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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

In questi anni ho freniticamente percorso le vie dell’ikebana perché è stato tutto un susseguirsi di eventi (e altrettanti sono in programmazione fino al 2022!) uno più grande dell’altro. Solo la passione (ed incoscienza) del sottoscritto e di Lucio Farinelli poteva dire di sì ad ogni proposta.

Fin dall’inizio abbiamo cercato di evitare fiere, mercati, sagre o manifestazioni consimili perché un’arte deve avere la sua dignità e questo sinceramente ha creato spesso fraintendimenti, ma se ci occupiamo di un’arte fine va sempre fatto dandole la giusta cornice. Non avremmo mai pensato che un giorno avremmo esposto all’Istituto Giapponese di Cultura, collaborato con l’Ambasciata del Giappone in Italia, l’Orto Botanico La Sapienza di Roma, il MAXXI, l’Ara Pacis, la Galleria degli Uffizi. Creato con Silvana Mattei e Romilda Iovacchini il chapter romano di Ikebana International. Tutti eventi che se ci penso ancor oggi mi fanno tremare le gambe.

Ma perché li abbiamo realizzati? Vedete la foto che ho scelto per questo mio post? L’acero (che fa subito Giappone) è bello ed elegante e se ogni singola foglia è bella, la sua precipua caratteristica è quella di avere rami coperti da una morbida massa di foglie sovrapposte l’una all’altra. Foglie di cui ognuna ha un suo proprio spazio, un movimento, ma tutte assieme confluiscono nel dare bellezza al ramo, all’albero, alle sue radici. Perché se ad un ramo togliamo le radici muore. E dovremmo sempre ricordarci delle nostre radici ed essere riconoscenti ad esse che ci hanno dato la vita.

Come lo dobbiamo essere ad ogni parte, ogni foglia che sovrapponendosi delinea, cratterizza quel tipo di albero.

E le foglie sono i singoli elementi che costituiscono un gruppo: le allieve. Mi accorgo che spesso parlo di loro, mostro qui i loro ikebana, i loro successi in campo di questa arte. Chi mi segue conosce il nome di ogni singola mia allieva (o ex) perchè credo sia doveroso nominarle in quanto sono la linfa vitale del mio lavoro.

Se è vero che le nomino, mostro i loro ikebana non mi sono mai soffermato per una cosa che invece sarebbe la base. Ringraziarle.

Ogni singola allieva la ringrazio per aver compreso la mia (e di Farinelli ovviamente) linea d’azione, perché ci sostengono sempre con il buono e il cattivo tempo. Ci incoraggiano nel proseguire questo percorso, partecipano alle nostre iniziative (ai nostri pranzi 🙂 ), percorrono mezza Italia, in alcuni casi, per stare con noi sia a lezione sia a mostre e/o dimostrazioni, sempre con un entusiasmo a mille. Se noi facciamo questo percorso è perché abbiamo splendide allieve che vanno dalla primissima in assoluto (Anne) alle nuove leve di quest’anno che hanno affrontato lo studio dell’ikebana con una passione che io sicuramente non avevo all’inizio quando principiai lo studio.

Quindi grazie.

Grazie che amate l’ikebana come il sottoscritto, che vi impegnate per diffondere questta arte con la gioia e il divertimento che vi ho sempre trovato io senza mai perdere di vista la serietà professionale richiesta.

Grazie per aver sopportato e accettato le mie correzioni sapendo che erano al fine di una crescita vostra e mia perché anche il maestro trae insegnamento dagli allievi in qualsiasi caso.

Grazie di cuore. Con voi non mi sento mai solo lungo la via dei fiori ed è sempre primavera.

Concentus Study Group

 

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