Skip to content

Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Lo scorso venerdì, il sottoscritto e le maestre Silvia Barucci ed Ilaria Mibelli eravamo alla sede fiorentina di Campomarzio70 per realizzare degli ikebana ispirati ai profumi della maison Floraïku come avevamo già fatto a Roma.

Silvia aveva allestito giorni prima la vetrina ispirandosi al profumo Between Two Trees (olio di pompelmo, assoluta di mate e olio di vetiver)

74866352_2540444969335768_9089992965643829248_o

(Ikebana e foto di Silvia Barucci – vaso di Pots)

mentre io prima della dimostrazione ho realizzato un ikebana ispirato al profumo I’m not a flower (oud bianco, olio di zenzero, olio di sandalo e olio di ambra) per l’altra vetrina.

75027887_2540444976002434_8379986965549809664_o

(Ikebana e foto di  Luca Ramacciotti)

Ilaria Mibelli ed io poi abbiamo fatto una dimostrazione per il pubblico presente che si è rivelato molto competente, interessato ed attento.

Ilaria ha realizzato in diretta un ikebana ispirato al profumo One umbrella for two della linea dedicata alla cerimonia del tè e per questo ha utilizzato un cestino acquistato a Kamakura (Assoluta di ribes nero, tè genmaicha e olio di cedro).

73420358_2541097079270557_831835968670531584_n.jpg

(Ikebana di Ilaria Mibelli – foto di Luca R amacciotti)

Il sottoscritto aveva scelto (in realtà il profumo mi era stato suggerito a Roma da Diego Comi che mi aveva detto: “Secondo me a te piace questo” e come sempre il suo intuito e professionalità ci avevano azzeccato) My love has the colour of the night (olio di gaiac, olio di patchouli ed olio di vetiver).

Dopo la conclusione del corso di Livorno che non ha prodotto alcuna attività consequenziale del nostro gruppo (è sempre un dispiacere vedere vanificati cinque anni di corso come se non si fosse mai fatto niente) non ho molte cose nella mia casa di Viareggio per cui sono ricorso all’utilizzo di un vaso realizzato da Silvia Barucci e per dare l’idea delle volute del profumo (era della linea dedicata agli incensi) sono ricorso ad un dono (corteccia di gelso) fattomi da Anne-Riet Vugts al recente workshop a Roma tenuto da Mika Otani.

75513352_2540444952669103_3070764680197701632_o

(Ikebana e foto di Luca Ramacciotti – vaso di Silvia Barucci)

Dopo la dimostrazioni molte le domande interessate del pubblico ed un incontro che mi ha fatto davvero riflettere.

Jacopo studioso di medicina cinese mi chiedeva informazioni sull’arte dell’ikebana e quando gli ho detto che poteva vedere le nostre cose su internet lui mi ha risposto che non era iscritto a nessun social media.

Una mosca bianca. Anzi bianchissima.

Poi ho riflettuto che in realtà non era così.

Siamo ormai talmente assorbiti dai social media da non capire più che lì non abbiamo un vero rapporto con la vita.

Mi spiego meglio.

Siamo tutti attenti a quanti like abbiamo su Facebook od Instagram, ma è davvero importante?

Per il sottoscritto prima di tutto in caso è più di interesse le reazioni su Instagram perché è un social meno “gridato” di Facebook e dove cerchi tu dei temi (#) e non te li ritrovi spadellati in gruppi o tra contatti come Facebook tanto è vero che molti hanno solo questo social per non disperdersi nel mare magnum caotico di Facebook.

Si dà una tale importanza a questo mezzo di comunicazione che si arriva a bloccare un utente per non far vedere gli ikebana che facciamo (dando un chiaro segno di non avere la coscienza pulita) o cercando alleanze e scambi di like come se questo determinasse o meno la bravura reale di una persona.

Anche perché mettere dei like a certi lavori ha come unica spiegazione che la persona o non conosce l’argomento o abbia problemi di vista.

Certo i social media servono a mettere in contatto le persone ai quattro angoli del mondo, a scambiare idee, ma come tutte le belle invenzioni l’uomo poi le piega ai propri fini.

E per chi non ha Facebook?

Allo scorso workshop romano le persone si sono volute presentare personalmente e hanno deciso di scambiarsi le email per rimanere in contatto.

Forse Facebook quindi non è così vitale o, semplicemente, come altri social media prima di lui (da Flickr a Myspace) sta giungendo alla sua parabola conclusiva.

Concentus Study Group

 

 

 

 

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: