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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

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(Ikebana di Ilse Beunen – Fotografia di Ben Huybrechts)

Quando una persona viene da me per una prima lezione di ikebana gli faccio sempre un’oretta circa di introduzione storico/filosofica su quest’arte affinchè ne inquadri nascita, stili e sviluppo. Spiego sempre, anche mentre si fa la lezione pratica, di come in ikebana TUTTO debba sembrare naturale quando in realtà è quasi tutto costruito.

Abbiamo il kenzan per sostenere il materiale quando usiamo i vasi bassi, vari metodi di ancoraggio per i vasi alti, nessuno di loro si deve vedere e il nostro lavoro come risultato dovrà sembrare  che quel ramo naturalmente abbia quelle caratteristiche (forma, rami collaterali, foglie), che quel fiore naturalmente sia vicino a quel vaso in una proporzione naturale, ma che in realtà è calcolata con precisione, che ci sia naturalmente del vuoto, del movimento tra gli elementi e che soprattutto con molta naturalezza ci sia unità tra i materiali sennò avremo dei fiori messi in un vaso e basta.

C’è anche una lezione del curriculum della Sogetsu dove si va a “smontare” e rimontare del materiale dandogli una forma, volumi diversi. E il tutto sempre deve dare un’idea di naturalezza, non di costrizione, di leggerezza.

Per tutto ciò serve tecnica, studio, idee e talento.

E, naturalmente, osservazione.

Quando ho ricevuto la newsletter di Ilse inerente le comunicazioni sulla sua piattaforma online (ora arricchita da una sezione fotografica a cura di Ben Huybrechts e una sezione dedicata all’esperienza di grandi maestri come Els Goos) e ho visto questo ikebana e la “spiegazione” di come è stato realizzato son rimasto profondamente colpito.

L’ikebana trasmette equilibrio (dato dalla pesantezza orizzontale del vaso e dalla verticalità leggera degli elementi), il vaso “riprende” la forma della struttura e siamo in autunno, i rami iniziano a spogliarsi, piegarsi ai venti e alle volte foglie che si staccano da un albero volando via vengono fermate, intrappolate da altri rami.

Qui è ricostruito naturalmente l’autunno. Vedendolo non si pensa ad altro che alla stagione attuale. Non da idea di una cosa forzata, bloccata in qualche modo, infilata a forza in un vaso, anzi proprio per il contenitore utilizzato pare che la struttura sia rimasta lì impigliata, pronta a rivolare via al primo colpo di vento autunnale. I rami sembrano naturali, non lavorati e così le foglie.

Quando mi chiedono cosa deve significare un ikebana… ecco l’ikebana deve significare la natura, rappresentarla.

Naturalmente. E con elegante bellezza.

Concentus Study Group

 

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