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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

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(foto di Ben Huybrechts)

Al quarto livello di studio della mia scuola c’è una lezione decisamente difficoltosa perché si fa una composizione nel suiban (il vaso basso) senza il kenzan che siamo abituati ad utilizzare per sostenere i rami.

Tre anni di kenzan ed improvvisamente ci viene tolto.

Un tema talmente importante che viene poi riproposto al V livello quello che si segue per diventare insegnanti.

Ovviamente la prima volta che ci troviamo a dover eseguire questo tema la stabilità sarà la nostra maggior preoccupazione, ma dobbiamo sempre ricordare che facciamo un’arte estetica per cui anche il risultato sarà importante.

Ovviamente i nostri rami/fiori/foglie non potranno avere un puntello esterno al tavolo. Sarebbe sbagliare completamente il tema e/o barare.

Lo scorso fine settimana a casa di Ilse Beunen, su mia richiesta, abbiamo affrontato questo tema.

Premetto una cosa sul risultato finale. Non ho riempito di acqua fino all’orlo il suiban come richiesto temendo  poi di rovesciarla nel trasporto, ma credo sia ad un’altezza già sufficiente per comprendere che sensazione trasmetta questo stile.

Ovviamente la scelta del suiban è fondamentale sia per forma sia per colore.

La mia scelta primaria è stata sulla forma in quanto non posseggo (per ora) suiban quadrati o rettangolari, la secondaria su un colore che si “legasse” al materiale che mi era stato dato.

Ad ognuno di noi Ilse aveva fornito del materiale (tanto) differente per stimolare la nostra creatività e tecnica.

Dobbiamo visualizzare l’andamento del nostro materiale, capirne il peso, il baricentro e lavorarlo in maniera tale che la forma sia soddisfacente e le linee chiare.

Credo che più di tutti questo spieghi il significato di Kadō (la via dei fiori); osservare a lungo ed attentamente il materiale, rispettarne la natura. fare la composizione è solo il tassello finale di questo percorso.

Potrebbe essere un tema che mette a dura prova la nostra pazienza mentre sinceramente a me rilassa. E’ davvero uno stile che ti mette in stretto rapporto con ciò che hai innanzi, non ti permette di barare sapendo che hai la rete di sicurezza fornita dal kenzan. E piano piano il mondo scompare, il cuore rallenta e la voce si abbassa.

Su impulso di Ilse ho provato a cambiare la disposizione del mio materiale per uscire ancora una volta dalla mia “confort zone” riuscendo ad avere un minimo di stabilità già con due rami e con il suo aiuto ho aggiunto l’elemento floreale.

La bravura di Ilse, oltre a spingermi a fare sempre un passo maggiore, è nel riuscire a cogliere il nostro spirito e a farci correzioni in base ad esso. Infatti ogni nostro ikebana rispecchia chi lo ha eseguito.

Di seguito porto i lavori degli altri.

Lucio Farinelli

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(foto di Ben Huybrechts)

Nicoletta Barbieri

Rosa Bianca

(foto di Ben Huybrechts)

Silvia Barucci

Silvia Barucci

(foto di Ben Huybrechts)

Concentus Study Group

 

 

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