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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

girasoli

(Quattordici girasoli in un vaso  –  Arles, agosto 1888)

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(Ikebana di Luca Ramacciotti omaggio a Vincent Van Gogh che fu realizzato per la mostra Arte Giovane – vaso di Sebastiano Allegrini)

Il 16 – 17 — 18 ottobre prossimo esce nei cinema “Loving Vincent” – un film sulla vita ed opere del celebre pittore olandese che ha traghettato l’arte pittorica nella concezione moderna. Si tratta del primo film interamente dipinto su tela, rielaborando oltre mille dipinti per un totale di più di 65 000 fotogrammi. E’ un’emozione davvero unica veder prendere vita sullo schermo le opere, i personaggi, la natura dipinti dal celebre pittore la cui vita tormentata e incompresa ben viene narrata in questo film diretto da Dorota Kobiela e Hugh Welchman che ho avuto l’onore di vedere in anteprima nazionale.

Van Gogh mi ha sempre affascinato e travolto per il forte impasto dei colori (avrei voglia di affondarci dentro le mani), le forme, lo studio delle luci, come calibrava l’impasto pittorico per dare suggestioni:

“Caro Theo,

È stata una settimana di serrato e duro lavoro nei campi di grano in pieno sole: ne sono venuti studi di messi, paesaggi e uno schizzo di seminatore.

Su di un campo arato, un grande campo di zolle viola, sale verso l’orizzonte un seminatore in azzurro e bianco.

All’orizzonte un campo di grano maturo.

Sopra tutto, un cielo giallo con un sole giallo.

Dalla sola nomenclatura delle tonalità, senti che il colore gioca in questa composizione un ruolo importantissimo.

Così lo schizzo in quanto tale – tela da 25 – mi tormenta molto nel senso che mi chiedo se non si debba prenderlo sul serio e farne un quadro formidabile. Dio mio quanto mi piacerebbe! Il fatto è che non so se avrei la forza di esecuzione necessaria.

Metto da parte lo schizzo così com’è, non osando quasi pensarci. Già da tempo desideravo fare un seminatore, ma i desideri che coltivo da tempo non si realizzano sempre.

[…]

tuo Vincent”

Inoltre come ipotizzavo in una mia conferenza al MAXXI data la passione di Van Gogh per il Giappone è possibile che abbia sentito parlare di wabi-sabi?

Se pensiamo che il quadro Japonaiserie: Oiran

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è dell’anno precedente al quadro dei Girasoli che apre l’articolo non sarebbe una suggestione che la forza di quei fiori in vaso potesse rappresentare il wabi-sabi? Questo spiegherebbe perché non sia una natura morta, né un quadro di fiori freschi come potevano essere le sue iris.

“Non si potrebbe studiare l’arte giapponese, mi sembra, senza diventare molto più sereni e più felici: dobbiamo ritornare alla natura, nonostante la nostra educazione e il nostro lavoro in un mondo convenzionale. … Invidio ai giapponesi l’estrema nitidezza che tutte le cose hanno presso di loro. Nulla vi è mai noioso, né mi sembra mai fatto troppo in fretta. Il loro lavoro è semplice come respirare: essi fanno una figura mediante pochi tratti sicuri, con la stessa disinvoltura come se si trattasse di una cosa semplice quanto abbottonarsi il panciotto.” (Vincent Van Gogh – settembre 1888)

Concentus Study Group

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