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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Se la Sogetsu sostiene, nei suoi principi, che bei fiori non fanno begli ikebana è perché non è soltanto la bellezza (molto soggettiva come si vede dal mio post precedente) in automatico a far sì che mancanza di tecnica o voglia di strafare rendano buono il nostro lavoro se non c’è un forte impatto emotivo tra di noi e il materiale vegetale. I giapponesi hanno la bellissima espressione che descrive il comunicare cuore a cuore tra l’ikebanista e il mondo vegetale che è hana-no-kokoro.

In questi anni di pratica lungo la via dei fiori mi sono accorto di come il mio sguardo sia mutato non solo per ciò che comporta il mio lavoro (la disposizione scenica), ma proprio accorgendomi della Natura come prima non facevo, anche di quella che sopravvive al cemento in mezzo alle città.

Ma vedere al alvoro due maestre con moltissima esperienza più di me come Ilse Beunen e Anne-Riet Vugts è stato tanto istruttivo quanto emozionante.

La lezione è incominciata al Mercato dei Fiori dove avevamo ordinato molti materiali, ma altri andavano scelti e vedere le due maestre parlare tra di loro dei temi da sviluppare e in base a questi la scelta del materiale, come abbinarlo per forme, colore e “peso” (sia fisico sia visivo) è stata una bellissima lezione

(foto di Ben Huybrechts)

che è continuata all’Orto Botanico La Sapienza di Roma dove ci attendeva Paco Donato con una bellissima sorpresa, una radice che aveva trovato ed asserbato a noi.

Quando vedi un materiale del genere è subito amore a prima vista (ci riempirei casa io) e poi ti chiedi come lo potresti utilizzare. Ecco l’idea avuta da Anne-Riet Vughts.

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(Ikebana di Anne-Riet Vugts – Vaso di Sebastiano Allegrini – foto di Ben Huybrechts)

L’armonia è palese anche all’occhio meno esperto, come il  senso di movimento, equilibrio e naturalezza.

All’Orto Botanico potevamo prendere il materiale secco ed alcune foglie sottto l’attenta supervisione di Paco (anche se non ho mai visto due maestre così attente a non prendere troppo materiale perché non fosse poi sciupato o gettato) perché ogni materiale davvero presentava una lezione, un mondo a parte e vedere le due insegnanti che nella “massa” vedevano il ramo, la foglia perfette per le loro idee è stato incredibile.

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(foto di Ben Huybrechts)

Come detto da entrambe durante la due giorni di workshop è importante di ogni Paese vedere il Mercato dei fiori per scoprire ciò che il luogo propone, le caratteristiche dei vari materiali che si trovano in quel posto, MA MAI nulla sostituisce una passeggiata in mezzo alla natura, osservandola con occhi attenti, andando a focalizzare nel molto le singole linee, le forme e i colori che ci interessano.

E non solo in natura…. Ilse aveva visto nel giardino di casa di Lucio una pianta secca buttata in un angolo e ci ha chiesto di prendere uno dei rami. Io, sinceramente, non l’avevo mai notata e nemmeno Lucio.

Da quel ramo Ilse ha tratto ispirazione per la sua incredibile, leggerissima, eterea e bellissima versione di wabi-sabi dove ciò che altri avrebbero gettato come secco o rovinato qui è arte.

(Ikebana di Ilse Beunen- Vaso di Sebastiano Allegrini – foto di Ben Huybrechts)

Concentus Study Group

 

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