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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

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(Ikebana e foto di Lucio Farinelli – vaso di Sara Kirschen)

Prendo spunto dall’ikebana realizzato da Lucio Farinelli e dalla frase di Haruki Murakami (che dà il titolo anche all’articolo) “Ogni persona ha un suo proprio colore, una tonalità la cui luce trapela appena appena lungo i contorni del corpo. Una specie di alone. Come nelle figure viste in controluce” – per parlare ancora una volta dei colori in ikebana.

E’ indubbio che la scuola Sogetsu “risenta” molto degli echi dell’arte mondiale fin dalla sua nascita inserendosi in un contesto di assoluta modernità ed innovazione per cui il tema del “colore” è molto sentito sia che ci si focalizzi su di uno solo (Green Plant Materials)  o su variazioni di possibili accostamenti cromatici (Colors in the Same Tonal Range – Colors in Contrast). Se la inquadriamo stroicamente la Sogetsu nasce otto anni dopo la fondazione della Bauhaus in piena  “rivoluzione” artistica dove le arti figurative stanno andando sempre più verso l’astrattismo e il concetto espresso e non raffigurato. I colori divengono loro stesso soggetto e forma o, per dirla come Kandinskij: Punto, linea, superficie.

Ed ecco che per Sofu teshigahara i fiori sono i colori del pittore e sta a noi l’amalgamarli in forme perfette, anche azzardate volendo, purché il fine ultimo porti all’armonia visiva come accadeva sia per Kandinskij

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sia per Klee

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Va da sè che se noi facciamo un ikebana o un’installazione dove ogni elemento di colore differente è separato dall’altro avremo “barato” perché è facile usare colori diversi mettendoli separati. Mi spiego meglio noi dobbiamo fareo un’installazione con vari elementi o un ikebana con vari contenitori. Se ognuno di essi (od ogni singola parte dell’installazione) presenta un singolo colore avremo evitato la difficoltà di “mescolarli”, amalgamarli, rendere un quadro di forte impatto emotivo, come se i su citati Kandinskij o Klee avessero usato una tela per ogni loro colore.

Ovviamente più andremo ad utilizzare colori “forti” e più il gioco si farà difficoltoso come nel caso dell’ikebana di Lucio Farinelli dove oltre ad un vaso pieno di colori, a dei fiori gialli (un colore che attira l’occhio di chi osserva e la luce) ha utilizzato anche del materiale non convenzionale iper colorato.

Ricordo il mio primo esperimento del genere dedicato a Pollock di sicuro meno maturo e sicuro di quando realizzai questo

carpa

ispirato ad un’opera di Hanayuishi Takaya.

Per questo la Scuola Sogetsu nelle linee guida per gli insegnamenti suggerisce di andare  a vedere molte mostre d’arte (e portare gli allievi o consigliarle loro e/o segnalarle). Dobbiamo avere uno sguardo a 360° su ciò che l’arte moderna sta proponendo perché l’ikebana Sogetsu non è sganciata da essa. Anzi ne fa parte.

Concentus Study Group

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