Skip to content

Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Il percorso di studio della scuola Sogetsu è teso verso la creatività e lo stile libero tanto da inserire una lezione già al primo livello (ovviamente verso la fine non all’inizio, non avremmo strumenti necessari per poterlo eseguire bene). Nel corso dei vari livelli si affrontano vari temi e al termine del IV si esegue una lezione dove si pone l’accento al “collocamento” dell’ikebana. Lo mettiamo su un tavolo basso? Sullo scaffale di una libreria? In uno spazio aperto? Chiuso? Luce naturale? Neon? E se alle spalle ha un quadro? Una fotografia? Chi vedrà il nostro lavoro l’osserverà nell’ambiente in cui è collocato, ed ecco perché ho usato una citazione di Edgar Degas per il titolo di questo post. Da questa lezione si è sviluppato un tema che solo noi abbiamo fatto e portato avanti in Italia ovvero di “abbinare” un ikebana ad una foto, ad un quadro in modo tale che nessuno dei due lavori superi l’altro, ma creino una nuova armonia. La Sogetsu nel V libro compie un ulteriore passo in avanti e chiede allo studente di ikebana di realizzare un lavoro che unisca, completi un’opera d’arte, un oggetto di design, una cartolina, qualsiasi cosa stimoli la nostra immaginazione, il nostro animo, da andare a creare un nuovo “oggetto” e non una decorazione dell’ikebana. Qui sta la difficoltà perché spesso (anche nell’utilizzo del materiale non convenzionale) si vede l’elemento vegetale schiacciato, nascosto da quello non vegetale. Ed è un errore. Il nostro equilibrio ed armonia ci devono essere sempre presenti. L’arte è universale, non è impensabile parlare di “non capire l’arte”. Se non la si capisce vuol dire che è il messaggio errato.

Permettetemi una piccola parentesi per spiegare meglio cosa voglio dire. Beni Montresor (di cui sono stato assistente) una volta mi disse: “Il lavoro del regista è comunicare al pubblico. Se il pubblico non si emoziona, hai sbagliato tu nel comunicare. Se il pubblico non comprende perché tu hai fatto fare quell’azione scenica, quella tipologia di luce, hai sbagliato tu nel comunicare. Fare arte è trasmettere. Può piacere, non piacere, ma ci deve essere un messaggio. Se invece non si comprende vuol dire che tu non hai comunicato un fico secco, ma ti sei fatto un tuo film mentale e personale. O hai voluto fare qualcosa per stupire, ma che non ha stupito.”

Il tema quindi proposto dalla Sogetsu è impegnativo perché chiede di scegliere un oggetto che ha colpito il nostro animo e di andarlo ad inserire in un nostro ikebana e il tutto deve emozionare un terzo (quarto, quinto etc) spettatore che vede il nostro lavoro.

Ed io ho chiesto alle mie allieve di Livorno non solo di fare questa lezione, ma di gestirla completamente da loro, volevo mi proponessero una personale mostra d’arte. Per l’occasione era venuto da Roma anche il maestro Farinelli e dobbiamo dire che i laovri eseguiti hanno avuto bisogno di pochi ritocchi, se non nulla in alcuni casi, e che, lo dico sinceramente, l’emozione per le cose utilizzate da Ilaria, Nicoletta, Rosaria e Silvia da loro è passata a me e a Lucio. E sono sicuro che, attraverso le foto (ringrazio Silvia per il supporto grafico), a voi che le osserverete.

ilaria_3.jpg

(Ikebana di Ilaria Mibelli)

Su questo mi soffermo un istante perché grazie ad Ilaria ho conosciuto Olafur Eliasson e il suo importante progetto di portare l’energia sostenibile a tutti.

nioco_3.jpg

(Ikebana di Nicoletta Barbieri)

nico_4

(Ikebana di Nicoletta Barbieri)

rosaria_3.jpg

(Ikebana di Rosaria Lenti)

silvia_3

(Ikebana di Silvia Barucci)

Concentus Study Group

 

 

 

Annunci

Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: