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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Al Merano Flower Festival, oltre alla mostra Sonne – Luna e alla conferenza/ dimostrazione c’è stato chiesto di realizzare un workshop per chi fosse interessato ad avvicinarsi a questa particolare arte.

Con Patrizia e Lucio, in perfetta sintonia, abbiamo deciso di fare le cose, come sempre devo dire, in maniera giusta e professionale fornendo, a tutti gli iscritti, appropriati contenitori. Se ci deve essere un avvicinamento a questa arte non può essere fatto in maniera grossolana; un investimento è necessario con la speranza, sempre, di rientrare nei costi. Quindi dal nostro fornitore romano Anthos Group s.a.s. abbiamo acquistato dei suiban di plastica (20) che poi abbiamo portato in treno fino a Firenze e quindi caricati sulla macchina di Silvia Barucci. Non è possibile usare altra tipologia di contenitore perché l’allievo non potrebbe capire bene le posizioni del kenzan che non deve nemmeno sporgere dal bordo del vaso come purtroppo ho visto in foto online dove si usavano dei vassoi di Ikea (!). Esempi che spero nessuno segua. L’arte ha una sua dignità e non va svenduta. Ringrazio Marco Zaza e la sua collega che pazientemente si sono messi a farci vedere tutte le tipologie di contenitore in loro possesso (il loro spazio al Mercato dei Fiori di Roma è meraviglioso per tutta l’attrezzatura che hanno!) e ci hanno ordinato quelli di cui necessitavamo.

I due workshop sono stati tenuti dal Maestro Lucio Farinelli con l’assistenza grafica della maestra Ilaria Mibelli andando a realizzare le prime due lezioni della scuolate Sogetsu. Mentre Lucio realizzava, come in dimostrazione l’ikebana, Ilaria alla lavagna disegnava lo schema e scriveva tutte le indicazioni.

Al termine, assieme a loro, il sottoscritto e le maestre Lucia Coppola e Silvia Barucci ci siamo messi a correggere le allieve che si stavano approcciando a questa arte.

Ringrazio Angelika Mühlbauer che ha seguito e realizzato la seconda parte del secondo workshop perché, purtroppo, noi dovevamo iniziare il viaggio di ritorno.

È sempre emozionante condurre le persone lungo i primi passi sulla via dei fiori e fa piacere osservare la titubanza, il timore che hanno nel tagliare il materiale floreale indice di grande rispetto per la natura. Questo perché abbiamo deciso di far realizzare da loro l’ikebana senza alcun suggerimento da parte nostra, dopo le spiegazioni iniziali. Al termine si passava per le correzioni.

Allieve molto attente che hanno ben compreso l’importanza degli equilibri tra materiali e contenitore, di come l’ikebana debba sempre, anche nelle versioni più particolari, dare un senso di naturalezza e non di forzatura e che il kenzan, in quanto strumento, debba essere sempre occultato (al termine con sassolini o durante con il materiale vegetale) e l’acqua presente nel contenitore. Al termine a ognuna di loro ho spiegato come si fotografi l’ikebana avendo anche preparato un luogo atto a questo scopo. Ci ha fatto piacere che, dopo il primo workshop, alcune allieve si siano anche iscritte al secondo e tutte abbiano voluto fare più di un ikebana previsto. Per fortuna avevamo abbondanza di materiale!.

 

Ringrazio Chiara Giani che, oltre a dare una mano pratica assieme a Silvia Sordi, ha realizzato le foto che vedete in questo articolo e Patrizia Ferrari per le traduzioni in simultanea in lingua tedesca.

Primo Workshop

Secondo workshop

Concentus Study Group

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