Skip to content

Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Monthly Archives: luglio 2019

[…] Dove tu siedi, o fior gentile, e quasi
I danni altrui commiserando, al cielo
Di dolcissimo odor mandi un profumo,
Che il deserto consola […]

(La Ginestra – G. Leopardi)

Di recente mi sono imbattuto in un progetto che illustratomi da Giacomo Puglisi mi ha subito visto entusiasta partecipe.

O meglio in realtà ho solo proposto il tutto alle mie allieve e, ovviamente al M. Farinelli, perché in questo periodo vivo praticamente all’interno del Gran Teatro Giacomo Puccini a Torre del Lago.

Le allieve del Nord invece hanno avuto difficoltà nel reperire la ginestra ormai fuori stagione, ma il tema è talmente importante che non ha una scadenza per cui sicuramente continueremo a svilupparlo e a supportarlo anche la prossima primavera.

Di cosa si tratta?

A Catania nasce il progetto di consulenza d’immagine dopo la chemioterapia ideato da Giacomo Puglisi con il supporto dei medici dello IOM di Viagrande 

E’ possibile affrontare un nuovo cammino, prendersi cura di sé, amarsi e ricominciare dopo aver incontrato la malattia.
Essere come il fiore tenace che affonda le proprie radici nei terreni più inospitali e che riesce a manifestare tutta la propria bellezza.

E’ questo il messaggio di “Ginestra, il progetto ideato dal consulente d’immagine dell’Accademia del Lusso di Milano Giacomo Puglisi e promosso dallo IOM (Istituto Oncologico del Mediterrabneo) di Viagarande.

Il dipartimento oncologico di III livello, struttura specializzata, che avvalendosi di professionisti qualificati e apparecchiature avanzate, segue i pazienti in modo completo e professionale, ha accolto medici e giornalisti sabato 15 giugno scorso per la presentazione del progetto.

Ad aprire il dibattito l’avvocato Ettore Denti, amministratore Delegato dello Iom che ha ringraziato Giacomo Puglisi per l’impegno preso: “Riteniamo fondamentale curare le persone in modo completo da tutti i punti di vista – ha affermato l’avvocato – per questo crediamo e sosteniamo questo tipo di iniziative.”
A portare i saluti del sindaco di Catania, Salvo Pogliese, è stato l’assessore alla Polizia Municipale, Alessandro Porto che ha messo in risalto il grande valore di questo progetto confermando il supporto dell’aministrazione comunale.

Ginestra è un percorso personalizzato per le pazienti che hanno affrontato cure chemioterapiche. Donne che molte volte si sentono tradite dal loro corpo che cambia inevitabilmente.
A causa della malattia le donne devo fare i conti con una nuova vita: una sensibilità diversa al tatto e all’olfatto, la perdita dei capelli, l’aumento o la perdita eccessiva di peso, sono solo alcuni effetti collaterli che cambiano la percezione di sé.

In questa fase di vita Giacomo Puglisi con Ginestra dovrà fare un’opera delicatissima coadiuvato dai medici dello IOM e da professionisti che hanno aderito al progetto.

“Noi come medici – affermano le dott.sse Angela Prestifilippo, oncologa, e Paola Scirè, ematologa – pensiamo a curare, ci focalizziamo sulla terapia, ma da donne che si confrontano con altre donne non possiamo non sentire una forte empatia con le nostre pazienti che con forza e coraggio affrontano un percorso spesso in salita nel quale devono fare i conti con gli effetti collaterali della terapia: alopecia, pallore, aumento di peso, cambiamenti nella percezione dei sensi, nel toccare le cose, nei sapori e negli odori. L’iniziativa di Giacomo Puglisi mira a non far perdere alle nostre pazienti quello che spesso viene tralasciato perché considerato un elemento di secondaria rilevanza, ma non lo è: la femminilità”.

“Per le donne l’immagine corporea – afferma la dott.ssa Maria Carmela Scriminaci, psico-oncologa – è una parte del concetto di Sè che include sentimenti di femminilità e bellezza, il corpo è un simbolo di espressione sociale, la diagnosi di tumore e gli effetti della chemioterapia possono avere delle ripercussioni negative sull’autostima e sulla qualità della vita. Ci vuole del tempo per poter accettare nuovamente il proprio corpo. Si tratta di una graduale trasformazione che si verifica mediante un processo di accomodamento della malattia e dei suoi esiti nello schema del Sè, accompagnato da un senso di lutto per ciò che è stato, seguito da un’accettazione di ciò che è adesso e di cosa sarà in futuro. Per questo riteniamo sia molto importante che la donna possa essere seguita e consigliata da esperti in consulenza di immagine in questo percorso di riappacificazione con il proprio corpo.”

Le donne che aderiranno a Ginestra saranno affiancate per la scelta di make up, abiti e tessuti, accessori e profumi.

Un percorso che coinvolgerà lo stilista Marco Strano, il make up artist Orazio Tomarchio, l’ideatrice di “Bedda” Sandra Mascali, il brand d’abbigliamento Chiara B., il negozio Mint con Federica Di Chiara, l’Hair Stylist Simona Chillemi e la profumeria Artistica catanese Boudoir 36 di Antonio Alessandria.

