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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

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(Ikebana di Luca Ramacciotti – Vaso di Sebastiano Allegrini)

Patrizia Ferrari e Chiara Giani mi hanno fatto un dono di compleanno incredibile, questo vaso del maestro Sebastiano Allegrini su tavola di legno del ‘600. Come sempre davanti a regali così preziosi mi paralizzo dallo stupore non sapendo bene come ringraziare.

In questo caso lo sapevo, farci, ovviamente, un ikebana.

Ho dovuto attendere la fine del Workshop Internazionale di Ikebana Sogetsu da noi organizzato a Roma per potermici dedicare con calma.

E’ innegabile che sia il vaso sia il supporto siano molti forti visivamente e avendo il tutto attaccato in alto sul muro non è stato facile nemmeno renderlo fotograficamente (ho persino usato una pedana per alzare ulteriormente il cavalletto fotografico che era già sviluppato in tutta la sua lunghezza).

L’ikebana che apre il post è quello che subito ho avuto chiaro in mente sia per forme sia per colori. Volevo dare un contrasto alle forme di vaso e supporto e un contrasto di colori e movimento.

Poi osservando il vaso sono venute in mente due altre possibilità: il chabana e il ichirin-zashi.

Di chabana ne avevo già eseguiti diversi tempo fa a partire da quello realizzato per la cerimonia del tè tenutasi nell’ambito della mostra da me organizzata presso il gran Teatro Giacomo Puccini per il 110 compleanno di Madama Butterfly.

Leggendo vari libri a tema (segnalo Mittwer Henry – Zen flowers: chabana for the tea ceremony e Soshitsu Sen XV – Chado Lo Zen nell’arte del tè) e rimandando ad un mio precedente articolo probabilmente andrebbe immaginata invece della parete circostante bianca, un’unica parete di legno del tokonoma, quindi idealmente pensiamo di allargare il nostro unico pezzo di legno (quello della tavola) fino a rimpire tutto lo spazio e a cui viene affisso il nostro lavoro.

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(Chabana di Luca Ramacciotti – Vaso di Sebastiano Allegrini)

Dell’ichirin-zashi ne ho letto per la prima volta nel libro di studio della scuola Sogetsu. In tutte le scuole di ikebana nella composizione ci sono tre elementi principali che nella nostra si chiamano Shin, Soe ed Hikae. A differenza di altre scuole di ikebana, la Sogetsu non ha una molteplicità di “stili”, ma due di base (verticale ed inclinato) su cui si innestano delle variazioni che si studiano ai primi due livelli. Nella IV variazione del II livello si fa uno stile base con due elementi (Shin ed Hiake) e non tre. Tutto ciò comporta un cambiamento di prospettiva, di volumi, di spazi. Non viene rimosso l’Hikae (il fiore), che diviene ancor più importante in questa variazione, ma il Soe e in caso in un ulteriore step si potrebbe pensare di rimuovere lo Shin (ramo principale), ma è impensabile un ikebana senza il fiore. Questo perché è  il fiore, ovviamente, il simbolo dell’ikebana. Poi naturalmente avremo ikebana con solo foglie, solo rami, astratti, ma diciamo che questo è un principio basico e la scuola spiegandolo appunto fa notare come composizioni differenti dall’ikebana come, appunto, il chabana o l’ichirin-zashi pongano l’accento sul fiore. Addirittura quest’ultimo tipo di composizione prevede la presenza di un unico solo fiore che quindi andrà posizionato in modo, non solo da metterne in risalto caratteristiche, linea, forma, colore, movimento, ma anche che divenga il punto focale della nostra composizione.

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(Ichirin-zashi di Luca Ramacciotti – Vaso di Sebastiano Allegrini)

Concentus Study Group

 

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