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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Luca Ramacciotti

(Ikebana di Luca Ramacciotti – Vaso di Sebastiano Allegrini – foto di Ben Huybrechts)

 

Quando anni fa fui ospite di Paola Saluzzi a Cielo mi definì una persona che lavora nel “bello”. Mi rimase impressa questa definizione perché fino ad allora non avevo collegato il teatro, l’ikebana con questo concetto.
Ma cosa è la bellezza? Artisti, filosofi,  poeti han cercato di definirla, ma sfugge alle classificazioni,  muta a seconda del luogo, dell’epoca storica, della moda.
La bellezza di una donna, un tramonto sul mare, la natura incontaminata son tutti possibili esempi di bellezza.
E in ikebana cosa è bello? Sicuramente l’armonia, l’eleganza che deve essere palese per chi osserva. Il materiale non deve sembrare forzato (infilato a forza nel vaso, piegato con violenza o costretto tra altrti tipi di vegetali o materiale non convenzionale), deve dare un’idea di movimento, mai di staticità o pesantezza, deve trasmettere equilibrio ed armonia.
Come dice la Sogetsu (e come ha ricordato la maestra Ilse Beunen durante il recente workshop che ha tenuto a Roma assieme ad Anne-Riet Vughts) non è detto che se abbiamo dei bei fiori di conseguenza avremo ottimi ikebana, si deve saper usare il materiale e soprattutto vedere la bellezza di ogni singola cosa.
Venerdì scorso, dopo aver preso i materiali per il workshop al Mercato dei Fiori, con Lucio, le insegnanti e l’allieva Patrizia Ferrari siamo andati all’Orto Botanico in cerca del materiale per il wabi-sabi che era uno dei temi dei quattro workshop che avremmo poi effettuato.
Già da sola Patrizia aveva raccolto da terra del bellisismo materiale secco ed altro ne ha visto Ilse per strada e non solo (ma di questo ne parliamo nel prossimo articolo) ed io avevo portato delle foglie di loto che avevo seccato, ma che purtroppo non ho usato perché piacevano a tutti ed ho lasciato che ne usufruissero gli ospiti che devo dire le hanno davvero ben valorizzate (per vedere i lavori del workshop si può andare sulla nostra pagina Facebook).
Ilse Beunen al workshop ha ben spiegato il significato sia di wabi sia di sabi e di come “unendosi” formino un concetto di opposti che si bilanciano sottolineando come spesso oggi sia un termine di moda deconnaturato dal vero significato. Su questo concetto rimando agli articoli scritti qui.
Nella scuola Sogetsu c’è il tema del materiale secco e fresco assieme, ma qui era uno step ulteriore. Dovevamo utilizzare delle foglie in apparenza rovinate, materiale “povero”, vedere la bellezza dove comunemente non si vede e, nel mio caso, Ilse, mi ha insegnato a dare volume ad una foglia lunga e piatta che, seppur bellisisma, non ne aveva.
Pura Poesia.

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