A conclusione dell’incontro Giacomo Puglisi ha dato il benevenuto alla prima Ginestra. Si tratta dell’avvocatoAngela Mazzola ideatrice di “Istruzioni per l’uso. Convivere con il Tumore”.

Dopo una diagnosi improvvisa di un tumore aggressivo ed inoperabile, l’avvocato Mazzola ha deciso di scendere in campo e diventare una Ginestra: “Istruzioni per l’uso” rappresenta la voglia di rassicurare tutti coloro che conoscono nel percorso della loro vita il tumore. Non bisogna avere paura. La malattia è un evento da affrontare con energia determnazione e forza. Insieme a Giacomo, vorrei dare speranza a chi sta affrontando questa fase difficile.”

A partecipare al dibattito su “Ginestra” anche Brenda e Betta Agen, moglie e figlia del presidente della Camera di Commercio del Sud-Est Pietro Agen.

Per aderire a Ginestra ed avere una consulenza gratuita bisogna scrivere a: Iosonoginestra@hotmail.com

E noi del Concentus ci “uniamo” idealmente in questo modo:

526_02

(Ikebana e foto di Lucio farinelli – vaso di Luca Pedone)

ginestra_w

(Ikebana e foto di Silvia Barucci)

IMG_6105

(Ikebana e foto di Ilaria Mibelli)

IMG_6112a.jpg

(Ikebana e foto di Ilaria Mibelli)

Nanae03

(Ikebana di Nanae Yabuki  – vaso di Sogetsu Ceramic Kiln)

20190626_162328

(Ikebana, vaso e foto di Silvia Sordi)

received_318605409095072

(Ikebana, vaso e foto di Silvia Sordi)

Ringrazio per l’onore di averci coinvolto in questo importante progetto.

Concentus Study Group

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

525_03.jpg

(Ikebana e foto di Lucio Farinelli – vaso di Sara Kirschen)

Prendo spunto dall’ikebana realizzato da Lucio Farinelli e dalla frase di Haruki Murakami (che dà il titolo anche all’articolo) “Ogni persona ha un suo proprio colore, una tonalità la cui luce trapela appena appena lungo i contorni del corpo. Una specie di alone. Come nelle figure viste in controluce” – per parlare ancora una volta dei colori in ikebana.

E’ indubbio che la scuola Sogetsu “risenta” molto degli echi dell’arte mondiale fin dalla sua nascita inserendosi in un contesto di assoluta modernità ed innovazione per cui il tema del “colore” è molto sentito sia che ci si focalizzi su di uno solo (Green Plant Materials)  o su variazioni di possibili accostamenti cromatici (Colors in the Same Tonal Range – Colors in Contrast). Se la inquadriamo stroicamente la Sogetsu nasce otto anni dopo la fondazione della Bauhaus in piena  “rivoluzione” artistica dove le arti figurative stanno andando sempre più verso l’astrattismo e il concetto espresso e non raffigurato. I colori divengono loro stesso soggetto e forma o, per dirla come Kandinskij: Punto, linea, superficie.

Ed ecco che per Sofu teshigahara i fiori sono i colori del pittore e sta a noi l’amalgamarli in forme perfette, anche azzardate volendo, purché il fine ultimo porti all’armonia visiva come accadeva sia per Kandinskij

07_Kandinskij_Improvvisazione34.jpg

sia per Klee

Paul-Klee-Castello-e-Sole.jpg

Va da sè che se noi facciamo un ikebana o un’installazione dove ogni elemento di colore differente è separato dall’altro avremo “barato” perché è facile usare colori diversi mettendoli separati. Mi spiego meglio noi dobbiamo fareo un’installazione con vari elementi o un ikebana con vari contenitori. Se ognuno di essi (od ogni singola parte dell’installazione) presenta un singolo colore avremo evitato la difficoltà di “mescolarli”, amalgamarli, rendere un quadro di forte impatto emotivo, come se i su citati Kandinskij o Klee avessero usato una tela per ogni loro colore.

Ovviamente più andremo ad utilizzare colori “forti” e più il gioco si farà difficoltoso come nel caso dell’ikebana di Lucio Farinelli dove oltre ad un vaso pieno di colori, a dei fiori gialli (un colore che attira l’occhio di chi osserva e la luce) ha utilizzato anche del materiale non convenzionale iper colorato.

Ricordo il mio primo esperimento del genere dedicato a Pollock di sicuro meno maturo e sicuro di quando realizzai questo

carpa

ispirato ad un’opera di Hanayuishi Takaya.

Per questo la Scuola Sogetsu nelle linee guida per gli insegnamenti suggerisce di andare  a vedere molte mostre d’arte (e portare gli allievi o consigliarle loro e/o segnalarle). Dobbiamo avere uno sguardo a 360° su ciò che l’arte moderna sta proponendo perché l’ikebana Sogetsu non è sganciata da essa. Anzi ne fa parte.

Concentus Study Group

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: