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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

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(casa e foto di Giuseppe Cesareo)

Spesso sul lavoro mi dicono che io scelgo gli amici, in realtà con gli amici vado al ristorante o a fare una gita mentre lavoro con chi so essere realmente un professionista. Se poi con il professionista si diviene pure amici, il discorso cambia. Ma non ho mai confuso amicizia con professionalità né con scambio di favori in vista di piani futuri né ho mai fatto “alleanze” di comodo. Se io pago, voglio essere il primo ad essere soddisfatto di ciò che imparo, sennò mi rivolgo altrove.

Con Giuseppe Cesareo prima è nata l’ammirazione per il suo lavoro e poi, di conseguenza, l’amicizia. Di lui ho parlato in vari post (ricordo qui solo alcuni titoli: La Giornata della Terra, L’amicizia è il massimo alimento della felicità umana, Questioni di luceFoto & Colori, Attraversami il cuore, Metti un fotografo a lezione, A cosa serve una grande profondità di campo se non c’è un’adeguata profondità di sentimento?, ma potrei citarne molti altri) e torno a farlo oggi perché tre allieve del gruppo di Roma sono andate da lui per imparare ad usare correttamente la loro macchina fotografica, a capire come inquadrare, scattare, editare le foto. Ho scelto Giuseppe perché pur essendo un fotografo a 360° ha seguito spesso i nostri passi e ben sa come si fotografano gli ikebana.

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(Autoscatto di Giuseppe Cesareo. Da sinistra Silvia Sordi, Anne Justo, Daniela Bongiorno e l’insegnante)

Alla lezione teorica di ieri è subentrata quella pratica odierna ovvero come si fotografa BENE un ikebana.

Anne Justo e le due allieve (Silvia Sordi e Daniela Bongiorno) hanno realizzato a casa dell’insegnante un ikebana che poi è stato fotografato e la fotografia editata. Questo forse è il punto più delicato dell’intero processo perché spesso si vedono ikebana circondati da un alone di luce (che nemmeno Patrick Swayze nel finale di Ghost) in maniera da distrarre l’occhio da eventuali errori tecnici od estetici. Poi ci son foto con pretese artistiche, ma che sono semplicemente brutte o male inquadrate (magari un ikebana che viene “schiacciato” dall’inquadratura).

Quando io ero studente nessun insegnante ha mai dato importanza alla foto non so se per pigrizia o cecità verso la società moderna per cui per me gli incontri fatti su flickr furono di un’importanza vitale come i consigli che diedero a Lucio Farinelli per ciò che concerneva le foto e il look del nostro sito (www.sogetsu.it). Se vedete le foto fatte alle mie lezione da studente bè… Dario Argento le userebbe per qualche suo film tra mancanza di luce, colori di sfondo delle pareti fosforescenti ed inquadrature errate.

Certo si viene a scuola di ikebana, perché sbattersi per le foto? Perché come fa ben capire il libro del V livello della scuola studiare ikebana Sogetsu vuol dire aprirsi a 360° alle arti e farle tutte influire in essa. Ovviamente nulla di obbligatorio (e infatti di tutto il gruppo di Roma solo tre allieve erano interessate ad imparare a fare belle foto dei loro lavori), ma diciamo che cerco di dar loro una marcia in più. Forse proprio per quello che ho sentito come mancanza quando io studiavo, ma voglio che le mie allieve facciano un bellissimo percorso lungo la via dei fiori. E per questo mi rivolgo a quei professionisti che ho testato in quanto tali.

Le persone che si improvvisano non le coinvolgerò mai nelle mie attività, nè saranno mie amiche. Insegnare qualcosa che non si sa, o non si conosce perfettamente come l’Ave Maria per me è solo truffare il prossimo.

Grazie a chi mi segue in tutte le diramazioni della via dei fiori e ai maestri come Giusepep Cesareo che ci offrono il loro sapere.

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(foto di Giuseppe Cesareo)

Concentus Study Group

 

 

 

 

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