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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

“In ikebana, we cannot escape from the fact that we use flowers. Ikebana is a drama played between man and flowers.”

 “Ikebana is born trough the union of divine flowers and human spirit. This should not produce something that looks mechanical. Even if one’s tecnique is so elaborate that the result looks machine-perfect, the ikebana must retain a human nature. Human limitation is a unique characteristic of ikebana. Ikebana setting must maintain a balance between the perfection of techinique and the imperfection of the human heart.”

 “Setting ikebana, however, is not like mixing ingredients for a meal.”

(Sofu Teshigahara – Kadensho)

“Among the three main steams (Shin, il ramo principale, Soe il secondario che sono solitamente la stessa tipologia di ramo o di foglia o di fiore differenziandosi dal terzo -Hikae- che è sempre e solo un fiore e diverso da quelli eventualmente usati per gli altri due n.d.a.), Hikae actually plays the most important role. The space created by plancing the other main stems can never be perfected without Hikae. The composition made only by Shin and Soe, no matter how beautifully they arranged, loses stability without Hikae from the three-dimensional from point of view. In short, it is impossible to make ikebana without Hikae.  (Akane Teshigahara – Kakei)

In questi giorni di clausura forzata quando non avevo accesso ai materiali vegetali (per fortuna ora che il Mercato dei fiori di Roma ha riaperto e molti stanno facendo delivery noi ikebanisti di Roma tiriamo un respiro di sollievo dato che possiamo fare nuovi ikebana e non guardare le foto di quelli vecchi con malinconia) ho svolto un’attività a cui mi dedico sempre molto volentieri ovvero rileggermi i libri di testo della scuola e il Kadensho e The Fifty Principles of Sogetsu (da cui ho preso il titolo di questo articolo). E’ incredibile come questi libri ad ogni rilettura siano continuamente ricchi di spunti di riflessione.

E proprio in questi giorni di quarantena dove la natura non era ancora nel fulgore della primavera sentivo proprio la mancanza di fiori.

Vero con la Sogetsu abbiamo la possibilità di fare composizioni son solo foglie o materiale secco, sbiancato o colorato o addirittura con del materiale non vegetale, ma diciamoci la verità, l’ikebana è la gioia, il colore, il profumo dei fiori.

Sinceramente ho eseguito in passato questi temi anche spingendomi verso azzardi non indifferenti

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come questo ikebana dove utilizzai le palline da ping pong, la mitsumata bianca e del solidago, ma tendenzialmente vado verso la natura perché l’ikebana è quello come si evince anche dalle frasi sopra riportate del fondatore della Scuola.

E questo lo sanno bene le mie allieve che cerco sempre di far fare loro cose naturalistiche.

La cosa strana può essere bella una volta, forse una seconda, ma insistere sempre e solo su certi temi dove tutto è forzato, freddo e distaccato… bè siamo davanti al flower arrangement allora. Si sta cercando solo di stupire il pubblico con un triplo salto mortale carpiato.

L’ikebana è hana-no-kokoro ovvero la comunicazione tra il fiore e l’artista di ikebana e da qui deve riverberare verso chi guarda. Un ikebana deve far riflettere, emozionare, non è solo un continuo e costante fuoco di arificio. Anche i fuochi più belli e colorati alla lunga divengono tutti uguali.

E in questi terribili giorni che viviamo chiusi in casa mentre il sole, la primavera ci circondano apriamo i nostri cuori alla bellezza e ai profumi di fiori, ne trarremo giovamento di sicuro.

Questi gli ikebana che il sottoscritto e il maestro Lucio Farinelli hanno realizzato per  celebrare la primavera.

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(Ikebana di Lucio Farinelli – vaso Sogetsu Ceramic Klin)

Lucio Farinelli ha sviluppato il tema della scuola “Shape of container” una lezione dove si va a sottolineare la forma del contenitore andando per similitudine di forme o di contrasto.

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(Ikebana e foto di Luca Ramacciotti – Vaso di Sebastiano Allegrini)

Il sottoscritto invece è partito dalla “Variazione N. 4” ovvero una lezione del corso del II livello per poi trasformarlo in una sua idea del tema di “Composition of Masses and  Line” del III livello del percorso di studio.

E’ sempre bello cominciare realizzano uno stile base e poi trasformarlo perché comprendiamo la genialità del percorso di studio ideato da Sofu Teshigahara.

Concentus Study Group

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