. non è detto che debba essere una sola linea, possono anche essere due come, dicevamo prima, possiamo avere più di una massa.

Per fare questo non avremo MAI una massa con linee dritte e curve assieme (proviamo ad immaginare una massa da cui parte una linea verticale che poi ad un certo punto si curva o una massa dove linee dritte e curve si intersecano) perché questo provocherebbe solo confusione di forme e sovrapposizione di linee. Inoltre il nostro lavoro dovrà avere tensione. Se abbiamo dei materiali pesanti che vanno verso il basso e materiali leggeri verso l’alto perderemo tensione.

 

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(Ikebana e foto di Silvia Barucci)

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(Ikebana e foto di Ilaria Mibelli – vaso di Silvia Pescetelli)

Ecco alcuni esempi svolti a lezione.

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(Tutte le foto sono di Luca Ramacciotti. Dall’alto ikebana di Anne Justo, Chiara Giani – vaso di Luca Ramacciotti e Daniela Bangiorno – vaso di Luca Ramacciotti)

Per concludere vorrei postare un’opera del capostipite della nostra scuola che ho sempre trovato di una forza e bellezza incredibile. E’ innegabile che lì le due masse “separate” in realtà hanno una forte tensione tra di loro, come due calamite che si stiano attraendo.

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“The Kyozo” di Sofu Teshigahara

 

Concentus Study Group

 

 

 

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