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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Se passeggiamo in mezzo alla natura, e la osserviamo, noteremo come i colori tra di loro siano in perfetto equilibrio, non ci sono mai dei colori talmente forti da abbacinanre l’occhio.

C’è un colore che potremmo definire “primario” (poi vi spiego il perché) che è il verde che in natura è fose il colore predominante.

Ovviamente come sappiamo il verde non è un colore primario, ma, secondo me, chi fa ikebana lo dovrebbe quasi ritenere tale. Infatti nella scuola Sogetsu si studiano anche composizioni dove deve essere presente materiale di solo colore verde proprio per osservarne le varie sfumature tanto è un colore importante e che dobbiamo saperlo abbinare perfettamente. Spesso io considero anche che verde e rosso è un abbinamento fastidioso per i discromatici per cui tendenzialmente cerco di smorzare questo abbinamento aggiungendo almeno un altro colore tenue.

Inoltre se dobbiamo fotografare il nostro ikebana dobbiamo ricordare che il bianco e il giallo attirano la luce e il rosso è terribilmente difficile da rendere bene in fotografia.

Ma torniamo ai nostri colori.

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Il cerchio cromatico è un dispositivo messo a punto dal francese Michel Eugène Chevreul per rendere possibile la classificazione delle sfumature di colore delle tinture in uso presso la manifattura dei Gobelins.

Questo scienziato, che pubblicò le sue ricerche nel 1839, scoprì che se si accostano due colori complementari viene esaltata la luminosità di ciascuno di essi. Per visualizzare i rapporti tra i colori inventò il cerchio cromatico, dove i colori complementari si trovano alle estremità opposte di ogni diametro. Questo strumento, noto già agli impressionisti, è alla base delle ricerche sugli accostamenti del Pointillisme.

Giallo, rosso e blu sono i nostri colori primari, arancione (giallo + rosso), verde (giallo + blu), viola (blu + rosso) sono quelli secondari mentre i colori terziari sono quelli ottenuti mescolando i primari ai secondari (ad esempio  il rosso+viola dà il magenta, il giallo + l’arancio dà l’ambra o il blu + il verde dà il verde acqua).

Per tale motivo un altro strumento importante oltre alla ruota cromatica è il Cerchio di Itten.

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Itten, è stato un pittore scrittore e designer svizzero dei primi anni del ‘900 che lavorava in una scuola di architettura, arte e design che è stata importantissima per l’arte del Novecento, la Bauhaus, e ha studiato a fondo i color. E’ proprio ad Itten si deve la classificazione dei colori, in base al loro aspetto estetico e comunicativo, in primari, secondari e terziari. Se volete sapere come disegnare il cerchio di Itten, non dovete fare altro che andare avanti con la lettura. Se notate l’immagine, al centro del cerchio c’è un triangolo che contiene i tre colori fondamentali o primari, che sono il rosso, il giallo e il blu. Dalla mescolanza di questi colori si ottengono i colori secondari intorno al triangolo a formare un esagono, e sono il verde, l’arancio e il viola. Chiude il cerchio con 12 colori che sono i primari i secondari e i terziari, cioè gli altri ottenuti da ulteriore mescolanza.
Per trovare una coppia di colori complementari, infine, bisogna scegliere un colore e cercare quello che sta sul lato opposto del cerchio. Le coppie di colori complementari si esaltano tra loro.

Quando noi ci accingiamo a fare un ikebana dovremo considerare questi fattori, da come i colori si abbineranno tra di loro a quale sarà l’effetto cromatico e di luce. Se appesantiranno l’occhio di chi vede o meno.

Se ad esempio avessimo del materiale rosso e giallo (due colori primari) si dovrebbe aggiungere un colore complementare che dia sollievo all’occhio o un colore con elevata luminosità, ma senza tinta ovvero il bianco che è dato dalla sintesi additiva di tutti i colori dello spettro visibile.

Di recente il maestro Lucio Farinelli ha ideato un tema su cui si sono esercitate le maestre del gruppo: utilizzare almeno sei colori differenti.

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(Ikebana e foto di Lucio Farinelli – vaso di Sara Kirschen)

La difficoltà è proprio quella di equilibrare una moltitudine di colori creando diversi contrasti armonici (come richiesto da una delle lezioni della scuola).

Un grande aiuto su questo tema lo possiamo trovare andando a studiare approfonditamente l’arte moderna e contemporanea dove il colore diviene un protagonista assoluto e soprattutto gli scritti dei grandi pittori che parlano e studiano il colore come ad esempio Van Gogh. Come sosteneva Sofu Teshigahara, i fiori e i rami sono per noi come i colori per un pittore. Adoperiamoli con sapienza.

E ricordiamo che anche il vaso farà parte del cerchio cromatico! Se usiamo colori forti andremo a scegliere un contenitore che possa amalgamarli e smorzarli.  Facciamo sì che il nostro lavoro attiri, invece di respingere, l’occhio di chi lo osserva.

Poi a volte c’è la fortuna di poter sprofondare noi stessi in mezzo ai colori 🙂

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Concentus Study Group

 

 

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