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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Inizio questo post estivo con, per titolo, una citazione di Yukio Mishima che mi è venuta in mente oggi mentre percorrevo i viali della Fondazione Cerratelli (ero andato a visionare i costumi per La Traviata) e le cicale frinivano attorno a me. E’ un’estate calda, afosa e si sta incorrendo in gravi siccità causate dalla mancanza di pioggia.

Oggi per strada persino i girasoli avevano il capo chino e il gambo piegato ed io avrei voluto tanto con mei i miei preziosi ventagli giapponesi. Un’estate “densa” come l’ha descritta anche la Iemoto.

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Sul sito della scuola Sogetsu infatti il nuovo messaggio della Iemoto Akane Teshigahara dice:

“This summer, heavy rain has caused some serious damage in various regions in Japan.
I strongly sympathize with those who have been affected by the disasters and very much hope that they will quickly regain their normal life.

The scorching hot days continue.
Particularly at times like this, let’s keep cool by arranging summer plants.
Colors which are gentle and pleasing to both the eyes and the heart, such as whites, blues, violets; vibrant greens; and the transparency of glass and water.
You can create ikebana works filled with these cooling charms to counteract this extremely hot summer.”

A me allora è venuto in mente un ikebana che ho realizzato soprattutto per sperimentare, studiare le foglie di loto che fino ad oggi non avevo mai avuto la possibilità di lavorare.

In abbinamento ho usato un fiore che non amo (la protea) proprio perché volevo vedere come potevo andare a lavorare questi materiali.

La scelta del vaso è stata semplice, il mio ultimo fatto a lezione dal maestro Sebastiano Allegrini.

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Tre dei colori menzionati dalla Iemoto ci sono e spero diano un senso di freschezza. Nel realizzarlo ho tenuto a mente ciò che Sofu scrive nel Kadensho in merito ai fiori tropicali che hanno il gambo grosso, poco bello esteticamente per cui o si riesce a nascondere o questi fiori vanno utilizzati corti. Questa era la prima difficoltà da affrontare. Il secondo erano appunto le foglie di loto mai usate prima e non avevo nessuno che me le potesse insegnare.

Su questo sono molto metodico. Non mi lancio mai nel fare qualcosa che non mi sia stato insegnato, magari riesco nell’intento, ma sicuramente con un insegnante alle spalle invece di fare una cosa carina ne faccio una ben eseguita. Come scrivevo nei post precedenti sono molto felice dei temi che veranno proposti al workshop di ottobre a Roma perché sono 4 temi molto importanti e difficili e ci vuole l’umiltà di capire che senza un maestro che già li conosce non ci caveremo le gambe in maniera perfetta al 100% perché nessuno nasce imparato.

Quindi ho provato a capire come usare queste foglie il cui raggio era circa 20 cm. Sono foglie dalla superficie rasposa come il velluto, se si tagliano pare di tagliare del cartoncino morbido, ma che si rompono facilmente se si prova a “piegarle” a fisarmonica.

Dopo tanto studiare, riprovare, il risultato lo vedete in foto. Non so se sia un ikebana estivo, rinfrescante, ma di sicuro per me è stato molto istruttivo, tanto che subito dopo pochi giorni ho di nuovo voluto usare lo stesso vaso e le stesse foglie, ma questa è un’altra storia 🙂

Buon ferragosto a tutti.

Concentus Study Group

 

 

 

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