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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Prendo a spunto questa frase di Fedor Dostoevskij per illustrare una toccante idea avuta dalla mia allieva Rosaria Lenti che è di Livorno come Nicoletta Barbieri e Ilaria Mibelli.

Rosaria ha sentito l’impulso di recarsi nelle zone distrutte dall’alluvione, dall’evento luttuoso e disastroso che ha colpito la costa labronica, e lì cercare del materiale per fare un ikebana.

Sono stati giorni terribili. Ricordo che mentre passavo in treno per andare a Roma si vedeva una terra sconvolta. Devastata.

Ho quindi chiesto a Nicolette Barbieri e a Ilaria Mibelli di fare la stessa cosa.

Ho trovato molto bella l’idea di andare a prendere dei materiali vegetali (e come vedrete non solo!) in quei luoghi per dar loro una seconda vita. Questi lavori ben rispecchiano il loro stato d’animo. E le ringrazio per la loro sensibilità. Fiero di averle come allieve.

Come ringrazio Silvia che si è unita al gruppo usando materiali che aveva colto tempo fa a Livorno. Fare la via dei fiori è anche questo.

La foto di copertina è di Giuseppe Cesareo.

Rosaria: Pochi giorni fa ho sentito forte l’ impulso di andare in una delle zone più colpite dall’alluvione del 10 settembre scorso, qui, nelle nostre colline… mentre percorrevo con la macchina la strada vero la Valle Benedetta, il senso della devastazione del territorio mi è arrivato come un pugno nello stomaco: quasi tutto era ancora color fango, grandi tratti di collina feriti profondamente, con tanti alberi fatiscenti rimasti a memoria dei boschi, spazzati via dalla furia dell’acqua, un senso di smarrimento e di dolore che nasceva dalla terra… ma proprio tutto ciò mi ha spinto a cercare esattamente tra quei boschi, tra quelle lacerazioni il materiale per esaltare la bellezza dei colori e delle forme dell’autunno incipiente.
Dedico alle persone scomparse e al nostro territorio i miei ikebana, perchè possa rinascere la vita proprio dal fango.

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(Ikebana e foto di Rosaria Malito Lenti)

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(Ikebana e foto di Rosaria Malito Lenti)

Nicoletta: Da sempre ho raccolto con piacere rami e materiale interessante che arriva sulle spiagge portato dal mare. Questa volta è  stato diverso, il pensiero andava alle persone che hanno sofferto, perso affetti, casa, oggetti in questo evento eccezionale, durante il quale diversi torrenti a Livorno sono esondati. Con questo sentimento di condivisione del dolore e con la passione di sempre ho lavorato il materiale recuperato dando un mio piccolo contributo.

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(Ikebana e foto di Nicoletta Barbieri)

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(Ikebana e foto di Nicoletta Barbieri)

Ilaria: Nella notte fra il 9 e il 10 settembre un violento nubifragio si è abbattuto sulla mia città, Livorno, dietro di se vittime e devastazione.
La violenza dell’acqua nella sua corsa verso il mare si è impadronita di tutto ciò che ha trovato sul suo passaggio, lasciando poi un groviglio indistinto intrappolato in un mare di fango.
Questa è stata l’idea di partenza.
Mi sono recata in uno dei centri di stoccaggio ed ho raccolto piccoli oggetti di vita quotidiana, poi sul mare a raccogliere radici e alti materiali.
Ho creato una scultura con questi materiali, come un fotogramma della scena di quella notte. Ho messo degli Anthurium rossi per la loro forma a cuore, rispetto per le vite spezzate.
Ringrazio Rosaria per l’idea e il nostro maestro Luca Ramacciotti per averci coinvolte con i nostri lavori.

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(Ikebana e foto di Ilaria Mibelli)

Silvia: Con una radice portata dal mare, trovata sulla una spiaggia di Livorno, ho voluto creare un legame con il territorio, gli anturium secchi sono il simbolo del dolore, ma dalle radici del topinambur rinasce vigorosa e colorata la speranza e la forza di vivere.

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(Ikebana e foto di Silvia Barucci)

Come scrissi diverso tempo fa (Potrà piovere lì fuori, sulla terra, sulla strada, sulle cose…) sono molto legato a questa città e pur essendo lontano ho cercato di unirmi a loro grazie ad un mio vaso che pare un tubo arrugginito dal mare con delle concrezioni sabbiose. Me lo sono immaginato laggiù nel profondo avvolto da alghe.

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(Ikebana, foto e vaso di Luca Ramacciotti)

Mondo di sofferenza:
eppure i ciliegi
sono in fiore.

(Kobayashi Issa)

Concentus Study Group

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