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Luca Ramacciotti – Sogetsu Concentus Study Group

www.sogetsu.it

Quando io e Lucio Farinelli studiavamo il IV livello della scuola Sogetsu c’era una lezione intitolata  “Dried Material relief on playwood or cardboard”. Dal fare per quattro anni ikebana in un contenitore (seppur ogni ikebana fosse differente dall’altro dati gli innumerevoli temi a stile libero), improvvisamente dovevamo “spalmarlo” su di una superficie piatta. Partendo da un’idea, un progetto, disegnare uno schizzo si realizzava un “collage” di materiali che stimolassero la nostra creatività e che applicassero i prinicpi dell’ikebana e della Sogetsu appresi fino a quel punto (non per nulla era l’ultima lezione del IV livello). Per arrivare a realizzarla prima c’erano lezioni sul collage (Collage) e sul disegno geometrico (Two-dimensional geometrical drawing, with three- dimensional objects attached to it). Quindi si doveva partire da un preciso percorso di studio che poteva anche essere ispirato alla pittura (basti pensare ai quadri di Mondrian, Rothko, Klee, Kandinskij o Boccioni e Balla per stare in Italia), al ritmo, al movimento, al colore.

Come ricordato in un mio precedente articolo una volta realizzai (fui il primo in Italia a farlo) per la hall del Gran Teatro Giacomo Puccini un pannello che traeva ispirazione da questa lezione.

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Nel nuovo libro del V livello viene ripreso questo tema nella lezione “Relief Works” che di recente con Lucio Farinelli abbiamo fatto fare a Merano a due mie allieve del V livello della Toscana. Come si legge nel libro se l’ikebana è un’arte tridimensionale (non scordiamoci mai che per la Sogetsu questo è un concetto basilare, la profondità fa parte delle nostre composizioni, non sono piatte, ma hanno sempre qualche elemento che ne dia profondità e tridimensionalità, la Sogetsu levò l’ikebana dal tokonoma) questo tema è di due dimensioni e… mezzo. Questo ovviamente perché ha una parte che poggia sulla superficie (legno, cartone, acrilico) che poi sarà attaccata al muro. Una commistione tra ikebana, scultura e pittura.

Per questo tema si utilizzano materiali secchi, secchi colorati o sbiancati. Il motivo è ovvio. Senza acqua (un tema talmente fondamentale per la Sogetsu tanto da avere un suo capitolo nel Kadensho di Sofu Teshigahara) il nostro materiale appassirebbe e, proprio nel Kadensho, Sofu specifica che c’è differenza tra la bellezza del materiale secco e del materiale appassito. Possiamo comperare del materiale già colorato, ma ovviamente è meglio se lo coloriamo noi utilizzando i colori acrilici. Sinceramente io ricorro spesso (o meglio quando ciò che sto per fare lo richiede) alle bombolette spray che si usano per le carrozzerie delle auto perché danno al materiale dei riflessi interessanti.

Dobbiamo pensare al nostro lavoro, progettarlo e provare la combinazione da noi ideata, se tutto ci convince procederemo al fissaggio.

Per l’occasione sia io sia il maestro Farinelli abbiamo deciso di realizzare anche noi questo tema.

Lucio è partito da un’idea legata sempre alla sua passione per la moda (quindi ispirandosi al design di Marimekko) mentre io, Silvia e Ilaria abbiamo sviluppato degli imput che ci avevano colpito. Tutti noi abbiamo colorato i nostri materiali scelti e seccati. Si ringrazia Mauro Cappagli per la preparazione della base delle tavole utilizzate.

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(Lucio Farinelli)

Per il mio ho utilizzato dello smoketree dipinto di blu e del colore spray acrilico. E’ interessante notare dove l’elemento blu poggia sullo sfondo giallo come ai nostri occhi sembri verde.

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(Luca Ramacciotti)

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(Silvia Barucci)

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(Ilaria Mibelli)

Siamo stati molto soddisfatti e felici di aver realizzto questo tema ancora poco utilizzato in Italia.

Concentus Study Group

 

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