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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Come spesso ho scritto nei miei post è interessante come Sofu Teshigahara abbia sviluppato il metodo di studio della nostra scuola concatenando tra di loro temi che percorrono più anni.

Al termine del primo biennio di studio (Kakei) abbiamo la Variazione N°8 dove si vanno a combinare due ikebana (moribana con moribana, moribana e nageire, nageire e nageire). Si può usare il medesimo materiale per Shin e Soe in entrambi gli ikebana (nei due moribana) scegliendo anche di farli basandoci su  Hongatte e Gyakugatte, mentre andremo a porre una maggiore attenzione su profondità e spazio nel rapporto moribana e nageire e in quello tra i due nageire potremo anche giocare con le misure (un nageire eseguirlo con la misura standard e l’altro la doppia per esempio). E’ un iniziare a muoverci nello spazio ed ampliare le nostre possibilità non rimanendo legati ad un solo contenitore. Potremo anche scegliere contenitori simili o diversi per tipologia e colore.

E’ ovvio che al di là della disposizione del materiale all’interno dell’ikebana sia importante i rapporti da tra le due composizioni, capire come si abbinino al meglio e come vdano a occupare lo spazio a loro circostante. Và da sè che a lezione non avremo un luogo fisico (se non il tavolo dove si scattano le foto), ma se posizioniamo in casa, in vetrina, in una hall due ikebana dovremo rapportarci a ciò che abbiamo attorno.

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(Dall’alto in basso esempii fatti a lezione. Moribana/moribana di Jei Guevara – vasi di Lucio Farinelli. Moribana/ Nageire di Rumiana Uzunova – vasi di Maria Grazia Rosi e Lucio Farinelli. Nageire/Nageire di Rumiana Uzunova – vasi di Lucio Farinelli e Sebastiano Allegrini)

Questo è la base dello studio sul rapporto tra due o più contenitori che possiamo sviluppare con qualsiasi tema.

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Questo ad esempio è un ikebana fatto a quattro mani con il Maestro Farinelli in vasi ideati da Hiroshi Teshigahara

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mentre in quest’altro credo balzi abbastanza agli occhi la differenza di contenitori tra quello realizzato da Angelica Mariani e quello dell’industria della Coca Cola.

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La difficoltà di utilizzare due o più contenitori è di dover far sì che tutti i materiali e i vasi (soprattutto se diversi) si rapportino tra di loro come si evince dall’ikebana sopra del maestro Lucio Farinelli. Sennò avremo solo una serie di vasi con dei rami messi dentro (e fra l’altro non dovranno mai dare l’idea di essere infilati nel vaso “e ciao” senza alcuna forza)

Questi tipolgie di studio su più contenitori vanno a sfociare in due grandi temi.

Il primo lo affrontò in Italia per la prima volta il mio gruppo nel 2017: Renka. Una tipologia di composizione ideata da Hiroshi Teshigara sui cui dettagli rimando al mio articolo omonimo dove troverete anche la “costruzione” della composizione di cui qui sotto vedete il risultato finale.

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L’altro è Miniature ikebana introdotto da Kasumi Teshigahara di cui ho già trattato in questo blog in varie occasioni.

Per questo tema non è detto che si debba utilizzare per forza vasi, si può usare contenitori di diverso tipo come astucci di rossetto, piccoli sampler di profumo, uova di quaglia (come fece per Pasqua anni fa dalla maestra Ilaria Mibelli) o come feci io pennelli da barba.

La differenza tra due o più contenitori e miniature ikebana sta.. vediamo gli esempi

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Qui abbiamo un ikebana del maestro Lucio Farinelli che non è Miniature ikebana (anche se ad una prima occhiata superficiale potrebbe sembrare)

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come non lo è questo della maestra Nanae Yabuki

mentre lo è questo della maestra Patrizia Ferrari

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Svelo l’arcano. In Miniature ikebana i contenitori non devono superare i sei centimetri di altezza. Per essere sicuri dell’altezza del vostro contenitore prendete come unità di misura un burro di cacao Labello (no, non mi pagano per la pubblicità, seguo l’esempio della mia scuola nel corso di aggiornamento sul V livello).

In entrambi i casi dobbiamo riuscire a fare sì che i materiali tra di loro siano in rapporto come i vasi. Possiamo metterli sfalsati come nell’esempio della maestra Ferrari sopra o in linea come ho di recente fatto io

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depredando il giardino delle poche cose che aveva dato che la primavera non era ancora arrivata ed ero già in quarantena. Almeno ho avuto la soddisfazione di utilizzare dei vasetti fatti appositamente da me.

Che sia due o più contenitori del corso di studio, stile libero, Miniature ikebana o Renka l’importante, ripeto, è costruire una piccola scenografia, rapportare i materiali tra di loro. Il nostro lavoro deve trasmettere empatia, unione e poesia. Sennò avremo solo dei rametti o fiori messi, magari in maniera carina, nei vasi e basta. Non sarà un ikebana.

Concentus Study Group

 

 

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