Skip to content

Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Torno a parlare nuovamente di fotografia, pur non essendo un fotografo professionista, perché purtroppo si vedono sui vari social foto di ikebana che sono palesemente sbagliate. Spesso si intuisce come il lavoro fotografato sia buono, ma che non rende bene in foto. Cosa fare?

Prima un poco di storia e di riflessione.

In più di 180 anni (il 7 Gennaio del 1839, lo studioso Francois Arago, presentò il lavoro di Louis Daguerre all’Accademia Francese di Scienze) si sviluppa la strada che ha percorso la storia della fotografia. Dalla cattura dell’immagine su lastre di metallo siamo giunti (passando anche per i rullini fotografici) al sensore digitale degli attuali smartphone. Questi con le loro ottiche multiple, integrate con un sensore unico, scattano varie foto contemporaneamente. Questo fa sì che piani diversi si fondino prendendo elementi tra le varie foto, ottenendo come risultato la somma degli elementi migliori di tutte le immagini. Ed è in questo modo che si lanciano sul mercato, smartphone con 2, 3, 4 obiettivi che vedono anche il coinvolgimento di grandi case, come la Leica, uno dei pilastri della storia della fotografia.

Ttecnologia a parte, a fare la foto è sempre l’occhio, la sensibilità, l’intelligenza di chi scatta. Certo oggi è tutto molto più facile, più economico (ma non sempre) e alla portata di chiunque. Qualsiasi persona può facilmente improvvisarsi fotografo, dato che molti sono gli apparecchi, anche economici in grado di scattare. Ma si sa l’improvvisazione senza basi non porta mai a buoni risultati. Non è la reflex ultimo modello o lo smartphone appena uscito sul mercato a farci fare foto come Salagado o McCurry e non dobbiamo accontentarci d condividere una foto, ma di farlo nei migliori dei modi.

Se quindi ci accingiamo a fotografare un ikebana nella nostra propria casa e non abbiamo molti strumenti a disposizione cosa fare?

Prima di tutto è meglio prediligere scattare la foto durante il giorno, quando la luce solare arriva nella stanza. La luce solare è sempre preferibile a quella artificiale (a meno che non abbiate apposite luci per fare le foto).

Se c’è la possibilità posizioniamo il nostro lavoro su un tavolino di lato alla finestra (meglio una luce di lato che frontale dove potrebbe appiattire colori come il bianco o il giallo).

Sarebbe bene avere anche sfondi neutri. Per questo bastano i grandi cartoncini bristol mettendone uno sul tavolino (e poi ci posizioniamo sopra il nostro ikebana) ed uno dietro a creare una parete di sfondo al nostro lavoro. Se usiamo lo scotch carta possiamo attaccare i cartoncini anche al muro che non lo  rovineremo.

Un’altra possibilità casalinga (se non possiamo procurarci i cartoncini bristol o non abbiamo sfondi fotografici) è ricorrere ai lenzuoli pnecessariamente monocromatici (in questo caso si dovrà rinunciare ad uno sfondo nero a meno che non si sia la famiglia Addams).

Capiamo come fotografare un ikebana perché a volte le inclinazioni dei rami sono distorti proprio da un’inquadratura sbagliata.

Dopo quando avremo una fotografia che ci soddisfi abbastanza dovremo editarla. Oggi si trovano programmi di editing a buon mercato quando non proprio gratuiti. Ad esempio io con lo smartphone uso Snapseed che è gratuito e davvero di facile utilizzo.

Cerchiamo anche con pochi mezzi di dare il miglior risultato quando fotografiamo il nostro ikebana sia per non depauperare i fiori usati sia per non banalizzare il nostro lavoro e tempo. Ricordiamoci che la fotografia è al servizio dell’ikebana e non del proprio ego.

Concentus Study Group

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: