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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Monthly Archives: novembre 2017

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Il titolo di questo post è il “motto” dell’Associazione Ikebana International di cui io ideai, poi coaudiuvato nella fondazione da Lucio Farinelli e Silvana Mattei, la fondazione del Chapter di Roma. E proprio come esponenti di questa associazione delle scuole da noi rappresentate il sottoscritto e Romilda Iovacchini siamo stati invitati dall’Ambasciata del Giappone in Italia e dall’Associazione San Marino – Giappone a illustrare il mondo dell’ikebana nella Sala Congressi del Grand Hotel San Marino.

Lavorare, collaborare, con Romilda è sempre un piacere perché davvero c’è amicizia e rispetto attraverso l’arte dei fiori pur essendo lei maestra da più tempo di me e con, quindi, maggiore esperienza. Però lavoriamo “pari grado” scegliendo la linea di conduzione della conferenza, le tipologie di ikebana da fare ed altro. Pura armonia e rispetto reciproco.

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(da sinistra Romilda Iovacchini, Luca Ramacciotti e il Dott. Nishida Daisuke dell’Ambasciata del Giappone in Italia – foto di Lucia Urbini)

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(da sinistra Romilda Iovacchini, Luca Ramacciotti e il Dott. Leo Achilli Console Generale Onorario del Giappone presso la Repubblica di San Marino – foto di Lucia Urbini)

Romilda in entrambi gli appuntamenti della giornata ha fatto una bella introduzione storica dell’arte dell’ikebana e della sua scuola Ohara e tre composizioni, poi la palla passava al sottoscritto che spiegava le peculiarità della scuola Sogetsu, il suo rapporto con l’arte moderna e contemporanea e poi eseguivo anche io tre composizioni.

In realtà a volte, anche per le domande del pubblico presente molto interessanti e particolari, si interveniva entrambi anche per sottolineare dei concetti che sono comuni ad entrambe le scuole (dal vuoto, al movimento, al rispetto dell’elemento naturale, alle stagioni, al kenzan che non può mai essere a vista). Abbiamo parlato delle tipologie di contenitori, di cosa sia l’ikebana odierno e il suo rapporto con gli spazi in cui viene collocato.

Ed abbiamo ben specificato, al di là di comporre gli ikebana al contrario in dimostrazione affinché il pubblico veda la parte frontale durante la lavorazione, che l’ikebana viene svolto con più calma, meditazione, rilassatezza, ma che abbiamo cercato di dare una panorama dei dettami delle nostre rispettive scuole.

(foto di Silvia Barucci e Lucia Urbini)

(Foto di Silvia Barucci e Romilda Iovacchini)

Ikebana di Romilda Iovacchini (Ohara) – assistente Lucia Urbini

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(foto di Luca Ramacciotti)

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(foto di Luca Ramacciotti)

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(foto di Luca Ramacciotti)

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(foto di Luca Ramacciotti)

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(foto di Luca Ramacciotti)

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(foto di Luca Ramacciotti)

Ikebana di Luca Ramacciotti – Assistente Silvia Barucci

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(vaso di Sebastiano Allegrini – foto di Luca Ramacciotti)

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(vaso e foto di Luca Ramacciotti)

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(foto di Luca Ramacciotti)

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(vaso di Sebastiano Allegrini – foto di Luca Ramacciotti)

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(vaso e foto di Luca Ramacciotti)

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(foto di Luca Ramacciotti)

Un’indimenticabile esperienza in un luogo incantato, fuori dal tempo che ha visto un pubblico partecipe ed interessato.

Al termine una squisita cena giapponese.

Concentus Study Group

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Domani il Concentus Study Group rappresenterà la Sogetsu italiana… all’estero! 🙂

Infatti seppur si sia nel “cuore” dell’Italia la Serenissima Repubblica di San Marino è uno stato nello stato (cambia persino il roaming).

Sotto l’egida di Ikebana International si svolgeranno due conferenze e dimostrazioni che vedranno esplorare l’ikebana della scuola Ohara e della Sogetsu.

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Ringrazio l’Ambasciata del Giappone in Italia che ancora una volta si è rivolta a noi e sono lieto che continui questo sodalizio tra scuole di ikebana dove portiamo avanti assieme la divulgazione di questa arte.

Concentus Study Group

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(da sinistra Gioni David Parra e Luca Ramacciotti – foto di Simona Gasperini)

Nell’ambito della dimostrazione presso la Galleria degli Uffizi ho cercato, nel breve tempo a disposizione quando si toccano certi argomenti così vasti, di presentare tutte le peculiarità della scuola Sogetsu.

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(foto di Simona Gesperini)

Ho potuto attraverso slide cercare di definire la complessità dei lavori della mia scuola, di definirne la modernità pur essendo molto legata ai principi tradizionalisti di questa arte, le possibilità  infinite che la Sogetsu offre ai propri studenti.

Anche perché fare tre veloci dimostrazioni di ikebana può, alle volte, far fraintendere l’essenza calma, studiata, ponderata di questa arte.

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(foto di Simona Gesperini)

E per fortuna ho avuto persone che hanno fatto le foto al tutto (grazie!) dato che io non ho potuto né durante, ovviamente, né dopo perché sono stato letteralmente, e piacevolmente, assalito dal pubblico molto interessato ad approfondire il discorso. Alcune persone mi hanno persino chiesto come si fotografa un ikebana.

Ho iniziato parlando della stagionalità degli ikebana grazie al maze-zashi

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(foto di Fabio Uggeri)

e di come vada anche rappresentata a volte in maniera “drammatica” per sottolineare ad esempio la stagione in corso

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(foto di Fabio Uggeri)

per finire ad uno stile libero ideato in base al contenitore in dotazione.

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(foto di Fabio Uggeri)

Ringrazio l’Ambasciata del Giappone per i tre meravigliosi vasi messi a disposizione (di cui due di preziosissima lacca che non avevo mai sperimentato prima), l’Associazione Piante e Fiori d’Italia per avermi sponsorizzato il materiale floreale, Silvia Barucci per avermi fatto da assistente e avermi procurato rami perfetti.

Al termine della dimostrazione ho spostato l’attenzione su un progetto a cui tenevo moltissimo e che ho potuto presentare grazie allo scultore Gioni David Parra.

L’ikebana Sogetsu non è “solo” l’ikebana in vaso a cui siamo abituati a rapportarci, ma anche un ulteriore passo (al di là di installazioni come fatto un anno fa al MAXXI o ancor prima all’Orto Botanico La Sapienza) verso un’essenzialità ed un legame strettissimo con l’arte contemporanea.

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(foto di Simona Gesperini)

Grazie allo scultore Parra ho presentato (per la prima volta in Italia e soprattutto all’interno di un museo d’arte così prestigioso) il tema “Completing an Art Work” dove l’ikebana si va a fondere con un’opera d’arte (in questo caso Nocube e Blade Lights) divenendo un’unica, nuova opera artistica (e per questo ho utilizzato una citazione di Balzac come titolo del mio pezzo) e in questo caso la parte di ikebana era costituita da IMG_3230

(foto di Simona Gesperini)

una grande corteccia di sughero lavorata che collegava, si univa, si fondeva col tutto.

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(foto di Simona Gesperini)

Ho così provato in un luogo dove l’arte scorre da secoli di portare una forma artistica complessa ed articolata come quella dell’Ikebana Sogetsu cercando in un lasso di tempo tiranno di mostrarne le varie sfaccettature.

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(da sinistra Minoru Watada, Eike Schmidt, Silvia Barucci, Luca Ramacciotti, Nicoletta Barbieri, Alessandro Canino, Rosaria Malito Lenti, Gioni David – foto di Fabio Uggeri)

Concentus Study Group

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Oggi per me è stata una giornata importantissima e a caldo voglio scrivere alcune prime impressioni in attesa poi di fare un post anche con foto che, per fortuna sono state fatte da altri, perché io ero davvero stanco, frastornato, emozionato e assalito da persone con mille domande.

Prima di tutto il mio ringraziamento va all’Addetta Culturale dell’ambasciata la Dott.ssa Yoshimura Yuko e alla Dott.ssa Silvia Caronti sia per la proposta fattami sia per la paziente (c’è stato un fitto scambio di mail tra di noi) e professionale organizzazione portata avanti anche assieme al Dott. Simeone Marco.

Un particolare ringraziamento al Presidente dell’Associazione Piante e Fiori d’Italia per averci donato il materiale per gli ikebana.

Poi alle allieve presenti (grazie Silvia per avermi fatto da assistente), allo scultore David Giona Parra, Maria Cristina Nicotra (finalmente ci siamo incontrati!) e a suo marito e a Barbara Poletti che ha fatto con me il trasbordo della foresta ^_^ Avere animi vicini in questi casi è sempre un balsamo.

Sapere di essere vicino ai grandi capolavori dell’arte mi faceva davvero vibrare le vene nei polsi, come l’idea di utilizzare i preziosi e magnifici vasi in lacca proposti dall’Ambasciata.

Appena avrò foto farò un altro post, ma volevo subito buttare giù l’emozione la felicità di queste ore.

Fare una dimostrazione (e conferenza) in circa 40 minuti (3 ikebana!) è stata una corsa contro il tempo perché si sa l’ikebana richiede tempo e concentrazione, ma spero che le persone presenti abbiano apprezzato e compreso un poco meglio quest’arte.

Un grazie va al Direttore degli Uffizi, il Dott. Eike Schmidt non solo per la presentazione e i ringraziamenti, ma per aver assistito a tutta la mia dimostrazione.

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E un grazie anche ad Alessandro Canino per la sua presenza e le foto.

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E un grazie ultimi, ma non ultimi a Lucio Farinelli che decise anni fa di fare un workshop di Ikebana Sogetsu presso l’Istituto di Cultura Giapponese e alla maestra Lina Alicino che mi fece diventare maestro di quest’arte.

Concentus Study Group

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Grafica di Silvia Barucci, foto di Luca Ramacciotti

Dallo scorso ottobre sono ricominciati i corsi di Ikebana Sogetsu a Roma tenuti dal Concentus Study Group, gruppo ufficiale della scuola a cui appartengono i due direttori del Chapter i maestri Lucio Farinelli e Luca Ramacciotti e le maestre Lucia Coppola, Anne Justo e Giulia Piccone Italiano. Tra le collaborazione effettuate: Ambasciata del Giappone in Italia, Istituto Giapponese di Cultura, Orto Botanico “La Sapienza”, MAXXI, Ara Pacis, Uffizi, Pitti.

Fin da secondo anno di loro attività (2011) i nostri corsi (tutto documentato) si sono caratterizzati per :

  • Una lezione storico/filosofica (gratuita) per introdurre l’allievo alla cultura dell’ikebana.
  • Fornire agli allievi i contenitori, il kenzan e il materiale vegetale (che poi l’allievo porta a casa per esercitarsi).
  • Fotografare (Luca Ramacciotti) i lavori degli allievi svolti a lezione. Le foto in locandina sono infatti del sottoscritto ed abbiamo utilizzato queste per non creare false aspettative con foto (fatte da fotografi professionisti) che poi nella realtà non si avrebbero anche se cerchiamo costantemente di migliorarci e dare sempre di più da un punto di vista professionale.
  • Mandare un file excel (Lucio Farinelli) con il riepilogo di temi svolti a lezione, vasi utilizzati e materiale impiegato nella composizione.
  • Ogni lezione, come da regolamento della scuola, dura da 60 a 90 minuti.

Questo perché ci è piaciuto da subito porci a livello professionale (o almeno ci si prova costantemente migliorandoci) e delinerare una nostra linea di comportamento ORIGINALE in quello che io ho sempre definito “il cammino lungo la via dei fiori”.

Per noi è sempre stato importante essere originali, una matrice vera, non la copia, perché partire fotocopiando ci sarebbe sembrato già mettere un piede in fallo.

Concentus Study Group

 

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Questo weekend, assieme al maestro Farinelli ci siamo recati ad Anversa per fare una due giorni di studio con la maestra Ilse Beunen.

Al di là del piacere di ritrovare lei, il marito Ben (che con la consueta professionalità ha poi fotogrfato i nostri lavori post correzione), conoscere la mamma di Ilse ed una nuova amica che percorre la via dei fiori (la simpaticissima Louise), c’è la gioia di imparare nuovi imput su questa affascinante arte il cui percorso di formazione è un perenne work in progress.

Ilse ci aveva proposto di fare uno studio approfondito sulle tecniche di fissaggio, un percorso che partiva dalle tecniche base (seppur in vasi particolari) a quelle più avanzate compreso un metodo per rendere più scenografici i nostri rami.

A turbare un poco l’atmosfera (e il clima belga non aiutava) un bel mal di schiena, ma pur stando spesso in posizione eretta, piano piano il dolore è diventato un pulsare lontano tanto ero concentrato sul mio lavoro e lo studio. Quindi l’ikebana è pure…. curativo! E non sto scherzando. L’impegno mentale mi stava distraendo dal dolore fisico. Come dice Ilse fai ikebana rilassandoti, sii zen.

Approfitto sempre di queste occasioni, come dei workshop (e questo in pratica ne era una versione privata a tre) per cercare di capire al meglio le tecniche (e in questi giorni ne abbiamo esplorate 6!), di far pratica per cui tendo a dimenticare l’estetica finale del lavoro, ma Ilse con garbo mi riporta sempre sulla diretta via. Per me non è tanto fondamentale fare un bell’ikebana in questi contesti (per quello ho tempo a casa) quanto di fare la giusta pratica.

Abbiamo anche analizzato l’importanza dello spazio e il concetto basico di vuoto, l’idea della vita, del movimento, del “vento tra i rami” che dobbiamo comunicare. Altrimenti non avremo fatto un ikebana, ma un flower arrangement.

Senza dimenticare le pause piacevoli attorno al tavolo parlando di noi, della nostra esperienza, di ciò che abbiamo appreso in passato, di come non si debba personalizzare l’insegnamento dell’ikebana, analizzando le foto e i capolavori degli Iemoto della scuola. Un vero e proprio gioioso simposio, un salotto culturario come si aveva nei tempi passati.

Ilse sa insegnare comunicandoti la passione per l’ikebana e la gioia di apprendere.

Tre degli ikebana realizzati in questi due giorni.

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(Ikebana di Lucio Farinelli – foto di Ben Huybrechts)

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(Ikebana di Luca Ramacciotti – Foto di Ben Huybrechts)

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(Ikebana di Louise Worner – Foto di Ben Huybrechts

Grazie Ilse, alla prossima!

Concentus Study Group

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Ricevo l’invito, dalla Fondazione Italia Giappone, per l’inaugurazione per questa mostra (a cui purtroppo per impegni pregressi non potrò presenziare) che vi notifico molto volentieri e che andrò ad ammirare appena possibile.

Cito dal loro comunicato:

Apparizioni. Immagini fluttuanti eppure incisive, oniriche e allo stesso tempo reali, evocative, toccanti. Il Giappone di Massimo Berretta è descritto in tre delle sue caratteristiche essenziali: il pudore, la spiritualità, l’armonia.

Un viaggio tra sogni che intarsiano, con la memoria,  immagini di vita quotidiana. Un cammino, quello di Berretta, dove le foto assumono la forma dell’epifania: rievocazione di colori che, attraverso il fascino del disvelamento, riecheggiano  il respiro dello spirito dei luoghi visitati, all’interno di uno scatto sottratto alla realtà. Un velo colorato è difatti quello che copre tenuamente le immagini, svelate poi di colpo da un lampo temporaneo, un volto si staglia dal caos colorato di un presente che diventa sfondo (Claudio Romanelli).

Concentus Study Group

 

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