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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Durante gli anni di scuola, nelle lezioni di educazione artistica, si incontrano due importanti nozioni in merito all’argomento proporzioni.

Quella della Sezione Aurea (che ricopre vari ambiti del panorama artistico)

Sezione-Aurea

e quella dell’Uomo Vutruviano di Leonardo Da Vinci.

Leonardo_da_Vinci_-_Uomo_vitruviano

Soprattutto si vedono spesso nelle illustrazioni dei libri, o visitando le Ville storiche della nostra bella nazione, i Giardini all’italiana.

giardino-all-italiana-2

Siamo quindi abituati a certi concetti di armonia, di simmetria, di equilibrio fin da piccoli (basti pensare al chiasmo nella scultura classica). Questi concetti fanno sì che all’inizio ci si trovi leggermente in difficoltà nello studio dell’ikebana.

Partiamo dal concetto di asimmetria. In ikebana l’asimmetria dà il senso della vita, del movimento. Solamente con questo si vanno a scardinare le nostre basi di studio sulle proporzioni simmetriche, sul bilanciamento.

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Questa foto rappresenta la posizione dei tre rami principali (Shushi) nel primo stile (verticale) che impariamo nella scuola Sogetsu (moribana). La posizione di questi elementi è importante per definire altezza, larghezza e profondità.

La bacchetta bianca simboleggia il ramo principale che determina tutte le misure conseguenti (Shin), quella rossa il ramo secondario (Soe) e la terza è quella verde (Hikae)

Attorno a essi andremo a posizionare gli elementi di sostegno (Jushi) per dare forza ai tre principali e pienezza alla nostra composizione. Non esiste un numero di elementi secondari o regole di posizionamento, devono solo essere più corti degli elementi principali. In un libro per principianti Sofu Teshigahara suggerisce di posizionare come primi elementi di sostegno un fiore centrale davanti (quindi tra Soe ed Hikae) che dà maggiore senso di pienezza ed un elemento nella parte retrostante della composizione per dare profondità.

Abbiamo tre possibili misurazioni.

Misura regolare

Shin – misura del contenitore (ovvero larghezza più altezza) x 1,5

Soe – 3/4 di Shin

Hikae – 3/4 o 1/2 di Soe

Misura grande

Shin – misura del contenitore (ovvero larghezza più altezza) x 2

Soe – 3/4 di Shin

Hikae – 1/2 di Soe

Misura piccola

Shin – misura del contenitore (ovvero larghezza più altezza)

Soe – 3/4 di Shin

Hikae – 3/4  di Soe

Queste misure ci accompagneranno per tutti gli stili base e per le 8 variazioni perché ci insegneranno a capire le proporzioni dei nostri elementi rispetto al contenitore che abbiamo.

Eviteremo quindi di mettere un ramo esile (seppur magari bello come un viticcio) in un vaso grande che se lo mangia visivamente o dei rametti corti in un vaso alto o materiale grande e forte visivamente in un vaso più stretto o piccolo. Fare ikebana non è piantare un fiore nel centro del kenzan o mettere un solo fiore secco bello curvo in un vaso, è uno studio approfondito di proporzioni cosa che spesso la gente ignora pensando di venire a fare composizioni strane con rami contorti o cose similari secondo un’iconografia errata che abbiamo di questa arte.

Per questo sfinisco le mie povere allieve sullo studio degli stili base e variazioni  (Kakeiho) perché se una persona arriva al grado di maestra senza saperle sicuramente non ha imparato nulla su proprozioni e abbinamento. Per cui avrà sempre dei piedi di argilla con cui camminare.

E’ vero che mettendo un ramo storto si ottengono consensi, ma che soddisfazione metterne uno meno scenografico, ma con le giuste proporzioni.

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(Stile base di Lucio Farinelli – suiban di Cer)

Spesso sia io, sia il maestro Farinelli continuiamo a ricreare gli stili base perché andando avanti con lo studio cogliamo in essi sfumature nuove, siamo più consapevoli sull’utilizzo degli Jushi. Come continuiamo a studiare i libri di testo perché anche in essi  vi troviamo senza fine suggestioni diverse man mano che si va avanti con lo studio.

E nello stile libero?

LucioFarinelli1

Prendo come esempio questo ikebana di Lucio Farinelli (fotografato da Lorenzo Palombini) pubblicato nel libro “Masterclass Ikebana” (probabilmente l’ultima apparizione nostra in questa serie di libri dato che nel regolamento si specifica che: “You are free to use these images for any other purpose after publication (website, brochure, portfolio, exposition, etc.) without requesting our approval” per cui o c’è stata poca attenzione nella selezione delle foto o ad alcuni son stati dei permessi sull’utilizzo di foto già pubblicate online e ad altri no).

Innanzitutto come è evidente vi è un rapporto armonico tra il ramo principale (Shin) e il vaso realizzato dal maestro Farinelli coi mattoncini Lego.

Il nostro Soe è il materiale vegetale verde e l’Hikae sono i fiori. Se si osserva bene tutti gli elementi (vaso, ramo, foglie e fiori) sono in perfetto rapporto di misura ed equilibrio tra di loro.

Inoltre con i colori dei mattoncini Lego farinelli ha sviluppato anche il tema della scuola: Color of the Container.

Prendiamo lo stesso ikebana (e spero il maestro Farinelli non si arrabbi per ciò che sto per fare) e cloniamo via fotograficamente (lo farò senza tanta cura dell’effetto, ma è per far capire non per presentare un prodotto graficamente bello) una parte del ramo e dei materiali.

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Si nota come tutto sia sproprzionato rispetto a prima? Come il vaso si “mangi” visivamente il materiale e sembri pesante non avendo il ramo a dargli slancio ed eleganza? Come si abbia un effetto di staticità?

Questo perché nella Sogetsu il contenitore “fa parte” dell’ikebana, non è l’oggetto in cui posizioniamo il materiale e basta o che si sciegli in base allo stile da fare, tutto deve essere in un perfetto equilibrio.

Perché la proporzione renderà il nostro ikebana armonico.

Concentus Study Group

 

 

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